A Milano, nell’area a sud dello scalo ferroviario di Porta Romana, NEXXT, il nuovo headquarter di Fastweb, è il primo edificio realizzato del masterplan Symbiosis, parte del progetto europeo Sharing Cities (che coinvolge anche Londra e Lisbona), votato ai valori della sostenibilità ambientale e alla creazione di nuovi spazi pubblici

NEXXT, il nuovo headquarter Fastweb a Milano, si offre come il primo tassello di un intervento teso al ridisegno e alla rifunzionalizzazione di un’area urbana che appare sempre più strategica, compresa tra la futura trasformazione dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana, la già attiva Fondazione Prada (progettata da OMA) e le attività che sorgeranno all’interno del masterplan Symbiosis, che Antonio Citterio e Patricia Viel hanno pensato per il gruppo Covivio in vista di una generale riqualificazione dell’ex zona industriale nel quartiere Romana-Vetabbia. Un piano innovativo concepito per fare interagire le nuove costruzioni con il tessuto edificato nell’ottica della formazione di nuovi spazi pubblici restituiti alla città.


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Antonio Citterio nel 1999 fonda con Patricia Viel “Antonio Citterio and Partners”. Lo studio opera a livello internazionale sviluppando programmi progettuali complessi, ad ogni scala ed in sinergia con un network qualificato di consulenze specialistiche. Antonio Citterio collabora attualmente, nel settore del disegno industriale, con aziende italiane e straniere quali Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, B&B Italia, Flexform, Flos, Fusital, Hermès, Iittala, Kartell, Maxalto, Sanitec Group, Technogym e Vitra. Patricia Viel, francese, nata a Milano nel 1962, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1987. Inizia la sua collaborazione con Antonio Citterio nel 1986. Dal 1999 è socia dello studio e responsabile dell’architettura. Partecipa come relatore a incontri di studio come esperta di una concezione di architettura ispirata a una forte integrazione tra progetto e paesaggio urbano. A settembre 2009 lo studio ha cambiato la propria denominazione sociale in“Antonio Citterio Patricia Viel and Partners”.

“La qualità degli edifici che si insedieranno nell’area”, spiegano i progettisti, “si esprimerà molto nella natura del loro rapporto con il suolo. I piani terra, spazi semi-pubblici, saranno disegnati e attrezzati in modo da offrire modalità d’uso inedite. Nel caso dell’headquarter Fastweb, si riconducono alla veranda sull’acqua e alla terrazza della caffetteria sotto il volume sospeso”. In tale vettorialità il grande corpo vetrato di NEXXT crea anzitutto una piazza (piazza Adriano Olivetti), che trova come sfondo i profili della Fondazione Prada. Un nuovo luogo urbano che si sviluppa secondo una governata successione di situazioni ambientali che dal bosco si declina in un giardino ruderale con vasche d’acqua progettato da Carlo Masera.

“Il giardino ruderale e la composizione dei suoi elementi vegetali evocano il preesistente giardino caratterizzato da essenze arbustive tipiche delle aree industriali e da specie erbacee spontanee che avevano colonizzato l’area dopo il suo progressivo abbandono. Il nuovo edificio e la piazza sono delimitati da tre specchi d’acqua, tra loro collegati da una sequenza di sfiori che seguono la pendenza naturale del terreno. Ogni intervento è studiato per aumentare i valori di biodiversità ed ecosostenibilità dell’area, intercettando quel desiderio collettivo di ritorno della natura in città”.

In tale approccio ‘olistico’ e di sostenibilità urbana in senso lato si colloca NEXXT, le cui due X si ritrovano in forma costruita nelle travi incrociate di sostegno del corpo sospeso sullo specchio d’acqua in cui si riflette. Se, come gran parte degli headquarter di nuova generazione, NEXXT ha ricevuto la certificazione LEED Platinum (con il più alto punteggio del sistema di rating internazionale sviluppato dallo U.S. Green Building Council per gli elevati livelli di sostenibilità dell’involucro esterno dell’edificio, della progettazione e realizzazione degli spazi interni, degli impianti e dei materlali utilizzati), nella fattispecie il tema della sostenibilità appare andare oltre il riconoscimento, seppure importante, della ‘certificazione’.

