Testo di Danilo Signorello

Sono due le caratteristiche che distinguono marmi e pietre naturali da qualsiasi altro materiale naturale: la non riproducibilità (a differenza del legno e degli alberi, ad esempio, non ricresceranno altre pietre) e la territorialità (marmi e pietre sono essi stessi la terra, il territorio da cui vengono estratte). Queste doti li rendono materiali preziosi e, per certi versi, unici e irripetibili. È per questo motivo probabilmente che le pietre, fin dalle origini dell’umanità, hanno avuto un valore magico (la pietra filosofale, simbolo dell’alchimia, capace di risanare la corruzione della materia) oppure sacro: basti pensare ai moai dell’isola di Rapa Nui (“grande roccia”), ai monoliti di Stonehenge (“pietra sospesa”), ai menhir (“lunga pietra”) delle coste bretoni e ai dolmen le tombe preistoriche megalitiche. Questa fisicità pesante, sacra della pietra ha del resto spinto Stanley Kubrick nel film “2001 Odissea nello spazio” a rappresentare Dio come un monolite di pietra.

Eppure, nonostante questa storia importante e affascinante, marmi e pietre appaiono come materiali inaccessibili, di complesso utilizzo sul fronte della progettazione architettonica e del design. Una ricerca sull’utente finale condotta da Marmomacc durante l’edizione 2013, ha rivelato che oltre il 50% delle persone associa il marmo a monumenti famosi, pavimenti e scalinate di palazzi storici importanti, e che comunque è ancora diffusa l’idea che i materiali lapidei siano prevalentemente usati per interventi su larga scala. Ma è davvero così difficile l’utilizzo del marmo nella cultura del progetto?

Con funzione di rivestimento e finitura, pietre e marmi sono legati al benessere del corpo (hammam, centri termali), tanto che nella progettazione di hotel e centri wellness ne viene fatto grande uso. Sono materiali duttili in esterni e interni per numerose applicazioni: pavimenti, oggetti, arredi, piani di lavoro, scale. Sono di facile manutenzione e pulizia, e, grazie alla moderna tecnologia, sono diventati lavorabili con maggior facilità, consentendo impensabili soluzioni formali (sinusoidi, intrecci, ricami, bassorilievi). Grandi architetti e designer li utilizzano per i loro progetti: da Steven Holl a Philippe Starck, da Snøhetta Architects a Richard Meyer, da Cesar Pelli a Renzo Piano, da Giulio Iacchetti a Ludovica e Roberto Palomba, Luca Scacchetti, Matali Crasset, Paolo Ulian.

Le loro caratteristiche di salubrità (non si caricano elettrostaticamente, non favoriscono lo sviluppo di micro organismi batterici e muffe), sicurezza (non sono infiammabili), fonoassorbenza (grazie a porosità e lavorazioni particolari), termiche (un rivestimento in pietra contribuisce all’efficienza energetica di un edificio ottimizzando la quantità di energia dedicata a riscaldamento e raffrescamento) e sostenibilità stanno facendo scoprire nuovi e inattesi utilizzi di marmo e pietre. Il loro impiego sta ottenendo crescenti consensi, rivelando tuttavia che la loro fortuna, al di là delle doti tecnicoprestazionali ed estetiche, rimane legata come sempre alla capacità delle imprese estrattive e di lavorazione di innovare ed elaborare significati originali attraverso tecnologie sempre nuove.

Sull’onda di questa riscoperta di marmi e pietre da parte del mondo dell’architettura e del design, si svolge dal 24 al 27 settembre a Verona la 49ª edizione di Marmomacc – Fiera Internazionale di Marmo, Design e Tecnologie. La novità di quest’anno è la concomitanza con la fiera Abitare il Tempo allo scopo di creare un vero e proprio forum del design che accomuna le due kermesse sui temi del design e del contract. Mentre Marmomacc occupa secondo tradizione i padiglioni di Veronafiere, Abitare il Tempo trova spazio al Palaexpo. Comune punto di incontro è il padiglione 1 che accoglie mostre culturali, eventi, convegni di Inside Marmomacc&Abitare il Tempo.

