Ci sono pochi designer che hanno la capacità di reinventarsi e di stupire a ogni nuovo progetto, pur rimanendo sempre rigorosamente coerenti con se stessi.

Uno di questi è Tokujin Yoshioka, capofila di quella generazione di progettisti giapponesi che nell’ultimo ventennio hanno iniettato nella linfa vitale e sempre più mista del design made in Italy la cultura estetica del Sol Levante, così diversa e per questo così affascinante agli occhi degli occidentali.

Il tavolo Fountain, presentato con Glas Italia in occasione del Salone del Mobile 2017, segna la nuova tappa di un percorso progettuale da sempre improntato alla sperimentazione dei materiali e, in particolare, di quelli capaci di interagire con la luce.

La luce costituisce da sempre un punto fermo del lavoro del designer, l’impalpabile legante con cui, in tutti i suoi allestimenti, anima i materiali più banali e crea magiche visioni partendo dal nulla.

Così è stato per l’ultima e suggestiva installazione “S.F_Senses of the Future”, creata per LG sempre in occasione della Design Week di aprile: nessuna macchinosa costruzione scenica, ma un magico arazzo di luce, tanto intangibile quanto avvolgente, capace di proiettare lo spettatore in una dimensione altra rispetto a quella della quotidiana materialità.

Nel caso del tavolo Fountain, il nuovo progetto di Yoshioka per Glas Italia, la luce diventa invece lo strumento per dare anima, movimento e sensorialità a un materiale freddo quale è il vetro. Il freddo, in realtà, è la sensazione che questo oggetto suscita a prima vista: un unico blocco di vetro dalla superficie increspata, che nella sua tridimensionale trasparenza, ricca di riflessi e sfumature, rimanda allo scintillante fluire dell’acqua di una fontana, fissato, come per magia, da un improvviso colpo di gelo che lo ha tramutato in ghiaccio.

Non è la prima volta che il designer ci stupisce con l’invenzione di un prodotto di apparente consistenza fluida. Risale al 2002 l’iconica panca Water Block, realizzata con un cristallo ottico lavorato a mano, che regala all’utilizzatore la sensazione di sedersi su una sostanza liquida, instabile e mutevole come l’acqua.

Da questo progetto – e dall’affinamento della tecnica di lavorazione del materiale – sono successivamente nate la seduta ‘Chair that disappears in the rain‘ del 2003 e la panca Waterfall del 2006, due tappe miliari del percorso sperimentale del progettista. Con il tavolo per Glas Italia, Tokujin prende però una nuova direzione di ricerca e si focalizza su un processo che, per quanto antico, per lui è tutto nuovo: quello del vetro colato di Murano.

“Fountain”, spiega Lorenzo Arosio, direttore generale di Glas Italia, “rappresenta il quinto progetto che l’azienda presenta a firma di Tokujin. Sino a questo momento, il designer giapponese ha lavorato prevalentemente sull’idea del prisma e sul riflesso della luce che la superficie di vetro è in grado di creare. Ma ha sempre utilizzato un vetro float industriale, lavorato con tecnologie e macchinari di tipo industriale.

Per la prima volta, quest’anno, ha voluto sperimentare una lavorazione più classica, tipica della tradizione muranese, dove la componente manuale è molto importante. Il vetro viene infatti colato in lastre di forte spessore, quindi viene adagiato su uno stampo per essere poi modellato e cesellato a mano secondo sapienti tecniche di lavorazione artigianale, con un risultato formale e decorativo che è diverso da pezzo a pezzo”.

Un significativo passaggio di scala per il progettista, interessato a indagare i processi di crescita naturale nei suoi progetti di ricerca, ma quasi ossessionato dal controllo della forma nei suoi lavori per le aziende del design.

A legare in modo unico e distintivo questo progetto con quelli precedenti è, ancora una volta, una capacità tutta orientale di indagare la materia in un dialogo aperto tra presenza e assenza, tra fisicità e rarefazione, che sembra fissare le cose all’interno del divenire continuo e inarrestabile della natura, piuttosto che secondo un atto creativo deciso e impositorio, più caratteristico della cultura occidentale.

Come spiega la netta predilezione di Tokujin per la trasparenza, sua materia di elezione. “Penso”, commenta il designer, “che il materiale trasparente simboleggi la stessa luce, perché assume consistenza e visibilità proprio catturando la luce naturale secondo un fenomeno che è casuale e non è disegnato.

Sono sempre stato affascinato dalle rifrazioni luminose e dalla bellezza poetica che la trasparenza del vetro può esprimere, diffondendo un’aura capace di stimolare i nostri sensi e trasformare la percezione di un ambiente”.

A raccontare il progetto di Fountain e la magica capacità del progettista giapponese di attribuire vitalità agli oggetti inanimati è stata l’installazione realizzata durante la Design Week di Milano all’interno del nuovo e bellissimo spazio Issey Miyake a Milano, progettato dallo stesso Yoshioka.

Nessun effetto speciale, in questo caso: la scelta del designer è stata quella di esporre molto semplicemente il tavolo – in 27 pezzi e tre varianti di modello – nel cortile del negozio, senza fare ricorso a invenzioni sceniche e tanto meno a strutture di protezione. Unici elementi di dialogo: la luce, la pioggia, le nuvole, i mutevoli colori del cielo, che nel loro naturale fluire mettevano in risalto le increspature e i riflessi del vetro lavorato.

Testo di Maddalena Padovani

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Dettaglio dei tavoli Fountain, disegnati da Tokujin Yoshioka per Glas Italia, 2017. La base è in cristallo di Murano colato, modellato e cesellato a mano. Il piano, anch’esso in cristallo colato, è inserito in appoggio all’interno della base.
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La presentazione dei tavoli – in tre varianti dimensionali – presso il nuovo flagship store Issey Miyake di Milano, progettato dallo stesso Yoshioka, in occasione della design week dello scorso aprile.
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Un ritratto di Tokujin Yoshioka.
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Alcune fasi della lavorazione artigianale del tavolo Fountain, che, con le sue increspature trasparenti e gli scintillii vibranti, ricorda la poesia dell'acqua che sgorga da una fonte.
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Alcune fasi della lavorazione artigianale del tavolo Fountain, che, con le sue increspature trasparenti e gli scintillii vibranti, ricorda la poesia dell'acqua che sgorga da una fonte.
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Alcune fasi della lavorazione artigianale del tavolo Fountain, che, con le sue increspature trasparenti e gli scintillii vibranti, ricorda la poesia dell'acqua che sgorga da una fonte.
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L'installazione “S.F._Senses of the Future” presso Superstudio Più, ideata da Tokujin Yoshioka per celebrare il 70mo anniversario di LG Corp in occasione della design week di Milano.
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Composta da un mosaico di luci oled su larga scala, l'installazione “S.F._Senses of the Future” ha presentato un'interpretazione artistica e multisensoriale del concetto di futuro e tecnologia.