L’ultimo esempio dell’impegno di Casalgrande Padana nel campo della sperimentazione del prodotto ceramico per l’architettura è sotto gli occhi del mondo a Expo Milano 2015. Si tratta di una speciale piastrella in grès porcellanato appositamente realizzata con Daniel Libeskind per la definizione dell’iridescente e scultoreo involucro del Corporate Pavilion China Vanke, il padiglione firmato dal colosso immobiliare cinese Vanke.

Dedicato alla tradizione dello Shitang, luogo del pranzo collettivo, dell’incontro e del confronto tra le persone nella tradizione cinese, spazio e rituale che permane tra passato e presente a sottolineare la socialità della vita quotidiana del Paese, il padiglione Vanke, iconico e scandito da un movimento volumetrico avvolgente, nega la consueta sequenza fronti/copertura per fare di quest’ultima la pelle architettonica di riferimento.

Come un ‘drago amico’ che ci accoglie nel suo ventre, il padiglione è totalmente rivestito da 4200 lastre di grès porcellanato a velatura metallescente della serie Fractile a matrice tridimensionale disegnata da Daniel Libeskind per Casalgrande Padana, già utilizzate in altra tonalità nell’installazione Pinnacle del 2013 in occasione di Bologna Water Design all’interno della secentesca Corte del Priore dell’Ex Maternità.

La lastra Fractile è stata sviluppata per il padiglione Vanke appositamente in un seducente colore rosso lacca che unisce tradizione e innovazione, sapori della cultura figurativa e materica cinesi con la creatività progettuale internazionale e il know-how dell’azienda reggiana. Sono lastre in grès che come altri prodotti dell’azienda si qualificano per i contenuti di ecocompatibilità; materiali ad alte prestazioni, ma a basso impatto ambientale testimoniato dalle certificazioni Emas e ISO14001.

Dal punto di vista della posa, in questo specifico caso, una particolare flangia metallica, dotata di elementi di regolazione per diverse inclinazioni, ha permesso il montaggio delle lastre in modo sovrapposto, ottenendo l’inconsueto quanto riuscito effetto di scaglie organiche iridescenti ancorate a secco grazie al particolare sistema di posa elaborato dalla Bodino Engineering in collaborazione con la Divisione Engineering di Casalgrande Padana.

Una posa che produce un particolare effetto tridimensionale della superficie volumetrica complessiva e che ne sottolinea l’andamento scultoreo, dinamico e a spirale. Come ha affermato Daniel Libeskind, il padiglione Vanke “sottende anche l’idea di una natura organica ispirata all’alchimia dei dipinti, dei paesaggi, delle figure della mitologia cinese, quella natura racchiusa nelle loro innovative prospettive a volo d’uccello”.

Il rapporto di collaborazione e confronto che Casalgrande Padana ha instaurato con architetti e designer internazionali è d’altra parte una delle linee-guida della politica dell’azienda, aperta alla sperimentazione e impegnata nel sostegno di iniziative di riferimento per la cultura del progetto di cui il Grand Prix, concorso internazionale istituito nel 1990 per premiare una vasta gamma di tipologie architettoniche che hanno saputo valorizzare le proprietà espressive e tecniche delle lastre di grès porcellanato prodotte da Casalgrande Padana, è senza dubbio un punto di riferimento.

Una collaborazione tra azienda e protagonisti del progetto internazionale che si è consolidata nel tempo non solo con felici e proficui incontri (Daniel Libeskind, Kengo Kuma, Renzo Piano, 5+1 AA, solo per citarne alcuni), ma anche sul piano dei servizi, con l’offerta della consulenza di Padana Engineering – società creata per seguire i progettisti in ogni fase di lavoro, dallo sviluppo del progetto alla realizzazione – e con il Creative Center, un laboratorio aperto ai professionisti del settore strettamente connesso ai processi di produzione e in grado di fare interagire innovazione e progettualità.

Con Daniel Libeskind Casalgrande Padana ha collaborato anche per i rivestimenti delle Residenze City Life di Milano, dove sono stati impiegati ben 50.000 mq di lastre in grès porcellanato (linea Granitoker e linea Granitogres), studiate espressamente per questo progetto sia a livello materico, sia di posa, per assecondare e valorizzare l’andamento plastico e geometrico degli edifici.

Libeskind è autore per Casalgrande anche del nuovo landmark The Crown, in corso di realizzazione nelle vicinanze degli impianti produttivi dell’azienda. Un’idea, quella di creare nuovi ‘segni architettonici’ nel paesaggio, che Casalgrande Padana ha già percorso nel 2010 con Kengo Kuma e l’opera Casalgrande Ceramic Cloud, con cui l’architetto giapponese ha cambiato in modo radicale l’aspetto funzionale della rotonda stradale che fronteggia l’ingresso principale dello stabilimento produttivo, trasformandola in un segno permanente.

Qui Kuma ha impiegato le lastre di grès bianco non come elemento di rivestimento, ma come materiale da costruzione, ottenendo un magico e leggero schermo bianco perforato, scandito da una geometria regolare di rapporti tra pieni e vuoti. Afferma Kengo Kuma a proposito di questo suo lavoro: “Questa struttura singolare ha consentito di evitare la costruzione di un’opera che occupi semplicemente una porzione dello spazio; volevamo che la realizzazione facesse parte integrante del luogo e lo caratterizzasse in maniera peculiare.

