Progetti di Zaha Hadid Architects
Testo di Laura Ragazzola

Il viaggio allo scoperta del mondo (visionario) di Zaha Hadid non può prescindere dall’eclettica produzione di mobili, luci e oggetti (non solo) domestici.

Ecco le ultime novità, anche in fatto di moda

From urban design…

È un progetto innovativo di arredo da esterni la panca della collezione Serac, creata dallo Studio Hadid per Lab23, storica azienda veneta leader nella lavorazione di materie plastiche, e presentata in occasione dell’ultimo FuoriSalone milanese. Con il suo volume disegnato da morbide scanalature, Serac Bench esplora la relazione tra forma e funzione, con l’obiettivo d’integrarsi perfettamente nel paesaggio urbano. Non solo ‘street furniture’, però: da sola o abbinata a più elementi, la panca si inserisce assai bene anche in contesti naturalistici come parchi o aree verdi urbane. Realizzata in quarzo di resina, presenta una superficie molto resistente, piacevole al tatto e luminosa nella colorazione.

…to Haute Couture

Scarpe o miniarchitetture? Ancora una volta Zaha Hadid sorprende, riproponendo in una scala di progetto assai ridimensionata le forme a lei più care: le scarpe Nova disegnate per United Nude, riprendono in miniatura gli ‘strati geologici’ che scolpiscono la superficie di un suo monumentale progetto: il Galaxy Soho di Pechino. Le Nova Shoes, lanciate lo scorso luglio, rivelano la loro originalità non solo nella forma ma anche nella fabbricazione: vengono infatti realizzate in un blocco unico grazie all’impiego dello stampaggio rotazionale, una tecnica mai usata nel settore delle calzature. L’anima è in vinile metallico, rivestito di pelle, mentre platform e tacco sono in fibra di vetro con suola in gomma.

Un vortice di luce

Il segno distintivo di Vortexx (già anticipato nel nome) è il movimento: un lampadario ‘superdinamico’ sia per il design (fluido) sia per le modalità d’illuminazione (variazione d’intensità luminosa e cromatica). Progettato da Zaha Hadid nel 2005 per Sawaya & Moroni, Vortexx si sviluppa a spirale con una struttura in alluminio e fibra di vetro: all’interno è annegata una ‘striscia’ di led che assicurano un fascio luminoso programmabile per toni di colore (dal rosso all’azzurro) e per sequenza variabile. Le dimensioni extralarge (un diametro di 170 cm per un’altezza di quasi due metri) e la tiratura limitata dei pezzi, fanno di Vortexx un oggetto a cavallo fra arte e design.

Play design

Gioca con le sue forme la Kuki Chair presentata all’ultimo Salone di Milano dallo Studio Hadid per Sawaya & Moroni. Partendo da “un foglio” in poliuretano rigido, viene creata la struttura della sedia attraverso una piegatura, che disegna contemporaneamente seduta, schienale e gambe d’appoggio (altro non sono che i bordi del foglio). Il senso dinamico della sedia è accentuato dalle linee concentriche che incidono la superficie, seguendo i vuoti a forma di goccia creati nel volume della sedia.

Effetto-ghiaccio

Un progetto che sorprende quello del tavolo Liquid Glacial, disegnato da Zaha Hadid nel 2012 per David Gill in occasione dell’apertura della sua nuova galleria nel quartiere londinese di Mayfair. Il top, infatti, simula una lastra di ghiaccio che sciogliendosi forma, fra vortici impetuosi d’acqua, le quattro gambe d’appoggio. La trasparenza del materiale – plexiglas iperlucido – amplifica questa percezione, creando una superficie che genera giochi di luce e caleidoscopiche rifrazioni. Il risultato è un oggetto dal design quasi immateriale, leggero e fluido, che però non compromette, in linea con gli obiettivi di progetto di Zaha Hadid, le esigenze di ergonomia e di funzionalità.

