Un porticato affacciato sul lago, una passeggiata coperta, una tettoia volante che, sospesa su colonne bianche, disegna un paesaggio atmosferico, fatto di linee e di luce, e racchiude un interno accogliente, un luogo per il ricordo condiviso. È il Meguri No Mori, Funeral Hall della città di Kawaguchi in Giappone

Il contatto con gli elementi naturali, come l’acqua, la vegetazione e la luce, ha un effetto rasserenante e consolatorio, e l’architettura giapponese tradizionalmente include elementi di naturalità, magari in miniatura, in un disegno di armonia e di pacificazione. Un tempio per il commiato, in un crematorio, è un tema perfetto, per Toyo Ito.

Nel suo attraversare epoche e luoghi con progetti anche molto diversi, dalle piccole case unifamiliari, come la bellissima White U che, nel 1976, lo portò alla ribalta internazionale, ai grandi edifici complessi, come la mediateca di Sendai e il National Taichung Theater di Taiwan, il maestro giapponese ha lavorato a sovvertire la percezione dell’edificio, giocando con effetti di trasparenza di leggerezza che tendono a una sua personale idea di smaterializzazione.


ph. Courtesy Toyo Ito & Associates, Architects
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1941: nasce a Seoul Metropolitan City 1965-69: si laurea presso l'Università di Tokyo, Dipartimento di Architettura. Lavora presso Kiyonori Kikutake Architects and Associates 1971: apre il suo studio, Urban Robot (URBOT) a Tokyo 1979: cambia il nome dello studio in Toyo Ito & Associates, Architects

Questa volta, nella casa funeraria di Kawaguchi, Ito dispone l’edificio a ridosso di un piccolo serbatoio di bilanciamento rivisto dal vecchio lago inserito nel verde dell’Akayama Historic Nature Park. Inclusa tra l’acqua e il prato, la funeral hall crea una presenza atmosferica, fatto di linee e di luce, che segue il flusso del tempo sospeso, dell’addio e dell’assenza, e si offre alla meditazione con metodi non banali.

Il gelo dell’abbandono, la simmetria vertiginosa della non vita, sono sublimati nella inversione percettiva dell’edificio in cui la copertura è come un suolo che lievita, un paesaggio volante. Al centro, si erge lo ziggurat di mattoni della fornace, chiuso e compatto, che dovrà essere rivestito dalle piante alloggiate nelle terrazze ricavate dal set-back.

All’interno del blocco centrale si trovano sette stanze destinate ad accogliere i due passaggi del cerimoniale, l’addio alla salma e la deposizione delle ceneri nell’urna. Per favorire il raccoglimento e la privacy dei parenti, e per evitare che vengano avvertiti i rumori prodotti dai sistemi meccanizzati, le stanze hanno un accurato sistema di isolamento acustico e sono illuminate con luci indirette provenienti da sorgenti invisibili, localizzate negli spigoli e nel controsoffitto.

Inclusa tra l’acqua e il prato, la funeral hall crea una presenza atmosferica, fatto di linee e di luce, che segue il flusso del tempo sospeso, dell’addio e dell’assenza, e si offre alla meditazione con metodi non banali. "

Entrando nell’edificio, i visitatori accedono allo spazio continuo che fluisce tra il blocco centrale e le vetrate continue del perimetro esterno, su cui affacciano le stanze cerimoniali del blocco centrale. Proseguendo, si giunge a un corridoio centrale che porta a un gruppo di dieci sale, vasti spazi luminosi, affacciati sul lago artificiale e sul parco, dove riunirsi nel tempo che intercorre tra la cremazione e la deposizione nell’urna.

Progetto di Toyo Ito & Associates Architects - Foto di Iwan Baan