La casa, progettata dallo studio GLUCK+, si erge su un lotto rettangolare che dalla curva di una strada urbana ad alto scorrimento scende verso la sponda del lago.

Le condizioni del contorno, tra cui la presenza del grande tempio di marmo bianco della religione Bahá’í, il rumore continuo prodotto dal traffico e l’orografia digradante del terreno, hanno suggerito le scelte planimetriche e paesaggistiche d’insieme, declinando per episodi compiuti lo sviluppo di questa villa di città, che porta nella vita urbana quotidiana dei suoi fruitori il sapore e il piacere della ‘vacanza’.

Il progetto parte dalla strada, arretrando per creare un primo filtro paesaggistico composto da una zona alberata cinta da siepe, con tre filari simmetrici e allineati in parallelo, in cui sono stati ricavati i posti auto in esterno. Un volume a due piani, di forma regolare e compatta, privo di aperture e pensato come muro di cinta e volume protettivo di contenimento, accoglie al suo interno al piano terreno, oltre all’ingresso sulla destra, una zona per il gioco del basketball a doppia altezza e una palestra, affacciate sul prato interno ricavato in parte sulla copertura nella parte pìù vicina al lago.

Al primo piano del volume su strada, una zona per ospiti è organizzata come una piccola casa indipendente da quella padronale che si sviluppa più avanti, sfruttando la discesa verso riva. A unire i due corpi che formano la casa, dalla zona pubblica verso strada a quella privata e raccolta affacciata verso il lago e circondata dal verde, è stato pensato un percorso architettonico coperto che lungo la parte destra del lotto, dall’ingresso si sviluppa rastremandosi per raggiungere la quota più inferiore del grande spazio living, livello corrispondente a quello del terreno prospiciente verso cui la zona giorno si estende creando ‘stanze’ arredate en plein air, scandite dalle aiuole a prato e dalle alberature di contorno.

Il percorso ordinatore, su cui si attestano gli episodi che compongono il progetto, si sviluppa secondo diverse quote raccordate da una scala a più settori realizzata in seminato terrazzo grigio. Sorpassata quindi la zona alberata e il primo corpo su strada, la vista si apre su un ampio prato che è parte del progetto della casa; uno spazio a verde in cui è stata collocata la piscina posta in diagonale di fronte alla porzione coperta del basketball. Il prato si pone come elemento connettivo e zona elevata da cui osservare il grande lago.

La casa vera e propria si scopre solo scendendo lungo il percorso coperto che appare come un padiglione vetrato che conclude sulla destra il tappeto erboso e accoglie un piccolo portico-belvedere nella sua parte conclusiva.

Il primo spazio che si incontra scendendo la scala è una cerniera circolare che caratterizza il ‘corridoio’ distributivo della zona notte, composta di cinque camere affacciate su una grande terrazza comune. Imboccando il secondo tratto della scala, dopo pochi gradini, ci si raccorda alla quota in cui è stata ricavata la lunga libreria con passerella vetrata che affianca l’ultima discesa a doppia altezza verso la zona giorno.

La discesa verso il lago è enfatizzata dalla grande vetrata che si estende su due livelli per proseguire ad altezza ridotta lungo tutto il living, mentre la zona notte è rivestita in facciata con tavole di legno scuro.

L’intero progetto è giocato sull’incastro tra tre volumi compiuti trattati con intonaco bianco: il parallelepipedo del volume su strada, il percorso coperto su cui si attestano gli episodi architettonici e paesaggistici d’insieme e infine il corpo principale a due livelli caratterizzato da un fronte mosso e zigzagante affacciato sul lago. Una sintesi compositiva in grado di unire la realtà urbana proiettandola verso la ricerca e la conquista di una natura poco distante.