Algida perfezione

A prima vista il vaso sembra ruotare su sé stesso, offrendo un’immagine sempre diversa a seconda dell’angolazione da cui lo si osserva. L’effetto ottico (cinetico) è creato dalla particolare torsione a cui le pareti del vaso sono sottoposte, accentuando quella fuga in verticale che ricorda un crepaccio artico (da cui il nome Crevasse). Progettato nel 2005 per Alessi, è un prodotto d’alto design (solo 999 esemplari numerati), che presenta caratteristiche formali davvero uniche per un oggetto d’uso domestico. Anche per questo oggetto, l’architetto anglo-iracheno gioca con le diverse scale di rappresentazione grafica, riducendo a un minivolume (un vaso per i fiori, appunto) le sue iconiche torri metropolitane.

Una poltrona di talento

La nuova seduta da auditorium creata quest’anno per Poltrona Frau Contract si chiama Array, che nel linguaggio scientifico significa matrice. Il nome riassume assai bene la filosofia progettuale che ha guidato Zaha Hadid nel disegnare un concept che, per forma e funzione, inaugura un nuovo modo di concepire la platea di un teatro. Spezzando la monotonia visiva delle classiche file di poltrone, il design di Array – proprio come una matrice – genera molteplici effetti formali, sempre diversi e unici. Quando, infatti, non è in uso, la poltroncina appare come un unico, scultoreo blocco, che uniforma visivamente braccioli, schienale e seduta, per poi schiudersi come un bocciolo quando lo spettatore si siede (la seduta, infatti, si abbassa con una rotazione diagonale).

Architetture luminose

Nasce da un progetto ambizioso la lampada Aria progettata da Zaha Hadid per Slamp (qui a fianco nella versione fumé): trasformare un’architettura complessa e maestosa in un oggetto d’uso domestico. Così 50 layers in Cristalflex (tecnopolimero brevettato da Slamp) avvolgono sei fonti luminose e un faretto-spot creando una maxilampada (90 centimetri di diametro per più di un metro di altezza), in grado di coniugare le differenti scale di progetto con estrema naturalezza. Medesima ispirazione per il modello di lampada Avia (in bianco), che viene proposta in dimensioni più contenute e in due colorazioni, bianco o nero: anche qui la struttura risplende a 360 gradi grazie ai luminosissimi layers in Opalflex (un altro brevetto di Slamp). Anno di produzione di Aria e Avia Lamps: 2013.

Vasi o sculture?

La superficie scolpita da drappeggi e le dimensioni davvero importanti (sino a due metri di altezza) trasformano il maxi vaso Flow di Serralunga da semplice cachepot a scultura contemporanea. Il volume, infatti, non lascia certo indifferenti, creando viste sempre diverse a seconda del punto di osservazione, proprio come una statua. Realizzato in polietilene lineare a bassa densità e prodotto mediante stampaggio in rotazionale, Flow è ecologico (100% riciclabile) e molto resistente, avendo un’elevata resistenza meccanica agli urti. In produzione dal 2008, è disponibile in bianco e nero, nelle versioni opaca o lucida.

Un divano lunare

Si chiama Moon System lo scultoreo divano firmato Hadid e prodotto a partire dal 2007 da B&B Italia. L’andamento angolare della struttura, fortemente dinamico, fa di Moon System un modello perfetto per essere collocato al centro stanza. Il divano, infatti, ha l’aspetto di un monoblocco che assembla contemporaneamente schienale, seduta e bracciolo; lo stesso pouf, anche se è un elemento indipendente, sembra far parte integrante della struttura, inserendosi perfettamente nella cavità della seduta.

Scenografie di marmo

Ogni frammento di marmo è diverso dall’altro per restituire la complessità dei sistemi naturali, ma anche la loro bellezza e la loro forza emotiva: ecco in sintesi la dinamica del design che ha ispirato i tre pannelli decorativi e, più in generale, l’architettura del padiglione progettato da Zaha Adid Architects per Citco in occasione del FuoriSalone 2012. Un dialogo riuscito fra natura — il bellissimo giardino dell’Orto Botanico milanese — e il costruito, un’installazione dalle forme fluide e organiche , che ben riassume il linguaggio compositivo delle opere di più ampio respiro dell’architetto anglo-iracheno. Le scelte cromatiche del bianco e del nero enfatizzano la dinamica dei volumi che, in un ritmo sapiente di vuoti e pieni, ritagliano ‘finestre’ con vista sul paesaggio naturale.