Benetti, parte del Gruppo Azimut|Benetti, primo produttore al mondo di megayacht, si distingue per soluzioni tecniche ed estetiche all’avanguardia. Che sono bene espresse su Oasis 40M. Un progetto ricco di finezze architettoniche che pone l’uomo in sintonia con l’ambiente

Ricerca e sviluppo di codici innovativi e traguardi da tagliare, investimenti nella tecnologia più avanzata, capacità di attrarre designer di talento, storica solidità finanziaria e, non ultima, una rete di assistenza capillare in ogni angolo del globo. Questi gli asset che hanno fatto la storia del Gruppo Azimut|Benetti, che si riconferma primo produttore al mondo di megayacht per il 19esimo anno consecutivo, secondo il Global Order Book 2019 (classifica della rivista Boat International, basata sugli ordini effettivi di yacht sopra gli 80 piedi).

Tre gigayacht di oltre 100 metri in tre giorni

A Livorno, in soli 100 giorni, sono stati varati ben tre gigayacht di oltre 100 metri (tra cui l’ammiraglia di 108 metri) e a Viareggio, nello stesso arco di tempo, altrettanti yacht della categoria Class (yacht di varie tipologie da 95 a 145 piedi). “Un risultato importante che rappresenta per noi uno stimolo a proseguire sulla nostra strada”, commentano il presidente Paolo Vitelli e la figlia Giovanna, vicepresidente del Gruppo. “L’unica spinta che non si esaurirà mai nella nostra azienda è la voglia di superare continuamente i nostri limiti”.

Oasis 40M: un contatto diretto con il mare

Benetti è una grande fucina di nuove idee, di nuovi progetti attraverso i quali il cantiere toscano introduce elementi stilistici capaci di tradurre in realtà i sogni degli armatori.

Come nel caso di Oasis 40M (41 metri fuori tutto, per l’esattezza), il nuovo modello che scenderà in acqua nel 2020: uno yacht dislocante in vetroresina progettato dallo studio inglese RWD, che interpreta in chiave contemporanea l’uso degli spazi per offrire ad armatore e ospiti un contatto diretto con il mare. Riposo e refrigerio, sollievo e ristoro da vivere nel più completo comfort e all’insegna di un rapporto con l’acqua ribadito in ogni dettaglio progettuale. Tutto concorre a enfatizzare la simbiosi con i paesaggi incontrati: dalla godibile area con infinity pool a pochi passi dal mare alle importanti altezze interne, dall’originale disposizione degli spazi, sino al ruolo di primo piano conquistato dalla luce naturale che inonda gli ambienti al chiuso.

Punto focale dell’ambizioso progetto, nato dalla collaborazione tra Benetti, lo studio inglese RWD e Bonetti/Kozerski di base a New York, è garantire una permanenza a bordo che alterni momenti più dinamici ad altri di assoluto relax. “Nell’affrontare il concept”, illustra Adrian Chisnell, Team Principal di RWD, “abbiamo ripensato il concetto classico di vita di bordo. Oggi gli armatori usano la barca in modo differente rispetto al passato: questo yacht riflette nuove abitudini, più dinamiche e meno formali, e si rivolge a un armatore attivo e curioso, che trascorre poco tempo sdraiato a prendere il sole perché preferisce esplorare e godersi i luoghi che ha appena raggiunto”.

Gli interni sono opera degli eclettici designer Enrico Bonetti e Dominic Kozerski. “La ricerca dell’eclettismo è importante per portare novità che derivino dalla contaminazione”, precisa Giovanna Vitelli. “Entrambi i designer sono nati nello studio di Peter Marino e hanno poi operato in vari ambiti dell’architettura, dal residenziale al retail agli hotel. Oggi sono impegnati anche nel progetto della nuova sede della Pace Gallery a New York. Insomma, sono architetti molto aperti, stimolati da mondi ed esperienze diverse: una risorsa di cui gode il progetto di Oasis”. Gli interni infatti si caratterizzano per uno stile casual-chic ricercato nell’uso dei materiali, negli accostamenti cromatici e nelle forme di arredo, improntate a un’elegante sobrietà. Il décor, che alterna pelli chiare, cuoio e palissandro nelle tonalità più tenui e luminose, definisce uno spazio con evidenti rimandi a un grande loft contraddistinto da una fluida continuità tra esterni e interni, dove le aree polivalenti sono vivibili in ogni momento della giornata. “Gli spazi”, spiega Enrico Bonetti, “trasmettono un senso di quiete grazie a essenze classiche che esprimono qualità e misurata eleganza, in un fil rouge armonico di materiali e colori che non conosce interruzione tra gli ambienti”.

Sul ponte principale, la suite dell’armatore è un vero appartamento con balcony privato, cucina e un’enorme zona giorno, in luogo del tradizionale salone, con vetrate perimetrali a picco sul mare. Da qui si accede alla beach terrace, la spiaggia poppiera che in rada diventa enorme grazie a due piattaforme che si sviluppano lateralmente. Originale anche la plancia di comando, per la prima volta pensata come un salotto dominato da ampie vetrate, una zona lounge con divani e sedute e una comoda postazione di lavoro: consolle di guida, area relax e tavolo da carteggio, un unico ambiente in cui anche gli ospiti possono sostare e godere della navigazione.