Di Maddalena Padovani

Un “patrimonio attuale” di cui di cui possiamo fare “uso pratico e quotidiana consumazione intellettuale”. Così Ernesto Nathan Rogers presentava nel 1965 i primi elementi di arredo di Le Corbusier realizzati da Cassina. Scomparso da soli due mesi, il progettista di origini svizzere aveva già conquistato un ruolo di primo piano sulla scena architettonica internazionale, ma la sua attività di designer non godeva ancora di grande notorietà, nonostante le sue rivoluzionarie idee sull’‘équipement de la maison’, come lui chiamava i mobili per la casa, fossero una naturale declinazione della sua visione del progetto.

Bisognerà aspettare che Cassina acquisisca nel 1964 i diritti per produrre i modelli da lui firmati assieme a Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, presentandoli ufficialmente l’anno successivo, perché i suoi arredi in tubolare metallico diventino quello che Le Corbusier aveva sempre desiderato: strumenti idonei ad abitarein modo corretto, prodotti industrialmente per essere a disposizione di tutti. Destinati, in realtà, a entrare nell’immaginario collettivo come icone assolute del pensiero moderno del vivere e dell’abitare.

La storia inizia ben prima, nel 1929. In accordo con il pensiero funzionalista sviluppato dal Bauhaus e ispirato dalla sedia cantilever di Mart Stam, Le Corbusier decide di sperimentare la realizzazione di arredi che siano espressione concreta della loro stessa funzione e, assieme a Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, presenta al Salon d’Automne di Parigiuna serie di mobili che adottano il tubo metallico come supporto primario – struttura di contenimento o sistema di appoggio – di tutti i componenti dell’oggetto. La serie comprende già alcuni pezzi ‘cult’, come la chaise longue LC4 e la poltroncina squadrata LC2, che proprio in virtù della loro incredibile portata innovativa ricevono però una tiepida risposta da parte del pubblico.

I progettisti non si perdono d’animo e attraverso vari accordi cercano di portare i loro arredi nelle case della vita reale. Il primo contratto viene siglato con Thonet nel 1930, ma ha poco seguito a causa della guerra e di molteplici condizioni avverse. Nel 1959 i diritti passano nelle mani di Heidi Weber, gallerista svizzera amica di Le Corbusier, che però non ha la forza produttiva e commerciale per dare vita a una vera e propria collezione di arredi industriali.

Finché, nel 1964, avviene l’incontro con Cassina: interpellata assieme ad altre realtà, l’azienda di Meda viene scelta da Le Corbusier per la sua capacità industriale e la qualità dei suoi prodotti. Viene così firmato il primo contratto di licenza esclusiva dei diritti di edizione dei primi quattro modelli di mobili, che finalmente giungono nel 1965 a un processo produttivo di scala industriale grazie alle innovazioni tecniche messe a punto da Cassina, come il processo di piegatura della struttura tubolare in acciaio cromato e l’introduzione dell’imbottitura in poliuretano espanso.

È anche grazie alla progressiva internazionalizzazione dell’azienda e alla sua capacità di distribuzione nel mondo che gli arredi della Collezione LC conquistano una popolarità planetaria. La poltroncina LC2, che Cassina ha scelto quest’anno come icona della serie per festeggiarne il cinquantesimo anniversario, è l’oggetto più venduto della storia del design, oltre a essere il best seller del marchio.

Ancora oggi – e fino al 2069, 70mo anno dalla morte dell’ultimo dei tre autori – l’azienda di Meda è l’unica autorizzataa produrre i disegni di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand. Un diritto, ma anche un impegno culturale, che la porta a un costante lavoro di studio, ricerca e sviluppo svolto in stretta collaborazione con la Fondazione Le Corbusier e gli eredi dei co-autori.

Grazie a questo lavoro, che si è avvalso della supervisione della stessa Charlotte Perriand dagli anni ’70 fino alla morte della designer, Cassina ha progressivamente introdotto nuovi elementi d’arredo, sia a firma dei tre soci progettisti che del solo Le Corbusier. Ha inoltre messo a punto una serie di innovazioni di prodotto che via via hanno arricchito i contenuti industriali degli arredi e segnato una linea netta di differenziazione tra gli originali firmati Cassina e le innumerevoli copie sorte in questi ultimi anni.

L’ultima innovazione, che il marchio presenta per inaugurare le celebrazioni delle nozze d’oro della Collezione LC, rappresenta la svolta ‘green’ degli storici arredi. Anticipando un cambio di rotta che altri settori industriali hanno dovuto affrontare per obbligo, Cassina ha deciso di sostituire l’utilizzo del cromo esavalente con quello trivalente nel processo di produzione delle strutture metalliche in tubolare. Una scelta che garantisce una tossicità notevolmente più bassa dei prodotti chimici utilizzati, ma anche meno emissioni nell’aria e, di conseguenza, meno rifiuti tossici.

