Profumi, colori e materiali della Sicilia più autentica per una residenza in cima a una collina, che regala una vista a 360 gradi sul paesaggio di Noto. Un’architettura essenziale e rigorosa in armonia con la natura del luogo

Un riuscito progetto a sei mani nato dalla collaborazione tra Fabio Salini, Marco Bevilacqua e Corrado Papa. La nuova costruzione, distesa su dodici ettari in cima alla collina, si affaccia strategicamente su Noto e, a perdita d’occhio, su un affascinante paesaggio di mare, campagne e monti. È stata confezionata attorno alle esigenze abitative di Fabio Salini, designer di gioielli artistici di caratura internazionale che, come tale, ha svolto un ruolo importante nelle scelte estetiche.

“La casa doveva rappresentare un rifugio personale, confortevole, lontano dalla formalità richiesta nel lavoro e nella vita quotidiana”, spiega. “Una totale immersione nella natura, in un’atmosfera di essenzialità, relax e calore, autenticamente riconducibile alla terra argillosa del luogo.

Ecco perché ho invitato gli architetti che mi hanno aiutato nell’impresa a impiegare il legno, altri materiali naturali di provenienza locale e lavorazioni artigianali, e a realizzare la passeggiata con gli aranci che ricorda una strada di paese: tutti elementi desunti dalla tradizione, in grado di dare una connotazione e una riconoscibilità siciliana a un’architettura che di per sé, nell’immagine, non sembrerebbe tale. Senza fratture tra dentro e fuori, tra struttura e decorazione”.


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Socio fondatore di Bevilacqua Architects, specializzato in Interior Design, Convenience Store e Mall Design, Urbanistica e Urban Design, Landscape Design e Exhibition design, Marco Bevilacqua fornisce servizi di progettazione architettonica completa, dalla fase concettuale all'esecuzione del progetto.

Tutto è iniziato nello studio romano di Marco Bevilacqua, che ne ha definito la composizione ispirandosi nello schema tipologico al piccolo borgo contadino del Sud Italia, declinato con una stecca e uno spazio antistante utilizzato come area cortilizia comune, separato dalla casa padronale e dalla corte centrale.

L’architetto siciliano Corrado Papa è intervenuto in seconda battuta curando anche la direzione dei lavori e, da esperto conoscitore dei materiali e delle lavorazioni locali, portando quel substrato di mediterraneità che ha insaporito la trama narrativa di Salini.

Già, perché questi 600 metri quadrati di costruito si riconducono a un layout molto rigoroso e archetipico: pochi volumi a un piano di forma semplice e lineare, disposti e collegati tra loro geometricamente secondo tre assi principali.

“Due cipressi fiancheggiano l’inizio di un viale rialzato in pietra che conduce verso l’abitazione, costeggiando le lunghe terrazze dei muri a secco che caratterizzano l’insediamento e il suo sviluppo, segnato nei diversi livelli di quota da teorie di ulivi, fichi d’India, palme e grandi agavi”, racconta Bevilacqua.

“Ho iniziato a disegnare la residenza di Fabio intorno a un grande ulivo secolare che ne ha definito il corpo a forma di C. A questo albero e alla corte centrale si relazionano tutti gli ambienti, perché le aperture, a partire da quella del salone che lo incornicia, allineate sugli assi principali, sono state concepite per permettere allo sguardo di attraversare la casa e ricongiungersi in ogni momento con la natura circostante”.

La dépendance destinata agli ospiti è stata costruita alle spalle di questo corpo principale, nella piccola stecca parzialmente incastonata nella fascia a gradoni della collina. Lo spazio vuoto che si è creato tra i due volumi ha generato un viale di unione tra le parti, che rappresenta il cuore del progetto. Si è trasformato in quella strada di paese immaginata da Salini, profumata dall’incedere ritmico di rigogliosi aranci, battezzati “I picciotti”, che danno il nome alla proprietà stessa.

Su questa promenade mediterranea si affacciano le stanze degli ospiti, scandite da aperture alte e strette, incassate nella profonda muratura piena, quasi a proteggerne l’interno dal sole e dagli sguardi. E si incontrano le linee di cesura che accolgono le piccole scale di collegamento al livello superiore, dove si trovano la piscina e la terrazza-belvedere, integrate nella copertura piana della stecca.

“La zona più esposta, open-air, è stata posizionata discretamente, nel punto più alto, accessibile soltanto percorrendo le scalette esterne”, sottolinea Bevilacqua, “innanzitutto perché la piscina non appartiene alla tradizione della tipologia rurale eletta a paradigma di riferimento e poi certamente perché da qui si abbraccia la visione più ampia e spettacolare, a 360 gradi, sul golfo di Noto, sui monti Iblei e sui tetti piani della casa sottostante”.

I rivestimenti sapientemente scelti minimizzano l’impatto ambientale dell’impianto predisposto anche all’adozione di pannelli solari in copertura. La pietra di Noto lavorata a mano, che costituisce l’unitaria pavimentazione della terrazza al piano superiore, ritorna nelle superfici orizzontali di tutti gli ambienti sottostanti sia all’esterno che all’interno, “rendendo percepibile in una teorica visione zenitale una sola forma ed un solo piano a favore di una più completa integrazione dell’architettura nel paesaggio”, commenta Papa.

Ho iniziato a disegnare la residenza di Fabio intorno a un grande ulivo secolare che ne ha definito il corpo a forma di C. A questo albero e alla corte centrale si relazionano tutti gli ambienti (Marco Bevilacqua)"

Un intonaco a calce color sabbia, una finitura molto materica e soft, spontaneamente permeabile alla patina del tempo, è stato adottato per i muri e i soffitti a travi e tavolati. Il ferro verniciato è stato invece scelto per infissi e grate che simulano solidi canneti con funzione di ombreggiatura e sicurezza.

“Anche nell’arredo”, continua Salini, “ho privilegiato materiali naturali e colori neutri, con il desiderio, ancora una volta, di ribadire l’armonia fra l’architettura e la natura. Legno, cuoio, midollino, pietra di Modica, tessiture grezze e un po’ stropicciate in canapa di lino. Essendo la casa così rigorosa e squadrata, volevo enfatizzare l’alto grado di comfort che offrono i suoi ambienti nei diversi momenti della giornata e dell’anno. Con tocchi delicati ma incisivi.

I listelli verticali in faggio delle ante della cucina, per esempio, sopperiscono alla mancanza dell’incannucciato sui soffitti, che su superfici orizzontali così ampie avrebbe fatto troppo un ‘effetto pergolato’. Mi piacciono molto anche gli arazzi ricamati su lino di Allegra Hicks nelle due nicchie laterali della porta-finestra del salotto aperta sull’ulivo secolare in giardino, il ‘quadro’ intorno a cui tutto è nato.

Sono interventi site-specific che interpretano paesaggi siciliani, rafforzando l’idea di una natura che entra in casa”.

Progetto di Marco Bevilacqua - Fabio Salini - Corrado Papa
Foto di Alberto Ferrero