Abbiamo quindi deciso di costruire un dispositivo che divide in due lo spazio, rendendolo speciale, connotandolo con una doppia personalità e ottenendo in tal modo un risultato ben diverso dalle consuete rotonde stradali”.

Dopo questo intervento in bilico tra land art e sperimentazione architettonica sull’impiego e le potenzialità del materiale ceramico, Kuma si è confrontato con la riforma di un’antica casa colonica in disuso presente nel sito produttivo dell’azienda (2011). Un restauro di tipo radicale quanto rispettoso, che ha saputo trasformare questa testimonianza del genius loci nella sede dell’archivio storico e di documentazione di Casalgrande Padana, ma anche in un luogo per eventi, incontri e confronti culturali.

L’incontro con Renzo Piano si attua con il progetto per il Centro di accoglienza e ricezione del convento delle Clarisse di Ronchamp (2011), posto ai piedi della famosa cappella di Le Corbusier. Un progetto innestato nel paesaggio, che ne sfrutta l’orografia assecondandone l’andamento per comprendere dodici celle per le Clarisse, con spazi per la vita in comune (mensa e laboratori), un ingresso per ricevere i visitatori, un oratorio aperto ai pellegrini e alcuni alloggi per gli ospiti in cerca di quiete e spiritualità.

Le celle sono minuscole unità abitative indipendenti improntate alla massima sobrietà, dotate di giardini d’inverno privati, riservati alla contemplazione e alla preghiera. L’organismo conventuale comprende inoltre un oratorio, concepito come spazio collettivo aperto ai pellegrini e ai visitatori di tutte le confessioni.

Qui per i rivestimenti di pavimenti e pareti delle cucine del refettorio, per i servizi igienici e tutti i bagni delle celle del Convento delle Clarisse, sono state impiegate lastre ceramiche Bios Antibacterial Ceramics a tutta massa e pienamente vetrificate. Un materiale messo a punto da Casalgrande Padana ad elevate proprietà antibatteriche che rimangono inalterate nel tempo, insensibile all’usura e a prestazione amplificata se in presenza di umidità.

Con Alfonso Femia e Gianluca Peluffo di Agence 5+1 AA, l’azienda ha sviluppato vari progetti con prodotti appositamente realizzati e messi in produzione. Tra questi le piastrelle tridimensionali diamantate impiegate a Brescia nel nuovo quartiere residenziale LIFE (2010-2013), chiamate a disegnare e a scandire il gioco dei volumi che compongono gli edifici.

Un’idea, quella di trattare a livello materico emergente porzioni e brani architettonici, ripetuta a Milano per la nuova sede dello Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM (2012-2014), dove all’interno di un complesso collage volumetrico emerge l’ellissoide bombato dell’auditorium rivestito di ceramica verde. Un volume sottolineato nel suo calibrato incastro da una spettacolare superficie composta da migliaia di tessere tridimensionali diamantate su disegno e prodotte ad hoc da Casalgrande Padana.

Un brano architettonico parte di una figura complessiva di tipo corale che va ben oltre la sua funzione e che, come raccontano gli stessi autori: “Rappresenta lo spaesamento, la sorpresa. La risposta per noi, sempre in lotta contro il grigio universale. È il semaforo di Luigi Ghirri a Modena. È il semaforo di Bruno Munari nella Nebbia di Milano. Oggi di nebbia ne è rimasta poca. C’è solo la sua nostalgia: la nostalgia di chi scopre che, svanita la nebbia, a essere grigia era la città”.

 

Testo di Matteo Vercelloni

 

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Il padiglione corporate Vanke di Daniel Libeskind a EXPO Milano 2015. Il rivestimento in grès porcellanato della linea Fractile di Casalgrande Padana è caratterizzato da una decorazione tridimensionale e una speciale colorazione rossa a effetto metallizzato (foto Matteo Cirenei).
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Per le Residenze City Life di Milano progettate da Daniel LIbeskind sono stati impiegati ben 50.000 mq di lastre in grès porcellanato (linea Granitoker e linea Granitogres) prodotte a Casalgrande Padana. (foto SDL)
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Una particolare flangia metallica, dotata di elementi di regolazione dell’inclinazione, ha permesso di sovrapporre lastre, ottenendo l’effetto di scaglie ancorate a secco. (foto Hufton + Crow)
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Casalgrande Padana ha avuto un ruolo determinante nel completamento del padiglione, il primo a essere consegnato a Expo (con tre mesi di anticipo). Foto Hufton + Crow
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Un’immagine dell’interno del padiglione Vanke. (foto Hufton + Crow)
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Uno scorcio dell’auditorium della nuova sede milanese dello IULM progettato da 5+1 AA. All’interno del complesso collage volumetrico emerge l’ellissoide bombato dell’auditorium rivestito in ceramica verde, scandito da tessere tridimensionali diamantate su disegno e prodotte ad hoc da Casalgrande Padana.(foto Ernesta Caviola)
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La facciata del nuovo quartiere residenziale LIFE a Brescia di 5+1 AA, rivestite in parte con piastrelle tridimensionali diamantate chiamate a disegnare e a scandire il gioco dei volumi che compongono gli edifici. (foto L-Boegly)
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Una cella delle monache nel Convento delle Clarisse a Ronchamp, un progetto di Renzo Piano. (foto Michel Denancè)
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Una cella delle monache nel Convento delle Clarisse a Ronchamp, un progetto di Renzo Piano. (foto Michel Denancè)