Foto Paul Warchol – Testo Matteo Vercelloni

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Vista serale del fronte della parte padronale della villa urbana. La vetrata a doppia altezza segue la dimensione dello spazio interno, con scala e biblioteca. Al primo livello è ricavata la zona notte. In giardino, Fold Collection di Royal Botania.
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Uno scorcio del prato ricavato in parte sulla copertura del volume a due piani verso la strada e del percorso coperto in cui si sviluppa la scala di discesa verso gli spazi padronali e la zona esterna a bordo lago.
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Piante dei diversi livelli.
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L’ingresso e il percorso di discesa coperto che si sviluppa a fianco del prato.
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La piscina con bordo in cemento e la collezione di chaise lounges di B&B Italia (design Richard Schultz, 1966). Si nota il volume del percorso di discesa pensato come un padiglione vetrato concluso da un piccolo portico belvedere.
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La casa, progettata dallo studio GLUCK+, si erge su un lotto rettangolare che dalla curva di una strada urbana ad alto scorrimento scende verso la sponda del lago. Le condizioni del contorno, tra cui la presenza del grande tempio di marmo bianco della religione Bahá’í, il rumore continuo prodotto dal traffico e l’orografia digradante del terreno, hanno suggerito le scelte planimetriche e paesaggistiche d’insieme, declinando per episodi compiuti lo sviluppo di questa villa di città, che porta nella vita urbana quotidiana dei suoi fruitori il sapore e il piacere della ‘vacanza’. Il progetto parte dalla strada, arretrando per creare un primo filtro paesaggistico composto da una zona alberata cinta da siepe, con tre filari simmetrici e allineati in parallelo, in cui sono stati ricavati i posti auto in esterno. Un volume a due piani, di forma regolare e compatta, privo di aperture e pensato come muro di cinta e volume protettivo di contenimento, accoglie al suo interno al piano terreno, oltre all’ingresso sulla destra, una zona per il gioco del basketball a doppia altezza e una palestra, affacciate sul prato interno ricavato in parte sulla copertura nella parte pìù vicina al lago. Al primo piano del volume su strada, una zona per ospiti è organizzata come una piccola casa indipendente da quella padronale che si sviluppa più avanti, sfruttando la discesa verso riva. A unire i due corpi che formano la casa, dalla zona pubblica verso strada a quella privata e raccolta affacciata verso il lago e circondata dal verde, è stato pensato un percorso architettonico coperto che lungo la parte destra del lotto, dall’ingresso si sviluppa rastremandosi per raggiungere la quota più inferiore del grande spazio living, livello corrispondente a quello del terreno prospiciente verso cui la zona giorno si estende creando ‘stanze’ arredate en plein air, scandite dalle aiuole a prato e dalle alberature di contorno. Il percorso ordinatore, su cui si attestano gli episodi che compongono il progetto, si sviluppa secondo diverse quote raccordate da una scala a più settori realizzata in seminato terrazzo grigio. Sorpassata quindi la zona alberata e il primo corpo su strada, la vista si apre su un ampio prato che è parte del progetto della casa; uno spazio a verde in cui è stata collocata la piscina posta in diagonale di fronte alla porzione coperta del basketball. Il prato si pone come elemento connettivo e zona elevata da cui osservare il grande lago. La casa vera e propria si scopre solo scendendo lungo il percorso coperto che appare come un padiglione vetrato che conclude sulla destra il tappeto erboso e accoglie un piccolo portico-belvedere nella sua parte conclusiva. Il primo spazio che si incontra scendendo la scala è una cerniera circolare che caratterizza il ‘corridoio’ distributivo della zona notte, composta di cinque camere affacciate su una grande terrazza comune. Imboccando il secondo tratto della scala, dopo pochi gradini, ci si raccorda alla quota in cui è stata ricavata la lunga libreria con passerella vetrata che affianca l’ultima discesa a doppia altezza verso la zona giorno. La discesa verso il lago è enfatizzata dalla grande vetrata che si estende su due livelli per proseguire ad altezza ridotta lungo tutto il living, mentre la zona notte è rivestita in facciata con tavole di legno scuro. L’intero progetto è giocato sull’incastro tra tre volumi compiuti trattati con intonaco bianco: il parallelepipedo del volume su strada, il percorso coperto su cui si attestano gli episodi architettonici e paesaggistici d’insieme e infine il corpo principale a due livelli caratterizzato da un fronte mosso e zigzagante affacciato sul lago. Una sintesi compositiva in grado di unire la realtà urbana proiettandola verso la ricerca e la conquista di una natura poco distante. Foto Paul Warchol - Testo Matteo Vercelloni
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Vista serale del fronte della parte padronale della villa urbana. La vetrata a doppia altezza segue la dimensione dello spazio interno, con scala e biblioteca. Al primo livello è ricavata la zona notte. In giardino, Fold Collection di Royal Botania.
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Uno scorcio del prato ricavato in parte sulla copertura del volume a due piani verso la strada e del percorso coperto in cui si sviluppa la scala di discesa verso gli spazi padronali e la zona esterna a bordo lago.
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Piante dei diversi livelli.
