SPECIALE EXPO

Luce e vita come sinonimi. L’essere umano non è certo come le piante che grazie al meccanismo della fotosintesi sono in grado di nutrirsi in autonomia, ma è indubbia l’interazione tra fonti di luce e benessere. Da una parte il recente rapporto IEA-International Energy Agency che stima in circa 1,3 miliardi le persone nel mondo che oggi non hanno accesso alla luce elettrica (concentrati perlopiù tra Africa Sub-Sahariana e Paesi asiatici in via di sviluppo), dall’altra la storica ricerca dell’uomo volta a sistemi che possano ovviare, ovunque sia necessario, alla penuria di luce naturale.

Non di minore urgenza è il tema del consumo energetico, cruciale, si sa, per l’esistenza del pianeta e delle specie che lo abitano. Proprio perché viziati dalla facilità di schiacciare un interruttore e il gioco è fatto, i Paesi più sviluppati si pongono oggi come imperativo la messa a punto di sistemi d’interazione tra sorgenti di luce, paesaggio e ambienti che possano conciliare le esigenze di sostenibilità, risparmio ed estetica.

Priorità che non poteva non essere al centro anche di Expo Milano 2015 e coinvolgere le tante aziende attive sul sito espositivo. “Da sempre lavoriamo per una luce che migliori la qualità degli ambienti e si rifletta dunque in una migliore qualità della vita, attraverso un’illuminazione che sia corretta e sostenibile” dichiara Adolfo Guzzini, presidente di iGuzzini Illuminazione, marchio leader dell’illuminotecnica che alla kermesse conta collaborazioni per 33 tra aree e padiglioni. “La ricerca e gli investimenti per ottenere soluzioni altamente performanti e di ultima generazione, portati avanti con studi e istituzioni di livello mondiale, sono al centro dei programmi aziendali”, aggiunge.

Un rapporto, quello uomo-luce-ambiente, scandito anche da intensità, orientamento, colore e gradazione del raggio luminoso. Così nasce ad esempio il ‘bosco di luce’ del padiglione di Enel, tra i principali operatori dell’energia in Italia, che con una struttura disegnata per l’occasione da Piuarch occupa una superficie di 900 metri quadrati. All’insegna della suggestione: l’installazione a cielo aperto è composta da 650 vettori in policarbonato innestati su una griglia con l’intento di dare vita a una sensazione di ‘condivisione dell’energia’.

I visitatori passeggiano così tra fasci di luce dinamici che si richiamano alla ‘Smart Grid’, la rete intelligente che Enel Distribuzione ha realizzato per alimentare il sito di Expo e che da Expo parte per contaminare, in un futuro sempre più prossimo, anche le realtà urbane. Parola d’ordine: ecosistemi integrati. Mission che per iGuzzini recita: “migliorare con la luce il rapporto tra l’uomo e l’ambiente attraverso la ricerca, l’industria, la tecnologia e la conoscenza”.

L’azienda si dichiara infatti “impegnata nella ricerca di soluzioni e nell’aumento delle performance dei sistemi luminosi, convinti che una nuova economia ed un nuovo benessere diffuso siano possibili per un futuro basato su sviluppo sostenibile ed energie vitali, su qualità delle tecnologie e delle conoscenze”. In sintonia con le celebrazioni del 2015, proclamato dall’Unesco Anno Internazionale della Luce.

 

di Paola Romagnoli – foto di Saverio Lombardi Vallauri

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Il Padiglione Enel è un ‘bosco luminoso’ composto da vettori che si ispirano alla Smart Grid, la rete intelligente che Enel ha realizzato per alimentare il sito di Expo.
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Per l’illuminazione a led dei 650 tubi in policarbonato, iGuzzini ha realizzato dei proiettori speciali che assicurano l’uniformità luminosa anche a distanza molto ravvicinata. Questi sono controllati con sistema DMX per la creazione di suggestivi effetti variabili. L’intero sistema è alimentato da pannelli fotovoltaici.