Non solo. Anche le pelli utilizzate diventeranno totalmente organiche e sarà inoltre introdotto un tessuto in microfibre che, a livello di produzione, ha un impatto minore sull’ambiente.

Infine, nuovi colori e nuovi dettagliaggiorneranno la collezione sul piano prettamente estetico. L’intensa ricerca storica svolta da Cassina con la Fondazione Le Corbusier e gli eredi dei co-autori ha infatti identificato una nuova palette cromatica per le strutture degli arredi che aggiornerà le nuance originariamente stabilite da Charlotte Perriand nel 1978.

Le nuove tonalità sono state scoperte durante l’analisi dei modelli degli archivi e dei musei; la novità del cinturino del poggiatesta, caratterizzato da una lavorazione artigianale di selleria, deriva invece da una precedente edizione della LC4 realizzata con Louis Vuitton e consentirà di impreziosire la chaise-longue che rappresenta uno dei pezzi più celebri della collezione.

Ma le sorprese non si esauriscono qui. L’azienda di Meda sarà protagonista di altre iniziative che animeranno la celebrazione dell’anniversario da qui al 2015, cinquantenario della scomparsa di Le Corbusier. Per raccontare un capitolo fondamentale del design contemporaneo e per sottolineare il valore di autenticità di una storia che, senza Cassina, avrebbe preso strade tutte diverse.

Infine, nuovi colori e nuovi dettagli aggiorneranno la collezione sul piano prettamente estetico. L’intensa ricerca storica svolta da Cassina con la Fondazione Le Corbusier e gli eredi dei co-autori ha infatti identificato una nuova palette cromatica per le strutture degli arredi che aggiornerà le nuance originariamente stabilite da Charlotte Perriand nel 1978. Le nuove tonalità sono state scoperte durante l’analisi dei modelli degli archivi e dei musei; la novità del cinturino del poggiatesta, caratterizzato da una lavorazione artigianale di selleria, deriva invece da una precedente edizione della LC4 realizzata con Louis Vuitton e consentirà di impreziosire la chaise-longue che rappresenta uno dei pezzi più celebri della collezione.

Ma le sorprese non si esauriscono qui. L’azienda di Meda sarà protagonista di altre iniziative che animeranno la celebrazione dell’anniversario da qui al 2015, cinquantenario della scomparsa di Le Corbusier. Per raccontare un capitolo fondamentale del design contemporaneo e per sottolineare il valore di autenticità di una storia che, senza Cassina, avrebbe preso strade tutte diverse.

 

Maddalena Padovani

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In senso orario: Cesare Cassina, Adele Cassina, Umberto Cassina e Franco Cassina seduti sui primi modelli della Collezione LC prodotta dall’azienda di famiglia a partire dal 1965.
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Uno schizzo della LC4. (courtesy: Charlotte Perriand Archives e Fondation Le Corbusier).
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La poltrona LC2, l’arredo più venduto della storia del design, al centro degli espositori che Cassina ha realizzato per celebrare la Collezione LC, che riprendono i materiali e i dettagli costruttivi dei prodotti.
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La chaise-longue LC4 protagonista dell’allestimento progettato da Mario Bellini per l’apertura dello showroom Cassina di via Durini a Milano nel 1968. (foto Maria Mulas)
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La poltroncina LC1 con struttura in acciaio cromato trivalente lucido o verniciato nero.
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La poltrona LC2, a cui si affianca il divano a due o tre posti e il pouf. La struttura è disponibile anche in una palette aggiornata di colori: grigio, azzurro, verde, marrone, fango, avorio e nero.
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Uno scorcio dell’allestimento realizzato lo scorso settembre nello showroom Cassina di Milano per inaugurare le celebrazioni della Collezione LC. Cinque progetti di architettura ‘brutaliste’ di Le Corbusier, realizzati in cemento armato, fanno da sfondo scenografico alle pedane espositive.
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Il tavolo LC15 disegnato da Le Corbusier nel periodo della sua maturità artistica e per questo pensato in legno. E' stato introdotto nella Collezione LC nel 2010.
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Il divano LC5 disegnato da Le Corbusier, Jeanneret, Perriand nel 1934 in una delle nuove varianti cromatiche.
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Lo sgabello LC9 disegnato da Charlotte Perriand, rieditato quest’anno nella versione originaria del 1927 con seduta in canna d’India intrecciata.
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I tabouret LC14 disegnati da Le Corbusier nel periodo della sua maturità artistica e per questo pensati in legno. Sono stati introdotti nella Collezione LC nel 2010.