Per la definizione degli interni e degli spazi aperti del nuovo yacht Sanlorenzo SD112 di 34 metri, lo studio di architettura Antonio Citterio e Patricia Viel ha scelto la strada di una rilettura creativa e contemporanea degli interni navali del passato.

A partire da quelle atmosfere scandite da pareti di mogano scuro, ma qui declinate in ambienti aperti che rendono evidente le forme date dallo scafo e che ne assecondano curve e geometrie, unendo in un’unica prospettiva il pozzetto di poppa con l’ampia zona pranzo interna conclusa dal disegno della parete di mogano simmetrica e a tutt’altezza, che incornicia la scala di discesa centrale e conduce a destra alla cabina padronale, a sinistra alla cucina.

Alle scelte materiche iniziali (il riutilizzo in chiave contemporanea del mogano scuro) sì è poi sostituito, su richiesta della committenza, il colore chiaro della boiserie in acero che avvolge comunque gli ambienti in modo calibrato, come negli intenti del progetto, dando forse più luminosità, ma rinunciando al richiamo diretto della tradizione classica degli yacht di un tempo passato ricercata.

Il sapore domestico e il comfort degli interni non è stato risolto trasponendo semplicemente soluzioni già sperimentate dallo studio milanese in progetti architettonici, ma rapportando piuttosto al mondo navale una sensibilità legata alla definizione di spazi precisi e generosi, in cui la dimensione del lusso è superata da un concetto convinto di ‘total design’.

Un controllo degli spazi in cui il rimando tra particolare e generale appare continuo e dialettico, dove ogni componente impiegata, arredo e materiali, colori e accessori, finiture e dettagli, è parte di una regia complessiva, attentamente governata dal punto di vista architettonico e stilistico.

Arredi su disegno si affiancano a pezzi di produzione che concorrono alla definizione del valore di domesticità che si ritrova dalla sala da pranzo al salone principale (circondato da ampie aperture con balconi estensibili), dove la geometria inclinata dello scafo e i movimenti dello spazio sono valorizzati da un’accurata palette materico-cromatica.

