Dall’illegalità degli esordi a essere diventato un vero e proprio progetto che ha cambiato il landscape artistico australiano, vi raccontiamo come la silo art sta trasformando i luoghi abbandonati in gallerie d'arte a cielo aperto

Certo conosciamo tutti la Street Art. Una forma artistica un po’ sovversiva, illegale e fugace.

Che vede street artists etichettare muri, trasporti pubblici ed edifici. Spesso velocemente, in momenti inaspettati e non sotto la luce del sole. Un movimento nato come linguaggio di protesta per comunicare messaggi e ideali.

Keith Haring e Jean-Michel Basquiat negli anni Ottanta esprimono in modo allegro, colorato e brioso temi profondi legati a droga, AIDS e sessualità.

Mentre Banksi, più tardi, urla in modo veemente contro la società, la politica, l’etica o il razzismo usando immagini spray che appaiono, improvvisi, overnight, tappezzando i muri di varie città britanniche.

Dall’illegalità dei suoi esordi ad un progetto che ha cambiato il landscape, letteralmente, artistico australiano.

È infatti dal 2015 che l’Australia ha visto germogliare il suo proprio, unico e personalissimo, movimento d’arte di strada. Ma qui la strada sono le vaste distese di campagne, i muri sono gli immensi volumi di cisterne e contenitori per il grano e l’impegno è turistico-culturale.

Si chiama Silo Art, l’arte di dipingere i silos abbandonati nel cuore più remoto dell’outback Australiano.

Un gioco, un’iniziativa di FORM, organizzazione culturale no-profit del territorio, che ha visto la luce nel 2015, a Northam nella zona Ovest dell’Australia.

Qui a 97 km nord-est di Perth, due artisti di fama internazionale - Phlegm proveniente dalla Gran Bretagna e HENSE dagli Stati Uniti - sono stati ingaggiati per dipingere i silos del gruppo CBH, in un sito pienamente funzionate.

Per i quindici giorni di lavoro i camion andavano e venivano, mentre entrambi gli artisti continuavano a dipingere. Phlegm le sue magiche e stravaganti mongolfiere Leonardesche, a sinistra. E HENSE, a destra, con motivi astratti che corrono da un volume all’altro come blocchi esplosivi dai colori fluo.

Questo concetto innovativo di arte murale oversize, è stato l'inizio del Public Silo Trail, che ha visto, in soli tre anni, WA annoverare 6 gruppi di silos e un percorso culturale, visivo, turistico alla scoperta delle tradizioni, del territorio e dei piccoli centri rurali, altrimenti dimenticati. Da qui, è scoppiata una tendenza che ha presto coinvolto altri quattro stati dell’isola DownUnder.

Grazie a questo nuovo lessico espressivo, manifestazioni artistiche radicali hanno trasformato i silos di grano in gallerie d'arte e le piccole città in destinazioni.

Con percorsi artistici che eccitano la vista e il cuore, trasformando il viaggio on the road nelle zone più remote dell'entroterra in un tragitto tinto di colori. Colori che esplodono dal centro della terra ergendosi fieri verso il cielo grazie a questi colossi imponenti di cemento, oggi usati come tele dalle dimensioni maxi.

È solo nel 2019, che tutti i murales sono stati raccolti, fotografati, catalogati e racchiusi in un percorso artistico di cultura del territorio.

Quando Annette ed Eric Green, durante la circumnavigazione on the road dell’isola Australe, si sono imbattuti in tre silos di grano decorati dall'artista di strada olandese Amok Island con banksia stilizzati, la coppia ha deciso di seguire le tracce colorate nel resto dell’Australia.

E così, nel 2019 è nato Australian Silo Art Trail. Una mappa online che documenta, oltre ai 200 murales artistici sui silos, decori di torri idriche e street art su muri abbandonati.

Qui di possono scoprire le diverse tecniche di pittura, i gesti artistici, le storie delle città, dei poeti del colore o semplicemente delle persone che abitano le vaste campagne. Dando l’opportunità a chiunque di creare il proprio percorso guidato attraverso questi graffiti allegorici che interpretano la cultura rurale, la natura o le dreamtime stories Aborigene.

Opere imponenti, la 'tela' più contenuta raggiunge i trenta metri di altezza, dove simboli, allegorie e dettagli continuano a spuntare e stupire, a seconda dell’angolo di osservazione. La street art, o meglio la silo art, è oggi una galleria d’arte a cielo aperto accessibile a tutti.

Un luogo di sperimentazione ed espressione da visitare.

Perché come diceva il grande esploratore Ibn Battuta: “Viaggiare ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore”. Buon viaggio.