Cosa desideri di più: giovinezza? Amore? Successo? In un viaggio nel tempo, lo chiedeva a volume amplificato la Swinging London anni Sessanta di Carnaby Street e dal 1971 lo chiede ad Hong Kong Joyce, epicentro di una moda asiatica concepita come forma d’arte d’avanguardia.

Oggi più di ieri, dopo che il Central Flagship Store Joyce ubicato nella New World Tower che attesta su Queen’s Road Central, è stato ridisegnato negli spazi interni da Paola Navone che ne ha fatto un paradiso per thinkers, influencer e trend setter.

Ospita  brand quali, Alexander Wang, Dries Van Noten, Dsquared2, Marni, Neil Barrett, Rick Owens, Sacai, Thom Browne e Victoria Beckam. Ma non è solo questo. Questo fashion store ha il plus di proporsi come un luogo di ispirazione.

Non basta infatti sentirsi accolti e rilassati in spazi generosi, coccolati dalla scenografia di materiali, colori e luci per spingersi oltre l’acquisto e aver voglia di ritornarci. Magari per scoprire il valore di nuovi intrecci e contaminazioni nell’ambito della creatività e del lifestyle, trasfigurare i segni di una/ più storie in invenzioni decorative personali.

L’architetto Navone è riuscita a dare forma a immaginazioni e sogni, con quel magistrale taglio sartoriale che le è proprio, nutrito da una naturale vocazione al crossing disciplinare e dalla passione per le espressioni artigianali di varie culture e luoghi.

Senza pregiudizi per l’imperfezione del fatto a mano e per il Tham Ma Da (ordinario in lingua thailandese), che anzi diventano valori di ‘straordinarietà‘, Paola ha snocciolato nella sua storyline, sviluppata su tre livelli, una sommatoria di segni in grado di dare lo spessore delle stratificazioni e dei passaggi narrativi nel dialogo con i prodotti esposti.

Al livello meno uno, la mise en scene del mondo uomo si declina tra fondali blu, il colore maschile per eccellenza, o in juta dipinta, ed espositori raw di sapore industriale ma giocati con finiture extra patinate.

Al piano terra, dedicato alla donna, di contro, la teatralità luminosa della vetrina vive di corde bianche e brillanti texture, mentre lo sguardo può spaziare dalla parete perimetrale in palline di ceramica bianche e nere disposte a fasce parallele alla pelle invecchiata degli arredi, tra cui spicca un cavallo da ginnasta volto alla funzione di seduta-panca.

Su questo livello, il pavimento preesistente in graniglia è stato sabbiato per acquisire una patina più attuale e intarsiato con un filler di cemento grezzo, mentre nella zona centrale gli abiti appesi ad elementi di metallo cromato sembrano raggiungerlo in discesa libera dal controsoffitto. Quanto invece agli specchi rotanti dei camerini sul fondo amplificano il gioco di riflessi e dilatazioni spaziali.

Su questo piano, si trova anche la battezzata Chamber Room con le collezioni uomo-donna dei fashion designer più concettuali, una sorta di vetrina nella vetrina, e l’atelier-sartoria su misura. Accanto alla galleria degli oggetti d’arte, delle curiosities e dei pezzi vintage.

Al primo piano, risultato di una nuova addizione, l’universo beauty, scarpe e accessori: organizzato con carrelli cromati rosa che fungono da flessibili espositori dei  cosmetici, incontra tocchi pop e motivi figurativi a rose dorate sullo sfondo di un pavimento in resina a tema make up artistico. Policromie doc.

Defilato e celato ad occhi indiscreti, infine, il gioiello dello store: il Joyce loft per i clienti VIP, concepito come una casa, con tanto di living-dining room, morbidi tendaggi e la preziosità di un antico chandelier parigino.

Alla fine, è proprio questo cambiare costantemente registro nella sceneggiatura degli ambienti, l’amalgamare in contrasti decorativi tridimensionali calore dei materiali, effetti cracklé, ruvidi, vellutati delle superfici, echi industriali, sontuosi, romantici, tradizionali e contemporanei, industrial design e artigianato, che mantiene viva l’attenzione dell’ospite, traghettandolo nell’atmosfera di un’esperienza sensoriale avvolgente. Interpretabile a piacere.

Così anche l’ultimo ciak, riservato alla scala di collegamento interna, non delude: perché il nastro argenteo dei gradini sposa la centralità di una scultura-nido d’ispirazione afro (e produzione di design italiano) in ceramica bianca a tozzetti e palle di luce sfalsate tra loro in modo apparentemente casuale. In realtà ciascuna al suo posto. Come le punteggiature a pois sui muri perimetrali: altri ‘frammenti di un discorso amoroso’, se volessimo scomodare Roland Barthes.

Progetto di Paola Navone – Foto courtesy Joyce – Testo di Antonella Boisi

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Una teatralità giocosa (l'orso fatto di parrucche) e superfici ad effetto, quali le pareti in palline di terracotta smaltate bianche e nere (produzione Cottovietri) disposte a fasce classiche, dialogano con il pavimento in graniglia sabbiata e le griglie metalliche del controsoffitto, al piano terra dedicato all'universo donna. Divano di produzione Cappellini, tavolini cromati Gervasoni, sedute Baxter, tutto su disegno di Paola Navone.
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Le collezioni fashion donna esposte su essenziali appenderie luminose e stand in metallo scuro spiccano all'interno dell'involucro mono materico-cromatico con finitura cementizia.
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Scorcio del blocco-scala che collega i tre piani dello store: un nastro argenteo che sposa la centralità della scultura-nido realizzata con le lampade a sospensione in ceramica Make-up di Ceramica Flaminia al casuale puntinismo bianco a pois delle pareti perimetrali.
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Il piano interrato nobilitato da finiture e dettagli levigati, specchi e fondali cromatici blu, carte da parati di NLXL su disegno di Paola Navone, che producono effetti decorativi tridimensionali.
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Il piano interrato dedicato all'uomo sperimenta una mise en scene più industriale e raw.
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Al piano interrato, tavoli di Cappellini.
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Objet trouvé e poltroncine Baxter diventano protagonisti in una zona dell'universo uomo al piano interrato.
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La zona living del Joyce loft, riservato ai clienti VIP, declina sontuosi velluti, linee morbide nei tendaggi e negli arredi e la preziosità dell'antico chandelier parigino. Divano Chester Moon di Baxter e sedie Lando rivestite con tessuti della collezione Dominique Kieffer by Rubelli. Tutto su disegno di Paola Navone.
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Un altro ambiente del Joyce loft, con le poltroncine rosse di Lando, il divano Gervasoni rivestito con tessuti della collezione DK by Rubelli, le poltrone in serie limitata di Baxter, come le luminarie artistiche. Appesi alla parete grigio-cemento, due superfici decorative di Abet Laminati trasformabili in tavoli.
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La nuova isola beauty al primo piano, con i pavimenti in resina multicolor a tema make up artistico prodotti da Gobbetto. Carrelli-espositori in metallo cromato rosa, tavolini Gervasoni e poltroncine di Casamilano.