È quasi scontato citare Paolo Ulian quando si parla di marmo e design. Nato a Massa Carrara, Paolo frequenta da sempre le cave e i laboratori di marmo delle Alpi Apuane e proprio con questa nobile materia ha realizzato molti dei suoi più noti progetti.

Lo ha fatto prima degli anni Duemila, quando il rigido e pesante marmo era escluso dai materiali e dalle logiche della produzione contemporanea, e ha continuato a farlo successivamente, quando le macchine a controllo numerico hanno svelato le nuove potenzialità della lavorazione delle pietre.

Oggi Ulian ribadisce questa sua vocazione distintiva, ma lo fa con un approccio e una sensibilità che rivelano un interessante passaggio del suo percorso artistico, una nuova maturità che proietta il suo lavoro al di là delle categorie ‘di nicchia’ nel quale veniva solitamente posizionato.

Succede grazie all’incontro con Andrea Lupi, art director di Antoniolupi, e a una serie di prodotti presentati dall’azienda lo scorso autunno. L’occasione dell’incontro è la mostra personale “Paolo Ulian. La leggerezza delle intuizioni” svoltasi lo scorso maggio a Palazzo Mediceo di Seravezza, Lucca, dove Andrea Lupi individua una serie di oggetti in marmo – dei vasi, un tavolo, un pannello – che fanno nascere l’idea: perché non trasporre lo stesso principio progettuale in una serie di lavabi?

La prima ispirazione è il vaso Introverso, presentato per la prima volta dal designer nel 2012: un blocco di pietra scavato, dalle linee precise e definite, che cela nella sua stessa materia un altro vaso dalla forma più sinuosa; spetta all’utilizzatore decidere quale vaso utilizzare, rompendo il primo con un martello per ottenere il secondo.

L’idea di questo vaso”, spiega Ulian, “mi era venuta osservando il processo di modellazione di una vasca da un blocco di marmo, che un tempo veniva effettuato manualmente ma adesso viene eseguito da macchine a controllo numerico: un disco diamantato incide la materia piena secondo tagli paralleli, realizzati però a profondità diverse. Si vengono così a creare tante lamelle che, una volta spezzate e rimosse, svuotano il monolite lapideo secondo la concavità e la configurazione desiderata”.

Applicato alla scala di un lavabo da terra, il procedimento approda a un risultato espressivo ancora più forte: non siamo più, infatti, nell’ambito del complemento d’arredo, ma in quello dell’oggetto tecnico, dove i prodotti raramente rispondono a parametri diversi da quelli ergonomici e funzionali.

Ecco allora che l’effetto di leggerezza e trasparenza creato dagli spazi liberati dai tagli risulta ancora più evidente e suggestivo: il blocco cilindrico di marmo perde il suo aspetto monolitico e assume una doppia identità formale, lasciando intravedere al suo interno un nucleo segreto, un secondo lavabo di forma più sinuosa.

Un’anima che può rimanere nascosta e percepita con levità nel gioco di luci e ombre creato dalle lamelle orizzontali, oppure può essere svelata, in parte o totalmente, spezzando le lamelle con un martello.

In quest’ultimo caso, il lavabo, ovvero la forma interna, assumerà un caratteristico aspetto ‘raw’ diverso da pezzo a pezzo: non solo perché la mano dell’uomo agisce ogni volta in modo differente, ma anche perché l’utilizzatore ha la possibilità di decidere quale livello di definizione estetica (finito o non finito, pieno o semitrasparente, tornito o squadrato, liscio o irregolare) attribuire alla propria scultura domestica.

Un modo colto, poetico e contemporaneo di interpretare il concetto di sartorialità che Antoniolupi propone con un catalogo di prodotti che spazia dalla serie industriale al pezzo unico, dagli arredi e complementi per il bagno a quelli per la casa tout court.

Lo stesso principio di personalizzazione è alla base del lavabo Pixel. Il progetto nasce come evoluzione di una serie di pannelli decorativi realizzati da Paolo Ulian con Bufalini Marmi nel 2015, chiamati per l’appunto Pixel in virtù della loro immagine a quadratini ottenuta mediante profonde e regolari fresature della lastra di marmo.

La personalizzazione decorativa nasce, anche in questo caso, per sottrazione: a seconda dei quadratini spezzati e rimossi, la superficie si arricchisce di un disegno in negativo che l’utente finale può liberamente stabilire e successivamente evolvere.

Diverso invece il principio progettuale di Level, la terza serie di lavabi nati dalla collaborazione tra Ulian e Antoniolupi. Qui l’approccio sperimentale del designer cede il passo a una ricerca più specificatamente estetica: quella dell’artista vero e proprio che conosce bene la materia e decide di estrapolare da un blocco di marmo di sette centimetri di altezza quattro diverse e sinuose forme scultoree.

“Molti dei miei lavori precedentemente realizzati con il marmo”, precisa Ulian, “nascevano dall’idea di riciclare gli scarti della lavorazione della pietra. Questa volta mi sono focalizzato sul processo realizzativo e sul ruolo che l’utente può esercitare nella definizione estetica dell’oggetto”.

Un’interazione che, nel caso di Introverso, arriva a sondare e svelare qualità sensoriali della materia del tutto inaspettate. Il lavabo, infatti, produce musica: basta scorrere le dita o, meglio ancora, un pezzo di marmo sulle lamelle per ottenere una serie di suoni morbidi e naturali, da comporre come si fa suonando uno xilofono.

Una musica che nasce dall’anima della pietra e dalla particolarità della sua lavorazione, e attribuisce al prodotto un significato emozionale che va ben oltre quello puramente funzionale.

Testo di Maddalena Padovani

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Introverso è uno dei nuovi lavabi in marmo bianco di Carrara che Antoniolupi realizza su progetto di Paolo Ulian. È composto da un blocco cilindrico di pietra che viene inciso a profondità diverse da un disco diamantato. La materia acquisisce una nuova leggerezza visiva, lasciando intravedere l'anima sinuosa del lavabo.
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L'utilizzatore può lasciare celata l'anima interna del lavabo Introverso, oppure può decidere di farla emergere, spezzando in parte o totalmente le lamelle create dalle incisioni.
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Il lavabo Introverso.
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Schizzi del lavabo Introverso.
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Lavorazione del lavabo Introverso.
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Nel lavabo Pixel, l'incisione del blocco cilindrico di marmo crea sulla superficie un reticolo ortogonale di piccoli punti trimensionali che possono essere liberamente rimossi. Il risultato è un disegno decorativo in negativo che l'utilizzatore può realizzare a proprio piacimento.
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Un esempio di decorazione ottenibile con la rimozione dei piccoli tasselli di marmo presenti sulla superficie di Pixel.
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Un esempio di decorazione ottenibile con la rimozione dei piccoli tasselli di marmo presenti sulla superficie di Pixel.
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Lavorazione del lavabo Pixel.
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Il lavabo Level è ottenuto da un blocco di marmo di 7 cm di altezza che viene 'scavato' a più livelli secondo geometrie organiche che alludono ai processi di erosione naturale dell'acqua.
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Il lavabo Level è ottenuto da un blocco di marmo di 7 cm di altezza che viene 'scavato' a più livelli secondo geometrie organiche che alludono ai processi di erosione naturale dell'acqua.