Un nuovo concept fieristico che vuole garantire una maggiore integrazione tra i visitatori dei due saloni e consentire a tutti gli espositori di partecipare al ricco programma di attività attraverso workshop aziendali, incontri B2B e mostre sperimentali. Tanti gli eventi in calendario. Tra questi, “Living Stone”: l’eccellenza del made in Italy e i grandi architetti iberici, con installazioni ispirate al tema della casa con patio interpretate da Manuel Aires Mateus con Grassi Pietre, Josep Miàs con Travertino Sant’Andrea, Eduardo Souto de Moura con Piba Marmi, Benedetta Tagliabue con Decormarmi; “Renzo Piano e Malta”: un’inedita facciata in pietra per il nuovo parlamento; “Verticalità litiche”: prototipi in pietra degli studenti del corso di laurea in Design del prodotto industriale dell’Università di Ferrara; “Stereotomic Design”: architetture concepite secondo l’utilizzo di sistemi ed elementi voltati; “Design e Tecnologia”: in mostra l’eccellenza tecnologica, la capacità di trasformazione e la creatività del settore lapideo italiano; “At Home”: Marmomacc&Abitare il tempo for contract. E ancora il premio tesi di laurea “Paesaggio, architettura e design litici”, giunto alla terza edizione, e le iniziative didattiche, di formazione e ricerca e i workshop di “Stone Academy”, associazione che collega università, professioni e istituzioni impegnate nelle attività di formazione, ricerca e divulgazione accademica e professionale dell’architettura con l’uso della pietra.

Abbiamo chiesto a Ettore Riello, presidente di Veronafiere, di raccontarci Marmomacc 2014 e indicarci le prospettive dei materiali lapidei sul fronte del design e dell’architettura.

Quali le principali novità di Marmomacc 2014?

Le novità sono nel segno della continuità di un progetto ben strutturato e apprezzato dai protagonisti del settore: aziende, progettisti, designer, buyer e contractor. La rassegna propone a ogni edizione iniziative, eventi, appuntamenti sul fronte culturale e commerciale dal contenuto innovativo e capaci di cogliere, rispettivamente, le tendenze del mondo dell’architettura e del design, i trend dei mercati, maturi o emergenti, per la pietra naturale, le tecnologie, i macchinari e gli accessori.

Tra le novità, la collaborazione tra Marmomacc e Abitare il Tempo. Si tratta solo di una nuova forma di cross marketing o ci sono altri motivi nella scelta?

I motivi risiedono anche nei comuni obiettivi delle rassegne che sono l’internazionalità, intesa come presenze di espositori e visitatori dall’estero, il periodo di svolgimento ottimale per entrambi i settori di riferimento, i contenuti orientati al mondo degli architetti e designer, il contract internazionale, attività sulla quale convergono le azioni di promozione di entrambe le manifestazioni. Tanto che il padiglione 1 quest’anno ospita le mostre delle due rassegne e quella comune a Marmomacc e Abitare il Tempo, dedicata proprio al contract.

Tra i motivi di successo di Marmomacc la scelta di coniugare il business al design e alla cultura del prodotto. Per Marmomacc, quindi, il design è riconosciuto come valore aggiunto legato a ogni produzione lapidea?

È stata vincente l’idea di accostare al mondo litico quello del design, dell’architettura, della formazione: motori di innovazione e creatività che fanno di Marmomacc il principale laboratorio internazionale per la conoscenza, lo sviluppo delle potenzialità espressive e delle applicazioni della pietra nella progettazione e nell’arredo in e outdoor.

Quali iniziative saranno più legate al design e all’architettura facendo di Marmomacc un laboratorio innovativo di idee e progetti?

La formazione è uno degli aspetti dei quali andiamo maggiormente orgogliosi. Dalle Lectio Magistralis dei più importanti architetti ai corsi in collaborazione con istituzioni e associazioni professionali di Usa, Canada, Gran Bretagna, Sud Africa, Australia, Ungheria. Marmomacc è ideatore e capofila, inoltre, dell’associazione Stone Academy che, in collaborazione con il Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, coinvolge oltre 20 tra università italiane e internazionali nella realizzazione di seminari e master di secondo livello sulla progettazione in pietra, i quali assegnano anche crediti formativi agli studenti. Nell’ambito dello speciale rapporto instaurato con le università, quest’anno sarà premiata la miglior tesi di laurea per la progettazione in pietra.

Il settore della pietra naturale ha visto l’export italiano crescere nel 2012 di circa il 10% e superare 1,8 miliardi di euro. Un trend scuramente positivo in tempi di crisi. Quali le prospettive per il prossimo futuro?

È un trend che prosegue anche nel primo bimestre del 2014, che registra una crescita in valore del 5,9% dell’export rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Il settore, unitamente a quello delle macchine e tecnologie, è una delle eccellenze del manifatturiero italiano, depositario di un saper fare unico al mondo e che il mondo, anche in questo comparto di nicchia, ci riconosce.

La mission della fiera prosegue oltre le giornate di Marmomacc durante tutto l’anno con Marmomacc in the World. Quali le tappe future dell’iniziativa? Inoltre, la scelta dell’internazionalizzazione è quella giusta per il futuro della fiera e, più in generale, per l’economia del nostro Paese?

