Una casa alle porte di Milano, incastonata nel verde di un ampio giardino privato. Fluidità continue tra interno ed esterno, per accogliere la luce naturale con generosità. Gli arredi? Studiati in modo maniacale con oggetti e soluzioni di alta gamma. Rigorosamente made in Italy

Se questa casa interpretasse lo spirito di una donna, sarebbe quello di Coco Chanel. Perché, come diceva la celebre stilista francese (1883-1971), “la moda passa, lo stile resta”. E lo stile della nostra dimora ricorda Mademoiselle, nell’aria di un’eleganza austera e contemporanea, bianca e scura quasi nera, accogliente e serena, sofisticata nelle forme, ben calibrata nelle proporzioni e nella composizione dei volumi e degli spazi. Come un vestito sartoriale, bespoke, è stata disegnata al millimetro, fino al più piccolo dettaglio, dal noto architetto-designer Carlo Colombo, per un committente che è un grande cultore del made in Italy di alta qualità. Una villa immersa nel verde pettinato di un rigoglioso giardino privato, alle porte di Milano: “Ha richiesto tre anni di cantiere”, ricorda il progettista.

Si tratta di una costruzione ex novo, ubicata in un’esclusiva zona residenziale, che ha rispettato i tracciati della precedente nei perimetri e nelle altezze, ma è stata riattualizzata in modo radicale nel linguaggio architettonico e compositivo. Con una vocazione anche green restituita da sistemi e impianti di raffrescamento-riscaldamento a pavimento, dal sottosuolo alla copertura piana, e dalla dotazione di pannelli solari.

La scenografia emozionale della casa nasce da un forte radicamento al suo contesto di riferimento. L’edificio si sviluppa per circa 1.000 metri quadrati su un terreno scosceso scavato per far posto alla generosa piscina e, nell’interrato, a una serie di locali tecnici e ai box-auto. Alla quota della piscina, esposta a sud, si configura il piano interamente dedicato al living e alla convivialità che declina gli ambienti studio, tv-relax, camere ospiti e di servizio, in comunicazione diretta con gli spazi outdoor. Il polarizzante specchio d’acqua, ritagliato nel manto erboso, è infatti circondato dall’esteso terrazzo attrezzato per la vita open-air durante la bella stagione e pavimentato in grandi lastre di pietra di Fossena che riveste, in un coinvolgente continuum materico, anche la piscina.

Al livello della quota stradale, che corrisponde al piano terra d’ingresso, si articolano invece, in modo fluido e disteso, le zone living, pranzo, cucina e servizi più formali. A quello superiore, il primo, si organizzano infine gli ambienti notte, orientati a nord, composti da tre camere con relative salle de bain e caratterizzate da un maggior senso di intimità. Nel dare volume al vuoto, ricercando il valore della purezza geometrica, come è solito fare, Colombo ha realizzato tutto su misura – dalle porte alle boiserie, e poi contenitori, armadiature, bagni – mixando eccellenza esecutiva industriale e approccio artigianale. Ogni ambiente restituisce così una scrittura precisa che segue la riduzione formale per relazionarsi con selezionati arredi di design (perlopiù Poliform) e preziose opere d’arte contemporanea.

Queste presenze colonizzano ogni spazio, senza nessuna ripetizione di finiture e schemi omologati. Ma, l’elemento che rende unico e privilegiato questo strutturato layout, racchiuso in un monolite architettonico total white compatto ed essenziale trattato a intonaco-pittura, sono le aperture a tutta altezza. Le grandi vetrate verso l’esterno che, nelle giornate serene, dai piani alti, diventano cannocchiali sulla città di Milano e sul suo nuovo skyline.

Esponenziali di luminosità, con cui la casa trova un dialogo intuitivo e profondo nel proprio habitat naturale. “Senza dubbio è una casa che vive di trasparenze e di luce”, riconosce Colombo. “Le trasparenze hanno giocato un ruolo fondamentale. Come in tutti i miei progetti, d’altronde. L’ambito verde dell’intorno, un’oasi di benessere psico-fisico, ha sollecitato la ricerca di un’interazione continua tra esterno e interno, che valorizza il ritmo compositivo dei volumi, il contesto stesso e la piacevolezza dell’abitare nelle sue molteplici sfumature”. La materia come espressione di sentimento, esperienza visiva e tattile, ha fatto il resto. Negli spazi interni si impone con la figura lineare del volume-scala che assicura le connessioni distributive verticali del corpo di fabbrica.

L’ambito verde dell’intorno, un’oasi di benessere psico-fisico, ha sollecitato la ricerca di un’interazione continua tra esterno e interno"

Quasi un’astrazione plastica, la scala è realizzata con blocchi di pietra raccolti in una struttura di bronzo: particolarmente suggestiva nelle ore serali, quando, illuminata dai led che punteggiano le boiserie a fasce delle pareti, regala scorci mutevoli da ogni prospettiva. Durante il giorno, invece, sono i raggi del sole, veicolati zenitalmente in profondità grazie al lucernario che taglia la copertura, a regalare all’insieme altre tonalità soffuse, chiaroscuri e contrasti di luce sulle superfici.

Per dinamizzare la percezione visiva, infatti, il bianco assoluto che in esterno dichiara la scelta neutra della tavolozza materico-cromatica, negli ambienti interni incontra il calore a contrasto del legno di rovere tinto scuro che uniforma pavimenti e pareti trattate come cornici perimetrali. Altre presenze importanti che conferiscono rigore e raffinatezza al palcoscenico domestico; e altrettante suggestioni estetiche e narrative agli arcipelaghi abitabili di cui si compone. Perché come diceva Giovanni Michelucci (1891-1990): “L’architettura non è solo un mestiere, è un modo di pensare e di vivere”.