Testo di Matteo Vercelloni

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Vista della sala da pranzo affacciata sul pozzetto di poppa: tavolo Pathos di Maxalto e sedie Emily per Flexform, design Antonio Citterio. (Foto Leo Torri)
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Rendering dell’idea iniziale di progetto con il rivestimento in mogano scuro.
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Rendering dell’idea iniziale di progetto con il rivestimento di mogano scuro.
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Per la definizione degli interni e degli spazi aperti del nuovo yacht Sanlorenzo SD112 di 34 metri, lo studio di architettura Antonio Citterio e Patricia Viel ha scelto la strada di una rilettura creativa e contemporanea degli interni navali del passato. A partire da quelle atmosfere scandite da pareti di mogano scuro, ma qui declinate in ambienti aperti che rendono evidente le forme date dallo scafo e che ne assecondano curve e geometrie, unendo in un’unica prospettiva il pozzetto di poppa con l’ampia zona pranzo interna conclusa dal disegno della parete di mogano simmetrica e a tutt’altezza, che incornicia la scala di discesa centrale e conduce a destra alla cabina padronale, a sinistra alla cucina. Alle scelte materiche iniziali (il riutilizzo in chiave contemporanea del mogano scuro) sì è poi sostituito, su richiesta della committenza, il colore chiaro della boiserie in acero che avvolge comunque gli ambienti in modo calibrato, come negli intenti del progetto, dando forse più luminosità, ma rinunciando al richiamo diretto della tradizione classica degli yacht di un tempo passato ricercata. Il sapore domestico e il comfort degli interni non è stato risolto trasponendo semplicemente soluzioni già sperimentate dallo studio milanese in progetti architettonici, ma rapportando piuttosto al mondo navale una sensibilità legata alla definizione di spazi precisi e generosi, in cui la dimensione del lusso è superata da un concetto convinto di ‘total design’. Un controllo degli spazi in cui il rimando tra particolare e generale appare continuo e dialettico, dove ogni componente impiegata, arredo e materiali, colori e accessori, finiture e dettagli, è parte di una regia complessiva, attentamente governata dal punto di vista architettonico e stilistico. Arredi su disegno si affiancano a pezzi di produzione che concorrono alla definizione del valore di domesticità che si ritrova dalla sala da pranzo al salone principale (circondato da ampie aperture con balconi estensibili), dove la geometria inclinata dello scafo e i movimenti dello spazio sono valorizzati da un’accurata palette materico-cromatica. Testo di Matteo Vercelloni
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Vista della sala da pranzo affacciata sul pozzetto di poppa: tavolo Pathos di Maxalto e sedie Emily per Flexform, design Antonio Citterio. (Foto Leo Torri)
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Rendering dell’idea iniziale di progetto con il rivestimento in mogano scuro.
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Rendering dell’idea iniziale di progetto con il rivestimento di mogano scuro.
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Per la definizione degli interni e degli spazi aperti del nuovo yacht Sanlorenzo SD112 di 34 metri, lo studio di architettura Antonio Citterio e Patricia Viel ha scelto la strada di una rilettura creativa e contemporanea degli interni navali del passato. A partire da quelle atmosfere scandite da pareti di mogano scuro, ma qui declinate in ambienti aperti che rendono evidente le forme date dallo scafo e che ne assecondano curve e geometrie, unendo in un’unica prospettiva il pozzetto di poppa con l’ampia zona pranzo interna conclusa dal disegno della parete di mogano simmetrica e a tutt’altezza, che incornicia la scala di discesa centrale e conduce a destra alla cabina padronale, a sinistra alla cucina. Alle scelte materiche iniziali (il riutilizzo in chiave contemporanea del mogano scuro) sì è poi sostituito, su richiesta della committenza, il colore chiaro della boiserie in acero che avvolge comunque gli ambienti in modo calibrato, come negli intenti del progetto, dando forse più luminosità, ma rinunciando al richiamo diretto della tradizione classica degli yacht di un tempo passato ricercata. Il sapore domestico e il comfort degli interni non è stato risolto trasponendo semplicemente soluzioni già sperimentate dallo studio milanese in progetti architettonici, ma rapportando piuttosto al mondo navale una sensibilità legata alla definizione di spazi precisi e generosi, in cui la dimensione del lusso è superata da un concetto convinto di ‘total design’. Un controllo degli spazi in cui il rimando tra particolare e generale appare continuo e dialettico, dove ogni componente impiegata, arredo e materiali, colori e accessori, finiture e dettagli, è parte di una regia complessiva, attentamente governata dal punto di vista architettonico e stilistico. Arredi su disegno si affiancano a pezzi di produzione che concorrono alla definizione del valore di domesticità che si ritrova dalla sala da pranzo al salone principale (circondato da ampie aperture con balconi estensibili), dove la geometria inclinata dello scafo e i movimenti dello spazio sono valorizzati da un’accurata palette materico-cromatica. Testo di Matteo Vercelloni [gallery ids="126075,126077,126083,1126079,126081,126085,126087"]
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La zona living al main deck; sullo sfondo la parete in acero a tutt’altezza che incornicia la scala centrale. In primo piano, divano Grandemare e coffee table Oliver Flexform, lounge chair petit Repos Vitra; sul fondo, chaise longue Hermès. Tutto design Antonio Citterio. (Foto Leo Torri).
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La scala a livello del main deck. (Foto Leo Torri).
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Una cabina ospiti al ponte inferiore. (Foto Leo Torri).
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La zona living al main deck; sullo sfondo la parete in acero a tutt’altezza che incornicia la scala centrale. In primo piano, divano Grandemare e coffee table Oliver Flexform, lounge chair petit Repos Vitra; sul fondo, chaise longue Hermès. Tutto design Antonio Citterio. (Foto Leo Torri).
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La scala a livello del main deck. (Foto Leo Torri).
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Una cabina ospiti al ponte inferiore. (Foto Leo Torri).
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