In un edificio a torre, ai piani alti che dominano il panorama dell’intorno verso terra e mare, un appartamento su due livelli è stato ridisegnato in modo radicale, assumendo il volume nella sua interezza e complessità, reinventando distribuzione e collegamenti verticali, “tornando all’arte come punto di partenza” come affermano i progettisti; in particolare all’opera di Kandinsky e ai colori di Mirò, declinati nei mosaici dei compiuti spazi dedicati ai bagni.

L’idea è stata quella di lavorare come sulla tela di un quadro, ma dal punto di vista tridimensionale; con le dovute distinzioni e per analogia, le linee in diagonale, i colori accesi, i segni grafici, le forme geometriche elementari e le campiture che Kandinsky organizzava nella sua “Composizione numero VIII” (1923) diventano qui muri, materiali e arredi su disegno e di produzione, uniti in una regia d’insieme tesa verso uno ‘spazio totale’.

Una sorta di calibrato Merzbau, riprendendo il concetto dell’allestimento che l’artista Kurt Schwitters costruì ad Hannover nello studio della sua abitazione dal 1923 al 1927, dove la stanza come uno spazio astratto con soffitto e pareti, intero ambiente, era invaso da svariati oggetti e costruzioni. In questo caso lo spazio domestico diventa la scena del quotidiano, scandita da segni precisi di cui il setto nero lucido posto a 45° nello spazio giorno diventa elemento di riferimento per marcare il salto dimensionale tra zona pranzo con angolo bar e cucina raccolta in un box di cristallo e il living a doppia altezza, su cui si affacciano, da una balaustra vetrata, gli accessi alle stanze della zona notte distribuita al livello superiore.

La quinta monolitica centrale divide virtualmente lo spazio in due parti, sottolineando con una striscia continua a pavimento in granito nero lucido il ‘taglio’ nella superficie di calpestio in pietra serena. Tutta la zona giorno, estesa nella terrazza esterna di fronte al soggiorno, è proiettata tramite le ampie aperture verso il panorama urbano e l’orizzonte dell’Oceano; l’effetto è di essere in uno spazio sospeso dove la luce del giorno assume valore compositivo al pari delle scelte progettuali tese a definire il ‘dipinto’ d’insieme come sommatoria di elementi compiuti.

Tra questi emergono il blocco bianco e nero del bar sovrastato da due circonferenze ribassate di acciaio riflettente a soffitto, il box vetrato che accoglie la cucina a isola di colore rosso, la nuova scala a nastro bianca con il parapetto lineare di acciaio – quasi un segno grafico – che si sommano ai tagli luminosi in pareti e soffitti (ottenuti con gli apparecchi a incasso IN30 iGuzzini), insieme all’accurata selezione degli arredi di produzione, caratterizzati da colori accesi e da forti valori volumetrici e figurativi.

Non ultimi, a concorrere alla filosofia generale dell’intervento nei bagni collocati alle spalle del vano scale e ascensori tre opere di Joan Mirò (“Personaggi nella notte guidati dalle tracce fosforescenti di lumache”, 1940 per il livello inferiore – “Il volo della libellula davanti al sole”, 1968 e “Kopf”, per il livello della zona notte) sono scomposte quali rivestimenti parietali, di soffitti e pavimenti, in modo da  creare delle suggestive capsule artistiche avvolgenti dedicate alla cura del corpo, aperte con vetrate a tutt’altezza verso l’esterno.

 

Foto di Fernando Alda
Testo di Matteo Vercelloni

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Il bagno della zona giorno in mosaico di vetro che riproduce il dipinto “Personaggi nella notte guidati dalle tracce fosforescenti di lumache” di Mirò. Luci a incasso IN30 de iGuzzini, sanitari di antoniolupi
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Vista del bagno della zona notte in mosaico di vetro che riproduce su tutte le superfici l’opera “Kopf” di Joan Mirò.
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Vista della zona living; divano On the rocks di Francesco Binfaré e tavolino Baghdad di Ezri Tarazi per Edra.
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Vista della zona living; divano On the rocks di Francesco Binfaré e tavolino Baghdad di Ezri Tarazi per Edra.
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Sulla terrazza poltrone Intrecci di Carlo Colombo per EMU.
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Vista della zona pranzo-bar verso la cucina Artematica di Valcucine contenuta nel box di cristallo. Si nota il disegno della nuova scala a nastro collocata di fianco all’ingresso collegato direttamente allo sbarco degli ascensori.
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Vista della zona pranzo-bar verso la cucina Artematica di Valcucine contenuta nel box di cristallo. Si nota il disegno della nuova scala a nastro collocata di fianco all’ingresso collegato direttamente allo sbarco degli ascensori.
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Vista della zona pranzo. Di fianco al mobile bar su disegno, sgabello BCN di Harry&Camila per Kristalia, tavolo da pranzo Capriccio di Jacopo Foggini per Edra, sedie Soft Chair di Christophe Pillet per Porro.