A La Spezia il nuovo headquarter di Sanlorenzo è stato ricavato in una lineare palazzina degli anni ’30. Un progetto d’interni che ha saputo tradurre e portare sulla terraferma segni e atmosfere proprie delle imbarcazioni d’eccezione che raccontano la storia e il know-how del noto cantiere italiano

Forse la tipologia in linea, lunga e regolare, con i fronti scanditi da un ritmo armonico, ha suggerito allo studio Archea di immaginare la palazzina degli anni ’30, già sede degli uffici del cantiere navale San Marco, come una parte di uno scafo di un piroscafo d’altri tempi, tradotto in forma architettonica nella città.

La palazzina, con basamento rigato, modanature, cornici e oblò chiamati a comporre la figura dei fronti, si sviluppa su tre livelli, due piani fuori terra, denunciati in modo chiaro dalle finestre sovrapposte della facciata principale, ai quali si aggiunge il terzo piano in parte celato dalla falda della copertura che in mezzeria torna piana, per disegnare sul retro il fronte interno, con le finestre allineate una sull’altra lungo tre fasce che corrono per tutta l’estensione dell’edificio.


°
Fondato a Firenze nel 1988 da Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi, Archea è uno studio di progettazione nel quale collaborano oltre 80 architetti, operativi nelle sedi di Firenze, Roma e Milano. Nel 1999, ai fondatori si è associata Silvia Fabi, coordinatrice delle attività di progettazione dello studio. Grazie anche alla collaborazione con le società partner di Pechino, Dubai e San Paolo, lo studio ha realizzato opere di Architettura, Design, Interior Design e Graphic Design, in tutto il mondo. Gli interessi e le attività di ricerca di Archea Associati muovono dal paesaggio alla città, dall’edificio al design e, pur essendo incentrati sull’architettura, i progetti spaziano dalla grafica all’editoria – con la direzione e redazione della rivista internazionale di architettura “Area” – dalle mostre alla ricerca applicata.

Alle facciate e alla loro originaria configurazione è stato riservato un particolare riguardo durante i lavori di riforma dell’intera costruzione, abbandonata e in stato di degrado da diversi anni. Esse sono state restaurate con cura, recuperando e ricostruendo le modanature originarie mancanti dove necessario; il grigio (colore di riferimento del cantiere Sanlorenzo) è stato declinato attraverso una finitura degli intonaci a calce, composta da più velature.

Le finestre, trasformate e attualizzate nella soluzione a specchiatura unica, diventano dei grandi ‘oblò rettangolari’, grazie all’ottone impiegato sia per il nuovo imbotte, sia per il profilo dell’infisso che crea un efficace contrappunto contemporaneo rispetto al fronte storico su cui si pone.

Questo materiale trova nell’elemento a “C” che segna l’ingresso, innestandosi per addizione sulla facciata retrostante, il suo diretto sviluppo nella soluzione di un’iconica pensilina-portale che, nella ripresa di forme e tecnologie costruttive proprie della nautica, denuncia la filosofia del marchio proiettato fra tradizione e modernità.

Al piano terreno si trovano la reception e le sale d’attesa, gli uffici dei comandanti navali e dei surveyors e spazi per i tecnici del cantiere. Il primo livello accoglie gli uffici commerciali e direzionali, le sale riunioni e la zona dell’ufficio tecnico. La scala, come nelle grandi navi, è illuminata da un grande lampadario scenografico, che con un fascio spettinato di fili luminosi scende nel vano centrale e unisce i tre livelli dell’headquarter.

All’ultimo livello, dal quale si gode una spettacolare vista sul golfo dei Poeti, è collocato l’ampio showroom con sala campionari e vetrina dei modelli degli yacht Sanlorenzo. Uno spazio flessibile che si presta a essere suddiviso in due sale più piccole indipendenti. Allo stesso piano sono ubicati la presidenza e la segreteria, gli uffici commerciali, una foresteria e una cucina per la preparazione di pranzi di lavoro.

È in questo livello dell’edificio che più si ritrovano i richiami al tema navale, suggerito nell’intero progetto da analogie e riletture mai didascaliche: nella configurazione strutturale della copertura con le travi inclinate a vista sui due lati che disegnano una sorta di scafo rovesciato; nella soluzione dei lunghi corridoi scanditi da boiserie in legno di noce con dettagli d’ottone e da soffitti raccordati in curva che ricordano quelli delle cabine delle navi da crociera.

Alle facciate e alla loro originaria configurazione è stato riservato un particolare riguardo durante i lavori di riforma dell’intera costruzione, abbandonata e in stato di degrado da diversi anni"

Ma anche nelle zone lounge, illuminate dall’alto con lucernari che ricordano gli osteriggi di coperta; negli oblò dei bagni ricavati nei tondi di coronamento di facciata; negli arredi fissi dalle linee stondate realizzati su disegno. In tutto questo, governato con leggerezza e brillante visione d’insieme, si ritrovano, come in una nave, lo spirito e la qualità costruttiva dei cantieri Sanlorenzo.

Progetto di Archea Associati - Foto di Pietro Savorelli