SPECIALE EXPO

Non è un padiglione smontabile e riciclabile come gli altri, una struttura a secco pensata per nuovi utilizzi nel after expo, bensì un edificio alto 35 metri con base di 60x60x34 metri in cemento, acciaio, vetro, che vive su oltre 14mila mq. Questa è la prima peculiarità distintiva di Palazzo Italia, l’unico pensato dall’inizio per durare come polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città dopo l’esposizione universale.

Situato a nord-ovest del Cardo (rispetto al masterplan del sito strutturato, per l’appunto, sui due assi perpendicolari Cardo e Decumano di sviluppo delle città di fondazione romana) si affaccia sulla grande piazza d’Acqua con, al centro, l’Albero della Vita, e si compone di quattro blocchi (che corrispondono alle funzioni principali – area espositiva, auditorium, uffici e sale riunioni) collegati tra loro da sinuosi elementi-ponte e organizzati intorno a un vuoto-piazza centrale coperta.

Il concept artistico, che restituisce la metafora del nido (come seme di nutrimento e accoglienza, “vivaio” di idee e speranze), è di Marco Balich, il creativo dei giochi Olimpici di Torino 2006. Il progetto architettonico, frutto del concorso internazionale vinto, porta invece la firma dello studio romano Nemesi & Partners guidato da Michele Molè (già autore dell’headquarter ENI a San Donato con lo studio Morphosis) e da Susanna Tradati.

Il concept architettonico è quello di “foresta urbana”. “Abbiamo lavorato sul sistema delle attività correlate” spiega Molè. “L’ architettura è negli interni disegnata da compressioni e dilatazioni organiche degli spazi – sotto la grande onda di copertura, realizzata da Stahlbau Pichler, simbolo della fronda dell’albero. Un modo per guidare il percorso, lungo il quale si mostra la bellezza e il saper fare del nostro Paese, con effetti di rarefazione che fanno del vuoto centrale il focus del progetto: metafora della piazza, espressione dell’energia e del senso di appartenenza di una comunità. Tutta l’architettura è alla fine un’opera d’arte collettiva”.

Poi, la realizzazione, il fiore all’occhiello del progetto che lavora sul concetto di orgoglio nazionale: il materiale per produrre i pannelli ramificati, disegnati da Nemesi come pelle di rivestimento di Palazzo Italia e ingegnerizzati da Styl-Comp di Bergamo, è stato realizzato da Italcementi. È il cemento biodinamico, un materiale che affronta in modo concreto il tema della sostenibilità, indicato come prioritario dal concorso internazionale.

La secolare industria italiana, non nuova agli appuntamenti con Expo (suo il Padiglione Italia di Shanghai nel 2010), l’ha messo a punto nei laboratori i.lab di Stezzano (Bergamo), all’interno dell’iconico edificio firmato Richard Meier.

Quali le caratteristiche tecniche di questo materiale denominato i.active biodynamic? “Si plasma, è modellabile e fluido sulle superfici. È ottenuto grazie a una speciale miscela che mixa anche materiali di recupero (quindi senza spreco di materia prima) ed è a base del principio fotocatalitico TX Active (brevetto Italcementi): quando c’è luce, la riflette ma al tempo stesso diventa autopulente per sé e antinquinante per l’ambiente, catturando scorie presenti nell’aria, trasformandole in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog” ha spiegato Enrico Borgarello, Direttore Ricerca e Innovazione Italcementi.

L’intreccio di rami che scambia, in modo osmotico, energia con l’ambiente, garantisce dunque performance che rendono tangibile, la metafora della foresta urbana. I numeri della pelle? “9000 mq di superficie esterna, 2000 tonnellate di cemento i.active biodynamic utilizzate, oltre 700 pannelli con casseri uno diverso dall’altro, 12.500 ore di ricerca dedicate al progetto”.

 

di Antonella Boisi – foto di Saverio Lombardi Vallauri e Luca Rotondo

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Un'altra vista di Palazzo Italia. Tra le aziende che hanno contribuito alla realizzazione: Kartell, iGuzzini, Magis, Mapei, Marazzi, Ragno.
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I pannelli ramificati come pelle di rivestimento di Palazzo Italia progettato da Nemesi&Partners con Proger-Bms (strutture e impianti), Livio de Santoli (studio sostenibilità) e realizzato da Italcementi, Styl-Comp, Stahlbau Pichler, Italiana Costruzioni.
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Vista frontale di Palazzo Italia.