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L’ingresso e il percorso di discesa coperto che si sviluppa a fianco del prato.
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La piscina con bordo in cemento e la collezione di chaise lounges di B&B Italia (design Richard Schultz, 1966). Si nota il volume del percorso di discesa pensato come un padiglione vetrato concluso da un piccolo portico belvedere.
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La casa, progettata dallo studio GLUCK+, si erge su un lotto rettangolare che dalla curva di una strada urbana ad alto scorrimento scende verso la sponda del lago. Le condizioni del contorno, tra cui la presenza del grande tempio di marmo bianco della religione Bahá’í, il rumore continuo prodotto dal traffico e l’orografia digradante del terreno, hanno suggerito le scelte planimetriche e paesaggistiche d’insieme, declinando per episodi compiuti lo sviluppo di questa villa di città, che porta nella vita urbana quotidiana dei suoi fruitori il sapore e il piacere della ‘vacanza’. Il progetto parte dalla strada, arretrando per creare un primo filtro paesaggistico composto da una zona alberata cinta da siepe, con tre filari simmetrici e allineati in parallelo, in cui sono stati ricavati i posti auto in esterno. Un volume a due piani, di forma regolare e compatta, privo di aperture e pensato come muro di cinta e volume protettivo di contenimento, accoglie al suo interno al piano terreno, oltre all’ingresso sulla destra, una zona per il gioco del basketball a doppia altezza e una palestra, affacciate sul prato interno ricavato in parte sulla copertura nella parte pìù vicina al lago. Al primo piano del volume su strada, una zona per ospiti è organizzata come una piccola casa indipendente da quella padronale che si sviluppa più avanti, sfruttando la discesa verso riva. A unire i due corpi che formano la casa, dalla zona pubblica verso strada a quella privata e raccolta affacciata verso il lago e circondata dal verde, è stato pensato un percorso architettonico coperto che lungo la parte destra del lotto, dall’ingresso si sviluppa rastremandosi per raggiungere la quota più inferiore del grande spazio living, livello corrispondente a quello del terreno prospiciente verso cui la zona giorno si estende creando ‘stanze’ arredate en plein air, scandite dalle aiuole a prato e dalle alberature di contorno. Il percorso ordinatore, su cui si attestano gli episodi che compongono il progetto, si sviluppa secondo diverse quote raccordate da una scala a più settori realizzata in seminato terrazzo grigio. Sorpassata quindi la zona alberata e il primo corpo su strada, la vista si apre su un ampio prato che è parte del progetto della casa; uno spazio a verde in cui è stata collocata la piscina posta in diagonale di fronte alla porzione coperta del basketball. Il prato si pone come elemento connettivo e zona elevata da cui osservare il grande lago. La casa vera e propria si scopre solo scendendo lungo il percorso coperto che appare come un padiglione vetrato che conclude sulla destra il tappeto erboso e accoglie un piccolo portico-belvedere nella sua parte conclusiva. Il primo spazio che si incontra scendendo la scala è una cerniera circolare che caratterizza il ‘corridoio’ distributivo della zona notte, composta di cinque camere affacciate su una grande terrazza comune. Imboccando il secondo tratto della scala, dopo pochi gradini, ci si raccorda alla quota in cui è stata ricavata la lunga libreria con passerella vetrata che affianca l’ultima discesa a doppia altezza verso la zona giorno. La discesa verso il lago è enfatizzata dalla grande vetrata che si estende su due livelli per proseguire ad altezza ridotta lungo tutto il living, mentre la zona notte è rivestita in facciata con tavole di legno scuro. L’intero progetto è giocato sull’incastro tra tre volumi compiuti trattati con intonaco bianco: il parallelepipedo del volume su strada, il percorso coperto su cui si attestano gli episodi architettonici e paesaggistici d’insieme e infine il corpo principale a due livelli caratterizzato da un fronte mosso e zigzagante affacciato sul lago. Una sintesi compositiva in grado di unire la realtà urbana proiettandola verso la ricerca e la conquista di una natura poco distante. Foto Paul Warchol - Testo Matteo Vercelloni [gallery ids="145567,145564,145569,145571,145573,245576,145578,145580,145582,145584"]
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Vista dell’ultimo tratto della scala nello spazio a doppia altezza dove è stata ricavata la biblioteca con passerella vetrata.
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Vista di arrivo alla quota della zona giorno. Il tavolino centrale è Surface di Vincent Van Duysen per B&B Italia.
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Nel disegno, vista del percorso connettivo, evidenziato in giallo, degli episodi architettonici.
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Vista della master suite d’angolo. Poltrona Ginger e scrivania Fred, design Roberto Lazzeroni per Poltrona Frau.
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Vista dell’ultimo tratto della scala nello spazio a doppia altezza dove è stata ricavata la biblioteca con passerella vetrata.
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Vista di arrivo alla quota della zona giorno. Il tavolino centrale è Surface di Vincent Van Duysen per B&B Italia.
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Nel disegno, vista del percorso connettivo, evidenziato in giallo, degli episodi architettonici.
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Vista della master suite d’angolo. Poltrona Ginger e scrivania Fred, design Roberto Lazzeroni per Poltrona Frau.
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