Nel celebre quartiere di Manhattan, un progetto su due livelli innesta nuovi elementi nella rigida struttura dell’edificio che lo accoglie. Un confronto fra tracce del passato e scelte compositive del presente configura uno spazio aperto verso il cielo

TriBeCa è l’abbreviazione di Triangle Below Canal Street, quella zona di forma triangolare nel sud di Manhattan delimitata a nord da Canal Street, che segna il quartiere di Chinatown. Tribeca condivide con SoHo (South of Houston Street), con cui confina, il percorso di gentrificazione che ne ha trasformato nel tempo, dalla fine degli anni ’60 a oggi, il carattere: da area semindustriale e sede di magazzini è diventata zona alla moda ricca di attività commerciali e culturali consolidatesi negli anni, tra le quali il TriBeCa Film Festival, noto a livello internazionale, lanciato da Robert De Niro, che nel quartiere possiede l’omonimo centro di produzione cinematografica, oltre che bar e ristoranti.


Charles Wolf e Kathryn Dean
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Dean / Wolf Architects, con sede a New York, si caratterizza per la capacità di trasformare i vincoli architettonici in potenti generatori di forme. Kathryn Dean e il suo studio hanno realizzato progetti residenziali e istituzionali su un'ampia varietà di scale. I progetti si distinguono per la capacità di utilizzare la luce e lo spazio in modo stimolante. Con la scelta di materiali come cemento, acciaio, acero e vetro.

A SoHo Tribeca assomiglia oggi anche per il livello dell’offerta residenziale, giocata in gran parte sulla riconversione del patrimonio architettonico esistente e sul confronto con le tracce della storia della Grande Mela. Non mancano tuttavia grandi operazioni di ‘sostituzione’ urbanistica, come dimostra l’esclusiva torre residenziale 56 Leonard Street (2017) dello studio Herzog & de Meuron, costruita dove una volta sorgeva la New York Law School, un nuovo grattacielo di 57 piani che vanta il primato della più costosa penthouse della città, venduta alla cifra di 47 milioni di dollari.

In tale contesto si colloca il progetto, realizzato dallo studio Dean/Wolf Architects, di questo loft sviluppato agli ultimi piani (sesto e settimo) di uno dei tradizionali magazzini del secolo scorso, che formano ancora il tessuto urbano e l’immagine architettonica del quartiere. Il progetto si inserisce dal punto di vista compositivo nella pianta stretta e lunga dell’edificio, che presenta i lati maggiori ciechi (in quanto accostati ai fabbricati limitrofi) e i fronti minori finestrati, cui si aggiunge una preziosa apertura lungo uno dei lati lunghi. Sfruttando la possibilità di lavorare sulla copertura del volume esistente – trasformata con la realizzazione di un padiglione domestico in un’accogliente piccola penthouse calata tra due nuove terrazze – gli spazi sottostanti catturano la luce anche da lucernari e studiati tagli che offrono scorci del cielo seguendo le diverse ore del giorno.

Il progetto si confronta con la memoria e le forme dell’edificio preesistente, attivando un processo di trasformazione che non intende cancellare le tracce di una storia urbana che è parte delle complesse vicende newyorkesi."

L’ingresso dall’ascensore si apre sul soggiorno organizzato lungo il fronte principale del sesto livello e collegato direttamente alla zona pranzo, cui seguono la cucina e, sul fondo, la zona notte con due camere da letto – la principale con bagno dedicato. La sequenza degli ambienti, che vede living-zona pranzo-cucina e guardaroba connessi in un articolato e calibrato spazio unitario, è segnata dal forte elemento compositivo della nuova soletta sospesa in cemento armato, che si affianca alla trama lignea dei solai originari riportati a vista e restaurati.

Il nuovo solaio strutturale si interrompe in prossimità della scala a nastro anch’essa in cemento, sorretta con tondini di acciaio che porta al piano superiore, creando allo stesso tempo un movimento plastico prodotto dalla rotazione a 90 gradi di parte della sua superficie per trasformarsi in una trave che prosegue verso la zona notte. Nell’area pranzo, oltre ai soffitti lignei, sono stati rimessi in luce i mattoni originari della parete cieca che crea un efficace confronto materico e strutturale con il cemento a vista della nuova soletta e della scala, ma anche con il pavimento, sempre in cemento lisciato come la cucina a isola su disegno.

Sfruttando la possibilità di lavorare sulla copertura del volume esistente – trasformata con la realizzazione di un padiglione domestico in un’accogliente piccola penthouse calata tra due nuove terrazze – gli spazi sottostanti catturano la luce anche da lucernari e studiati tagli che offrono scorci del cielo seguendo le diverse ore del giorno."

Nel nuovo padiglione della penthouse, un’ulteriore zona living con camino sospeso di acciaio è affiancata da una stanza per gli ospiti. Il volume è contenuto da due terrazze ricavate sulla copertura: quella a sud, più ampia e soleggiata, definita da un perimetro a verde in vaso e dai forti segni geometrici dei lucernari orizzontali, è pensata in continuità con il living da cui è separata mediante una vetrata continua dall’infisso ligneo. Quella a nord, trattata con le stesse finiture e anch’essa con bordo piantumato, è invece complementare alla sola stanza per gli ospiti. Nella definizione di una compiuta unità abitativa, il progetto si confronta con la memoria e le forme dell’edificio preesistente, attivando un processo di trasformazione che non intende cancellare le tracce di una storia urbana che è parte delle complesse vicende newyorkesi.

Progetto Dean/Wolf Architects - Foto Paul Warchol