Interior design di Mac Stopa / Massive design
Foto di Saverio Lombardi Vallauri
Testo di Antonella Boisi

È stata inaugurata lo scorso luglio alla presenza di re Alberto II e della regina Paola del Belgio. Porta la firma di Przemyslaw ‘Mac’ Stopa, creativo architetto-designer-grafico polacco alla guida dello studio Massive Design, specializzato nella progettazione di architettura d’interni e di design. Ha già ottenuto il Best of Year Honoree Award 2013 nella categoria Public Space del magazine newyorkese Interior Design e l’Interiors Award nella categoria sportiva del magazine Contract in occasione del 35° Interiors Award Breakfast 2014 a New York. Ma qual è la cifra della Ghelamco Arena di Gand, voluta dalla società di real estate Ghelamco NV attiva nel settore terziario, residenziale, retail e guidata da Paul Gheysens, che è anche sponsor della squadra di calcio locale K.A.A. Gand?

A ben vedere, è proprio la grande forza espressiva e l’alto livello qualitativo degli spazi interni che mixano materiali, tecnologie produttive, forme e funzioni in modo sperimentale e innovativo, in grado di animare e di nobilitare, caratterizzandolo, un edificio sportivo di cemento e vetro, di nuova costruzione, con uno scheletro punteggiato di pilastri metallici, pronto all’ accoglienza di 20.000 tifosi seduti.

Considerato il talento di Mac Stopa nel plasmare lo spazio con un approccio scenografico e non convenzionale, partendo da una formazione rigorosamente razionalista (si è laureato alla Technology’s School of Architecture dell’Università di Cracovia) il goal era scontato. Una ‘partita vinta’ anche quando ha partecipato agli eventi organizzati da INTERNI per la Milan Design Week, edizioni 2013 e 2012, rispettivamente Interni Hybrid Architecture & Design e Interni Legacy.

Nella fattispecie gli era stato chiesto di mettere a punto una serie di soluzioni progettuali di facile messa in opera, capaci di massimizzare l’assorbimento acustico, intervenendo su precise aree: ingresso principale e biglietteria; lounge e ristorante al primo livello; corridoio di circolazione principale al secondo anello, sotto il quale si sviluppano diversi punti di ristoro; spogliatoi e spa-centro benessere per i giocatori. Fino al progetto illuminotecnico e degli arredi e al graphic design di ogni zona. Tutto costruito in tempi record: meno di due mesi e mezzo. Come di consueto, fonte di ispirazione del suo vocabolario linguistico, sono stati la geometria organica, il colore, gli effetti tridimensionali, un’illuminazione che si integra nell’ architettura, sposando le istanze più aggiornate in termini di efficienza energetica.

Mac Stopa ha rivestito tutti i pilastri della lobby d’ingresso con pannelli bianchi restituiti a una conformazione scultorea, grazie all’utilizzo di uno speciale materiale in gesso e acrilico denominato Gypart e prodotto da Gyproc, modellato secondo una trama fluida e sinuosa fino al controsoffitto. A queste superfici white e lucide, ha poi affiancato in copertura oltre 10.000 moduli opachi realizzati in Solo, un materiale soft in lana di vetro trattata, con grandi proprietà di fonoassorbenza, prodotto da Ecophon (gruppo Saint-Gobain). “Sono partito dalla forma rettangolare standard di 120 x 240 cm con cui è proposto questo elemento prefabbricato” ha spiegato “e l’ho tagliato appositamente secondo un layout pentagonale in grado di ottimizzarne gli scarti, ma anche di evocare l’immagine delle classiche porzioni che formano, una volta cucite tra loro, la grafica in 3D di un pallone da calcio”.

Quello stesso elemento di riferimento elettivo che ritorna, come filo conduttore, nel corredo iconografico di tutta l’opera: dal bancone del bar al secondo livello alle pareti cartoon che segnano i percorsi. Insieme alle linee di LED (Philips) mutevoli cromaticamente, che s’insinuano nel controsoffitto, accendendo l’istituzionale ‘cielo’ di colore blu della squadra del Gand.

 

Antonella Boisi

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L’ area d’ingresso con Ia biglietteria, sulla destra. Sul fondo, l’imbarco della scala mobile che conduce al primo livello dove si trovano aree di sosta e ristorante. I pilastri sono stati rivestiti, su disegno di Mac Stopa, con il Gypart, un materiale in gesso e acrilico prodotto da Gyproc, modellato secondo una trama fluida e sinuosa, sottolineata dalle linee di LED by Philips che s’insinuano nel controsoffitto. Pavimento in ceramica bianca levigata lucida di Imola Ceramica.
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Una vista centrale della lobby, dall’ingresso. Si nota la riflessione sul pavimento in ceramica levigata lucida (Imola Ceramica) delle geometrie organiche messe a punto da Mac Stopa per rivestire pilastri e controsoffitto.
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Rappresentazione grafica del modello in 3D di rivestimento dei pilastri con il Gypart prodotto da Gyproc.
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La copertura connotata da oltre 10.000 moduli pentagonali appositamente disegnati e realizzati in Solo, un materiale soft in lana di vetro con grandi proprietà di fonoassorbenza, prodotto da Ecophon (gruppo Saint-Gobain).
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Veduta notturna esterna dello stadio, un edificio in cemento e vetro segnato da grandi aperture rettangolari.
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Pianta della copertura con il layout compositivo dei pannelli in Solo di Ecophon.
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Lo sbarco della scala mobile al primo piano. S’intravvede sulla destra, la zona del ristorante, tutto su disegno di Mac Stopa.
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L’ area degli spogliatoi e quella delle docce per i giocatori, con al centro la mega vasca Jacuzzi.
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La copertura connotata da oltre 10.000 moduli pentagonali appositamente disegnati e realizzati in Solo, un materiale soft in lana di vetro con grandi proprietà di fonoassorbenza, prodotto da Ecophon (gruppo Saint-Gobain).
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Viste di dettaglio delle gallerie distributive sotto gli spalti, caratterizzate da una serie di punti di ristoro chiusi con saracinesche. Mac Stopa si è occupato di tutto il progetto d’interior fino al disegno grafico.