Mai come in questi mesi di reclusione forzata ci siamo ripromessi di mettere mano alle nostre abitazioni. Di ristrutturarle o semplicemente rinnovarle per renderle più versatili, confortevoli e vicine ai nostri bisogni in perenne evoluzione. È il momento di dare seguito a queste più che comprensibili esigenze

La nostra casa deve assomigliarci. Non è una questione estetica ma di carattere. Con le nostre quattro mura dobbiamo andare d’accordo: se non nei dettagli, almeno nei principi fondativi della nostra relazione. Perché quando nella vita ci capita di cambiare, se la nostra casa non sa farlo insieme a noi l’incantesimo si rompe: e ripararlo non è facile.

Ce ne siamo accorti durante il lockdown. L’open space era splendido, perfetto per le serate con gli amici ma come ufficio per due adulti e due teenager ci ha delusi. E che dire di quella cucina, perfetta e algida ma in cui cucinare per necessità – tutti i giorni per 2 mesi – era un’esperienza detestabile? In quanti abbiamo detestato le nostre pareti, porte e finestre, incapaci di tenerci davvero al caldo o di isolarci dall’esterno?

Le case sono spesso il risultato di ristrutturazioni datate rispetto alle evoluzioni delle nostre famiglie, o di interventi che non corrispondono più al gusto di chi le vive. Non è colpa loro. Mentre non intervenire quando ci rendiamo conto che qualcosa non va quello sì, è colpa nostra.

Per fortuna con il DecretoLegge 34/2020 (Decreto Rilancio) è arrivato dal Governo un poderoso sostegno al settore delle costruzioni e, in particolare, ai proprietari di casa – singoli o in condominio – che volessero rinnovare, rendere più efficienti e confortevoli le proprie abitazioni.

Aspettando i correttivi

Il Superbonus è stato approvato con il Decreto Rilancio, del quale si attende la conversione in legge entro il 18 luglio e almeno quattro correttivi. Il primo è la riduzione dei massimali fissati per i singoli interventi, e riconosciuti per ogni singola unità abitativa. Il secondo, l’estensione dell’agevolazione a una unica seconda casa. Il terzo, l’accesso al Superbonus anche ai contribuenti del terzo settore. Mentre l’ultimo è relativo all’estensione fino a metà del 2022 per gli interventi sugli immobili Iacp. Seguiranno le istruzioni delle Agenzia delle Entrate che chiariranno i molti dubbi e le richieste di precisazioni raccolte in queste ultime settimane e le nuove richieste che nasceranno dalla lettura del testo di legge approvato.

Cosa si può detrarre e quanto

Il Superbonus prevede una detrazione del 110% – valida per le spese dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 – da recuperare in cinque anni o da trasformare in sconto in fattura. Oppure da cedere a banche e fornitori.

Per  queste spese la detrazione spetta per i seguenti interventi con i relativi limiti di spesa:

isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con una incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un tetto massimo di spesa non superiore a 60.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);

interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento a condensazione o a pompa di calore (in questo caso, la detrazione è calcolata su un tetto massimo di spesa fino a 30mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);

 sugli edifici unifamiliari, solo se destinati ad abitazione principale, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore (la detrazione è calcolata su un tetto massimo di spesa fino a 30.000 euro).

Gli interventi collaterali e la parcella dei progettisti

In presenza di uno di questi tre interventi, che sono appunto definiti trainanti, la detrazione del 110% o lo sconto in fattura, oppure la cessione del credito d’imposta in sostituzione della detrazione, si applicano anche per gli ulteriori interventi di risparmio energetico. Per esempio, l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari (ex articoli 119 e 121 del Decreto Rilancio). In assenza di lavori trainanti del condominio, il singolo condomino può comunque far ricorso alle detrazioni per il risparmio energetico di cui all’articolo 14 del Decreto Legge 63/2013 (ordinariamente con aliquota del 65% e in alcuni casi del 50%), così come a quelle per le ristrutturazioni ex articolo 16-bis del Tuir, con aliquota al 50%, comunque con possibilità di ottenere lo sconto in fattura o di cedere il credito corrispondente alla detrazione (ex articolo 121 del Decreto Rilancio).

Fondamentale il ruolo dei professionisti ai fini dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto.

Per gli interventi sia di riqualificazione energetica che di riduzione del rischio sismico i tecnici abilitati dovranno asseverare il rispetto dei requisiti e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Come è già stato chiarito dalle Entrate con la circolare 2/E del 2020, rientrano invece nella detrazione al 90% del Bonus Facciate le spese sostenute per l'acquisto dei materiali, la progettazione e le altre prestazioni professionali richieste dal tipo di lavori (per esempio, l'effettuazione di perizie e sopralluoghi, il rilascio dell'attestato di prestazione energetica).

Le partnership si creano online

L’Ance ha attivato da tempo, con Deloitte, una piattaforma online per la cessione dei crediti. Sarà uno degli strumenti che servirà all’Associazione Nazionale Costruttori per intercettare collaborazioni con banche, fondi e altri soggetti con cui fare accordi per l’acquisto dei crediti. In questo modo le imprese sapranno già a chi vendere i bonus acquisiti dai committenti. Le banche, molto interessate a questo nuovo mercato, attendono però la conversione del decreto… è questione di giorni.

 

Per rimanere sempre aggiornati

Sito dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it

– Focus sulla riqualificazione energetica

 Vademecum Decreto Legge Rilancio

Nelle foto di Silvia Rivoltella, Interstellar, l'installazione di Dimoremilano nell’ex Cinema Arti in occasione della Milano Design Week 2019. All'interno dell'edificio storico in stile razionalistico, una sequenza di piccole stanze fatiscenti ha fatto da cornice alla collezione di tessuti, attorniata dalle fotografie di Andrea Ferrari, parte del catalogo di Progetto Tessuti, ambientate in luoghi milanesi sospesi tra presente e passato. Dimoremilano è il brand di Britt Moran e Emiliano Salci che comprende le collezioni di arredi da interno ed esterno, i tessuti e gli oggetti disegnati dallo studio di progettazione Dimorestudio.