È la strategia di progettazione dello studio Zuccon International Project. Sotto la guida di Martina e Bernardo Zuccon, la barca diventa un oggetto flessibile per far vivere meglio l’uomo. Come sul Sanlorenzo 44Alloy

Bernardo e Martina Zuccon sono le menti giovani e creative di uno studio di progettazione che affonda le sue radici nel 1972, anno in cui il padre Giovanni Zuccon (architetto e designer e professore all’Università degli studi di Roma La Sapienza), insieme alla moglie Paola Galeazzi, decise di aprire le porte di quella che sarebbe diventata la fucina dei progetti storici dello yachting internazionale. Un heritage importante quello che hanno in mano Martina e Bernardo, che finora hanno saputo maneggiare il DNA di famiglia miscelandolo a un’innata passione per l’architettura con la capacità di sviluppare moderne tecnologie e continue ricerche nei diversi ambiti del design. Qualità che pare siano piaciute molto al cantiere Sanlorenzo, con il quale lo studio dal 2016 ha intrapreso una fervida collaborazione in esclusiva, che ha già dato vita a ben 8 modelli Sanlorenzo, tra cui il primo yacht asimmetrico e vari Bluegame (altro marchio del gruppo) tutti naviganti. Martina e Bernardo si occupano di yacht design, ma lo studio Zuccon ha anche molta esperienza in campo civile, il che rende ancor più interessante la liaison con un cantiere che in questi anni ha dimostrato interesse nella trasversalità dei due ambiti, navale e civile.

Il Sanlorenzo 44Alloy (e l’SX 112) bene esprimono il concetto dell’abitare il mare secondo Zuccon International Project: il consolidamento di un approccio al progetto che vede lo studio impegnato in un lavoro di sperimentazione tipologica, tipica del residenziale ma valida anche per la nautica. “La sensazione che abbiamo maturato nel nostro percorso di crescita è che le barche cambiano forma ma poco in contenuti. Il processo di innovazione nell’ambito dell’abitare in barca è decisamente graduale. Una barca oggi, rispetto trent’anni fa, ha subìto variazioni ma l’iter di sviluppo è il medesimo. La nautica è un ambito molto conservatore. Noi come progettisti abbiamo la responsabilità di capire se e come possiamo migliorare la qualità della vita in barca”. L’Alloy44 ha fatto suo un tema dell’architettura civile: è stato disegnato  prima in sezione e poi in pianta. Alterando la quota dei ponti lo studio Zuccon ha fatto sì che un 44 metri, per 9 di larghezza, avesse una cabina armatore a tre piani. In pratica, è un loft che si sviluppa su tre diversi livelli strettamente connessi tra loro: lobby, zona notte e zona giorno/office. Inoltre la prua è completamente libera e permette all’armatore di andare nella sua cabina senza passare dal living, aumentando anche la sua privacy.