Testo di Andrea Pirruccio
Foto di Simone Barberis

“Si chiama Salinas, come il mio luogo della memoria per eccellenza: è il nome di una lunga spiaggia nelle Asturie, di fronte all’Oceano, dove mio nonno aveva una casa. Gli uomini tornavano carichi di pesce e lo scaricavano sulla tavola, e le donne della mia famiglia lo cucinavano. Per me è un luogo proustiano, la mia personale madeleine”.

Salinas è anche il nome scelto da Patricia Urquiola per battezzare la sua prima cucina, sviluppata per Boffi. “È un sistema molto innovativo nella produzione Boffi, che ha da sempre privilegiato modelli a cassone realizzabili su misura. Salinas è, invece, un sistema di cucine a telaio con struttura in tubolare di metallo nero opaco, e che per le basi prevede una serie di moduli combinabili fra di loro per generare composizioni articolate, a isola, a muro e a penisola, di differenti dimensioni e con tutte le funzioni necessarie per l’uso”.

La cucina è disponibile in una struttura di due altezze (sospesa o a terra, per accogliere elettrodomestici sottopiano), e le ante sono realizzate con telai in alluminio su cui sono applicati pannelli leggeri, dello spessore di 4/6 mm, di diversi colori e materiali, tra cui Paperstone, legni, metallo in finitura zinco, ottone, rame, vetro industriale, alluminio vibrato, laccati e cementi texturizzati. L’elemento lavaggio è in pietra naturale, mentre i piani sono in ceramica opaca, marmo, pietra, o lava siciliana decorata con elementi geometrici.

“Per i top avevamo pensato all’impiego delle piastrelle, ma questa scelta avrebbe rallentato il processo di produzione, perché sarebbe stato necessario l’intervento di un posatore. Dunque abbiamo impiegato delle lastre ceramiche (che possono superare la lunghezza di tre metri) la cui modularità riprende quella delle piastrelle, o, in alternativa, delle lave siciliane decorate con disegni molto basici. Un altro componente della cucina, a cui tengo molto, è un asse in legno massello, fisso o estraibile, su cui è possibile cucinare e mangiare. Un tavolo che aggiunge un surplus materico a una cucina che io ho immaginato fatta di superfici tattili, concrete, vere”.

Il progetto Salinas si completa con un canale centrale integrato che, pur essendo mimetizzato nella struttura, è, a parere di Roberto Gavazzi, AD di Boffi, “ l’elemento che conferisce credibilità tecnica alla cucina, un contenitore che garantisce solidità funzionale, permette di convogliare la parte idraulica e l’impianto elettrico, consente l’inserimento del rubinetto, e garantisce il drenaggio e l’aspirazione”.

“Salinas” continua la Urquiola “è un progetto flessibile, con cui è possibile realizzare una cucina monomaterica e monocromatica, oppure creare una configurazione combinando a piacere tutti i materiali e i colori disponibili”. “Il sistema di Patricia è come un pacchetto”, spiega Gavazzi “in cui uno prende degli elementi e li compone come si fa con i Lego. È una collezione che ha portato l’azienda a imboccare una strada diversa, ma molto interessante. Boffi è sempre stato (e sempre sarà) un marchio che lavora molto sulla customizzazione, su un prodotto tagliato il più possibile su misura.

Salinas si distingue per l’estrema modularità, grazie alla quale ognuno può realizzare la propria cucina personalizzata, e da cui deriva un processo di semplificazione che non implica alcuna perdita di funzionalità. La cucina si può comporre in maniera molto veloce (il rivenditore risparmierà infatti il tempo normalmente impiegato per i disegni tecnici), può essere ordinata con estrema rapidità, richiede un ciclo produttivo rapido e, di conseguenza, costi produttivi sensibilmente ridotti. Lavorare con Patricia è stato stimolante. Lei rappresenta un mondo diverso rispetto al nostro, un mondo di energia, passione, istintività che ha travolto un’azienda rigorosa, essenziale, ‘mascolina’ come la nostra. Lei ha portato un contenuto di femminilità con cui ci ha contaminati. Ma l’abbiamo un po’ contaminata anche noi”.

“È vero”, conclude la Urquiola “anche io ho ‘ceduto’ su alcune soluzioni progettuali. Per esempio, avevo in mente di presentare una configurazione dalle dimensioni molto più ridotte, ma poi ho riflettuto sulle esigenze di un catalogo come quello di Boffi e ho capito che era giusto rispettarle. Quando lavoro con un’azienda mi piace sviluppare un rapporto di empatia, e dunque non imporre la mia visione, ma farla confluire nell’identità del brand con cui collaboro. Ma Salinas è un progetto in fieri (per il prossimo anno stiamo già prevedendo di presentare un sistema armadi che permetterà di arricchire la collezione) e dunque non è escluso che sia possibile realizzarne anche una versione più contenuta”.

 

Andrea Pirruccio

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Salinas di Boffi, la prima cucina disegnata da Patricia Urquiola. Realizzata con struttura in tubolare di metallo, in questa configurazione presenta il piano in lava decorata grigio naturale e basi in laccato finitura titanio.
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Alcuni dei pannelli di vari materiali con cui possono essere rivestite le ante.
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Patricia Urquiola con Roberto Gavazzi, AD di Boffi.
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Una versione a isola di Salinas con basi in finitura rame.
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Uno degli elementi identificativi della cucina: l’ampio tavolo in legno massello su cui è possibile cucinare e mangiare.
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Una configurazione a parete con piano di lavoro in lava decorata grigio antracite e basi in laccato finitura cemento con disegno a trama.