Foto di Simone Barberis
Testo di Antonella Boisi

Non si butta via niente! Perché un oggetto rotto o danneggiato, si può riparare, trasformare in qualcosa d’altro e può rinascere come pezzo unico di design. Chissà se la protagonista ossessionata dallo shopping dei romanzi I love shopping di Sophie Kinsella apprezzerebbe la metamorfosi delle proprie cose attraverso la riparazione. Ma, per Martino Gamper, designer altoatesino di base a Londra, nutrire nuove idee del progetto significa in primis prendersi cura di quanto già possediamo e considerarne la longevità, che può anche valorizzare, prolungata dall’interazione, la creatività intrinseca nell’atto dell’acquisto. Come visione del mondo non è da poco. In una fase di e-commerce, consumismo compulsivo, ma anche di austerity e recessione, stimola una prospettiva diversa.

Curiosa pertanto la sua installazione site-specific “In a State of Repair” realizzata in partnership con la Serpentine Galleries di Londra e con la Rinascente, in occasione del FuoriSalone 2014, che rivoluzionava le frontiere del customer service e dell’arte temporanea confinata nelle Gallerie, diventando esperienza coinvolgente per il pubblico. Gamper ha curato il progetto di otto postazioni di lavoro in cui, secondo sue linee-guida nell’utilizzo di materiali e tecniche, sapienti artigiani aggiustavano e trasformavano gratuitamente oggetti vecchi e nuovi: accessori in pelle, scarpe, libri, giocattoli, articoli tecnologici, abiti, sedie e biciclette. Location delle mini officine: il sottoportico de la Rinascente di Milano di Piazza Duomo.

A ciascuna è stata dedicata una delle otto vetrine dello storico tempio dello shopping in città, una maestosa cornice che diventava day by day mutevole paesaggio di nuove forme a cui era regalata una seconda vita estetica e funzionale. Nella dimensione affascinante dei pezzi unici di design. “Oltre a celebrare l’abilità manuale spesso sottovalutata” ha spiegato l’artista-designer “spero che questa installazione incoraggi le persone a conservare le proprie cose invece di gettarle, migliorando la consapevolezza all’acquisto e riducendo gli sprechi”. Una proposta concreta in termini di sostenibilità. Il profumo di un nuovo Rinascimento può partire anche da qui.

Nelle immagini, artigiani al lavoro, durante la Design week, nelle mini-officine coordinate secondo il progetto di Martino Gamper, che riparavano e trasformavano gratuitamente oggetti vecchi e nuovi portati dal pubblico. Ospiti nel sottoportico e nelle vetrine de la Rinascente di piazza Duomo.

 

Antonella Boisi