L’attività di internazionalizzazione ha riflessi positivi da più punti di vista: sull’incoming di operatori esteri alle rassegne che organizziamo a Verona; per l’export delle Pmi del settore. Marmomacc in the World guarda ai mercati del construction, consolidati ed emergenti, attraverso un calendario di eventi in Medio Oriente, Usa, Brasile e Africa. In Brasile l’investimento, grazie alla partnership con Simest e Sace, è stato importante con la costituzione di Veronafiere do Brasil.

Un nuovo format per Abitare il Tempo
Un nuovo format per Abitare il Tempo Con l’edizione 2014, Abitare il Tempo diventa momento espositivo, ma anche luogo di incontri B2B, aggiornamento, ricerca, formazione e scambio culturale. Da At Home (le potenzialità della pietra in progetti pensati per il contract) in sinergia con Marmomacc a Luxury & Relax Living (integrazione della pietra in ambienti dedicati a benessere e relax), dalla mostra Art Design (prototipi di complementi d’arredo in materiali diversi) a Wine & Relax (concept room con forme monolitiche in pietra, legno, metallo, acqua). Al Palaexpo, una mostra in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Verona, con una selezione di oggetti e complementi realizzati da designer veronesi. In collaborazione con ADI Veneto e Trentino Alto Adige, un’altra mostra e un ciclo di incontri su decorazione e ricerca di materiali originali e finiture d’interni per l’arredo. Abitare il Tempo, insieme con Marmomacc, è anche cornice della premiazione dei progetti più significati del contest From Nature to Design ideato da Marmi Bruno Zanet. Infine, la collaborazione con la Fondazione Aldo Morelato a sostegno del progetto “Il mobile significante – L’elemento d’arredo portatore di valori e di significati”, per promuovere la produzione di mobili di qualità, stimolare l’innovazione e valorizzare a livello internazionale il territorio produttivo veronese.

 

Danilo Signorello

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Le tante “facce” del marmo e delle pietre naturali, materiali dai toni caldi oppure freddi, ricchi di striature e venature che li rendono elementi pregiati per rivestmenti e finiture tanto in interni quanto in esterni. Foto di Ennevi
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Le tante “facce” del marmo e delle pietre naturali, materiali dai toni caldi oppure freddi, ricchi di striature e venature che li rendono elementi pregiati per rivestmenti e finiture tanto in interni quanto in esterni. Foto di Alice Schillaci
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Le tante “facce” del marmo e delle pietre naturali, materiali dai toni caldi oppure freddi, ricchi di striature e venature che li rendono elementi pregiati per rivestmenti e finiture tanto in interni quanto in esterni. Foto di Alice Schillaci
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Le tante “facce” del marmo e delle pietre naturali, materiali dai toni caldi oppure freddi, ricchi di striature e venature che li rendono elementi pregiati per rivestmenti e finiture tanto in interni quanto in esterni. Foto di Ennevi
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Giochi di ombre e luci, di vuoti e pieni. Foto di Alice Schillaci
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Giochi di ombre e luci, di vuoti e pieni. Foto di Alice Schillaci
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Conoscenza della materia e dei processi produttivi, uso consapevole e contenimento degli scarti sono tra gli aspetti imprenscindibili del design litico. Foto di Alice Schillaci
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Le pietre di Prun, nodulari e dalla colorazione rosso-biancastra, sono caratterizzate dalla presenza di un sottile velo di argilla che separa i singoli strati. Nella foto di Pietro Savorelli, antiche cave di Prun in Valpolicella.
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Gli imponenti rivestimenti in pietra locale utilizzati da Renzo Piano nel progetto Valletta City Gate con il quale è stato ripensato l’accesso al centro storico della capitale maltese. Il complesso comprende gli edifici del nuovo parlamento, il recupero delle rovine dell’adiacente Opera house e la nuova porta della città di La Valletta. Foto RPBW.
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Gli imponenti rivestimenti in pietra locale utilizzati da Renzo Piano nel progetto Valletta City Gate con il quale è stato ripensato l’accesso al centro storico della capitale maltese. Il complesso comprende gli edifici del nuovo parlamento, il recupero delle rovine dell’adiacente Opera house e la nuova porta della città di La Valletta. Foto RPBW.
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La sede del Consiglio di Castiglia e Leon a Zamora in Spagna, opera dell’architetto Alberto Campo Baeza. Le alte mura verticali che accolgono il volume in vetro che contiene tutti gli uffici sono in pietra Arenisca de Burgos, come anche la pavimentazione. Foto di Javier Callejas.