Un week end tra installazioni, grattacieli e destinazioni gourmet in una meta che compete con Copenhagen per vivacità e dinamismo

Per catturare lo spirito di Aarhus, la seconda città danese che compete con Copenhagen per dinamismo e vivacità, bisogna affacciarsi un venerdì qualsiasi a mezzogiorno sulla Student Hause dell'Ateneo. È il momento in cui gli universitari di tutti i corsi si ritrovano in uno dei numerosi bar allestiti all'aperto per socializzare, mischiando fermenti e idee destinati a diventare carburante e stimolo per la città.

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Passerelle sospese sul corso, festival che attirano food lover da tutto il mondo, villaggi che ricostruiscono la città del passato, architetture proiettate su quella del futuro. E, ancora, biblioteche storiche che diventano ostelli, parcheggi automatizzati che inghiottono le auto nelle viscere per riconsegnarle all'uscita e un municipio icona della democrazia, tirato su da Arne Jacobsen con Erik Moeller in piena occupazione nazista.

Dal 2018, Aarhus indica al mondo la strada per mantenersi giovane. Poche altre realtà hanno saputo fare tesoro come questo centro dello Jutland di 350 mila abitanti del titolo di capitale europea della cultura.

Da almeno sei anni, la "città dei sorrisi" vive l'onda lunga di una rinascita che parte dalle vie coloratissime del Quartiere Latino per spingersi fino all'area portuale, dove un masterplan visionario ha riconsegnato il waterfront ai cittadini, popolandolo di architetture residenziali griffate, di bar e ristoranti gourmet, di salotti en plein air alla danese provvisti di trampolini, saune e giochi per i più piccoli.

L'occhio di Aarhus, 44 piani per 142 metri.

L'ultimo arrivato in questa città che cresce con il sorriso è il Lighthouse di 3XN Architects. In un'area, sul mare, dove brillavano già Iceberg, le residenze bianche e blu a punta firmate da JDS Architects e CEBRA in collaborazione con seARCH e Louis Paillard, e l'Harbor Bath di Bjarke Ingels, svetta, dallo scorso dicembre, questo grattacielo di 142 metri ribattezzato "l'occhio di Aarhus".

Premiato come il miglior edificio verticale al mondo nella sua caegoria (100 - 199 metri), collocato come un faro sulla punta della città che guarda dall'altra parte del mare, il grattacielo nasce per dare alla neocapitale dell'architettura quello che ancora non aveva: un punto di riferimento accessibile via terra, mare e aria.

"Prendendo ispirazione dall'acqua, dalla natura e dai movimenti delle onde, l'edificio riflette la diversità della città e le differenze tra i suoi abitanti", racconta Samuel, la guida che ci accompagna a scoprirlo: "Il nuovo faro è un punto cardinale attorno al quale sviluppare una bussola di attività e relazioni sociali".

Per realizzare Lightouse, i canali sono stati ripopolati di tonnellate di cozze blu, il cemento avanzato e le pietre sono state impiegate per ricreare un habitat a misura della fauna marina, sono state piantate 3500 alghe di specie differenti.

L'occhio di Aarhus è anche il suo storytelling, che va in scena nei sotterranei dell'edificio, una ventina di metri sotto'acqua, dove la mostra interattiva Byen & Bugten racconta come Aarhus è evoluta sulla forza di spinte opposte come la tecnologia e il rapporto con il mare.

Den Gamle By, il coloratissimo fake della città vecchia

All'opposto della città moderna c'è quella antica che rivive in Den Gamle By, il museo diffuso all'aperto, inaugurato nel 1914, che dà vita a un fake originalissimo e divertente. Qui, dicono le cronache, arrivano intorno ai tre milioni di visitatori l'anno per ammirare le case ricostruite in stile rétro con tanto di posta e dogana, di scuola e teatro. Ci sono atelier e drogherie del passato, facciate a graticcio e tetti spioventi, cavalli, carrozze e figuranti come in una Disneyland dove Topolino e Minnie sono i danesi del secolo scorso.

Poesia sul mare, il Ponte infinito

Nella sua semplicità, The Infinite Bridge è l'architettura installativa sul mare che, nel 2015, apriva la stagione delle opere destinate a trasformare il volto della città. Firmata da Gjøde & Povlsgaard Arkitekter, è una passerella circolare che unisce in un solo respiro l'acqua e la terra. In questo anello di sessanta metri di diametro si può passeggiare liberamente, sdraiarsi, meditare dopo una corsa nel parco limitrofo, in continuità con la natura.

Aros, l'arcobaleno di Eliasson e il ragazzo d Mueck

Nel 2007, quando Olafur Eliasson vince il concorso per il rooftop del Museo di Arte Contemporanea di Aarhus, Facebook e Instagram non esistono ancora e la parola filtro non ha nulla a che vedere con l'opzione di osservare la realtà da una prospettiva personale.

Con il pretesto di disegnare qualcosa di immaginifico, l'artista di origine islandese coglie lo spirito del tempo che inizia ad affacciarsi e realizza questo meraviglioso anello multicolor che cambia il paesaggio dall'alto della città.

Your Rainbow Panorama è, da allora, una tappa fondamentale di qualsiasi viaggio in Danimarca, ma tutto il museo è punteggiato di opere diventate celebri, a partire dal "ragazzo" di Ron Mueck, la scultura perturbante e fuori scala di un adolescente che cambia espressione, passando da una smorfia a un sorriso, a seconda della prospettiva. Fino alle installazioni di luce di James Turrell e, ancora, dello stesso Eliasson.

Lo Street Food e la biblioteca pubblica più grande del Nordeuropa

Allestito dentro un deposito dismesso di autobus, lo Street Food Market di Aarhus è il posto ideale per gustare la cucina locale come quella proveniente da tutto il mondo, ospitata negli spazi all'aperto e outdoor diventati un centro della movida cittadina.

Prima di lasciare la città in auto, è d'obbligo una tappa al Dokk 1, la più grande biblioteca pubblica del NordEuropa dove lo straniero diventa cittadino potendo accedere a una quantità di servizi pensati per il turista come per chi viene a soggiornare qui per lavoro.

Tra sale studio e per la lettura e bar affacciati sul mare per 30 mila metri quadrati complessivi, spicca il parcheggio avveniristico dove l'auto sparisce a un piano inferiore per essere riconsegnata, all'uscita, in maniera automatica in un altro box, riconosciuta dalla carta di credito con cui abbiamo pagato il tagliando.

Moesgaard, il museo per le civiltà del passato

Classificato fra le attrazioni green della Danimarca, il Moesgaard Museum progettato nel 2014 di Henning Larsen Architects, è un'architettura apprezzata nel mondo per il tetto che sembra decollare dalla collina che lo ospita. A una ventina di minuti di auto dalla città, il museo custodisce opere archeologiche ed etnografiche, tra cui l'Uomo di Grauballe, un corpo mummificato, risalente al 300 dopo Cristo, conservato in perfette condizioni, e mostre immersive che racconta la storia delle civiltà antiche. Il tetto del museo diventa d'estate una piattaforma fruibile liberamente, mentre d'inverno è una pista innevata da attraversare con lo slittino.