Progetto di Kengo Kuma and Associates
Foto di Roland Halbe
Testo di Matteo Vercelloni

A  fianco del Pavillon Noir di Rudy Ricciotti, di fronte al complesso del Gran Théatre de Provence di Vittorio Gregotti, il nuovo Conservatorio di Musica e Danza dedicato al compositore francese Darius Milhaud (1892-1974) completa in modo esaustivo il disegno urbano dell’Esplanade Mozart, asse centrale di questa parte del forum culturale cittadino.

Nel progettare l’involucro esterno di questo edificio Kengo Kuma ha lavorato con un unico materiale, l’alluminio, per scandire il volume complessivo, sorta di parallelepipedo che sfrutta il dislivello del terreno verso il giardino. L’edificio è declinato in modo scultoreo sia a livello di pelle architettonica, sia a livello perimetrale, con dei forti tagli angolari inclinati per creare l’ingresso principale e per dare l’effetto di leggerezza nell’appoggio a terra sul lato opposto.

La superficie delle facciate, nella sua complessa trama tridimensionale, ricorda la tecnica giapponese dell’origami, con andamenti geometrici in aggetto in grado di creare un affascinante gioco di ombre e riflessi che enfatizzano il ritmo della giornata e i colori delle stagioni.

Come afferma lo stesso Kuma: “Gli elementi principali della facciata sono dunque la luce e l’ombra, piuttosto dell’alluminio. In questo senso ci siamo ispirati all’opera di Paul Cézanne, il grande artista della Provenza, insieme all’arte giapponese dell’origami”. L’ombra diventa così il mutevole e improprio materiale che disegna e scolpisce l’immagine del Conservatorio secondo la diversa intensità della luce del giorno.

“In verità, non esistono né segreti, né misteri: tutto è magia dell’ombra” scriveva Junichiro Tanizaki nel suo libro In Ei Raisan (Elogio dell’Ombra, 1935). I tagli, il gioco di aggetti e le aperture, l’andamento verticale del disegno del fronte principale affacciato sul percorso pedonale e quello a fasce orizzontali più compatto della facciata di altezza maggiore rivolta verso il giardino, ricordano anche nell’insieme i ritmi di una partitura musicale, i suoi contrappunti, i suoi sistemi e accollature, diventando così simbolo e riuscito specchio architettonico del contenuto e delle attività dell’edificio.

Negli spazi interni, disposti su una superficie complessiva di circa 7.400 mq. oltre 1.400 studenti popolano le 62 aule, le 15 sale di prova individuale e le 5 di pratica collettiva. La sala concerti da 500 posti, una delle poche in Francia ad essere attrezzata per concerti d’organo, offre un’acustica di alto livello ottenuta anche dalla lavorazione architettonica parietale, dalle pieghe volumetriche del suo guscio sonoro che riprendono il tema delle facciate. Altre soluzioni compositive negli interni rimandano a temi legati alla musica, alla danza e al teatro, come nel trattamento ‘plissettato’ del disegno dei controsoffitti e dei fronti interni del foyer, a fasce alternate aggettanti di legno chiaro.

Afferma Kuma: “Nel Conservatorio ho conosciuto le differenze dei materiali, delle forme e delle ombre che simboleggiano le note di una partitura e l’ampia varietà degli strumenti musicali”.

 

Matteo Vercelloni

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Vista del fronte principale, che si affianca al Pavillion Noir di Rudy Ricciotti lungo l’Esplanade Mozart. Il rivestimento di alluminio, lavorato come un origami architettonico, produce un gioco di ombre che segue la luce del giorno. Il taglio degli angoli di appoggio concorre a dare un senso di leggerezza al volume complessivo, organizzando sulla destra l’ingresso principale.
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Scorcio del trattamento compositivo delle facciate e dell’aspetto tridimensionale della pelle architettonica.
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Scorcio del trattamento compositivo delle facciate e dell’aspetto tridimensionale della pelle architettonica.
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Scorcio del trattamento compositivo delle facciate e dell’aspetto tridimensionale della pelle architettonica.
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L’interno di una delle sale di prova.
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La scala distributiva che si sviluppa lungo la facciata vetrata a sud verso il giardino. Il disegno del controsiffitto ligneo simula a livello architettonico il ritmo di una partitura musicale.
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Vista del foyer.
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Vista della sala concerti.
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La scuola di danza.