Il fattore ‘sostenibilità’ è stato il soggetto-guida della configurazione dell’intero edificio sia dal punto di vista prestazionale, sia da quello del raggiungimento del concetto innovativo di smart workplace, uno spazio flessibile e dinamico, adattabile e altamente proiettato a favorire modalità di lavoro diversificate, in via di sviluppo. Così NEXXT, sviluppato per una superficie costruita complessiva di 21.500 metri quadrati su cinque livelli, in grado di accogliere a regime circa 1.400 persone, segue un elevato livello prestazionale nel risparmio energetico e idrico.

Il giardino ruderale e la composizione dei suoi elementi vegetali evocano il preesistente giardino caratterizzato da essenze arbustive tipiche delle aree industriali e da specie erbacee spontanee che avevano colonizzato l’area dopo il suo progressivo abbandono."

Sono risultati conseguiti, tra l’altro, per l’impiego di pannelli fotovoltaici in copertura, per la scelta di materiali da costruzione sostenibili (il 99% dei rifiuti prodotti nel processo costruttivo è stato riciclato, il 25% del costo totale dei materiali utilizzati è ottenuto da fonti riciclabili, il 34% è di provenienza regionale, il 93% del legno presente nell’edificio è di origine certificata); per il disegno delle facciate completamente vetrate (oltre l’86% degli spazi di lavoro all’interno riceve luce naturale, mentre il 97% si affaccia verso l’esterno in modo diretto). Ancora, si sono utilizzati prodotti a basso contenuto di composti organici volatili (COV), i sanitari sono a basso flusso, parcheggi preferenziali (più del 5% dei 350 posti disponibili) sono stati riservati a veicoli a bassa emissione e a carburante alternativo.

Particolare attenzione è stata poi rivolta nel processo progettuale ai principi di efficienza energetica e idrica, limitando l’impatto del costruito sull’ambiente. Le scelte di isolamento verso l’esterno e l’impiego di vetri ad alta schermatura e trasmissione luminosa, l’utilizzo di sensori di illuminazione naturale e di spegnimento automatico delle luci, la produzione centralizzata dei fluidi caldi e freddi con pompe di calore polivalenti: tutto questo, e altro ancora, ha permesso la riduzione del 43% dei consumi energetici complessivi rispetto a un edificio tradizionale, aggiungendo che il 5% del consumo dell’intero stabile è garantito dall’utilizzo dei generatori fotovoltaici.

Dal punto di vista dell’efficienza idrica, tutti gli impianti sono stati progettati con l’obiettivo di evitare il consumo di acqua potabile per l’irrigazione delle aree verdi, garantita invece dal recupero e dalla raccolta dell’acqua piovana; allo stesso tempo i criteri seguiti per i progetti impiantistici consentono la riduzione del 50% del consumo di acqua potabile per gli usi interni e gli scarichi. Alla ‘macchina intelligente’ così descritta dal punto di vista prestazionale si affiancano le scelte sostenibili adottate nella configurazione degli spazi di lavoro che superano il vecchio concetto di open space (massimo sfruttamento parcellizzato dell’ambiente privo di divisioni fisse con uffici dirigenziali compartimentati), per offrire quello che si definisce come smart workplace; un ambiente libero in cui potere organizzare nel tempo diverse modalità di lavoro.

“Attività di focalizzazione individuale, creative e collaborative”, sono state le categorie di riferimento per sostituire agli uffici chiusi e alle postazioni fisse in ‘batteria’ aree aperte alla condivisione con scrivanie per il lavoro individuale disposte in ambienti flessibili organizzati per team aziendale. In questo spazio aperto e mutevole tutti i dipendenti, compresi i direttori, possono scegliere dove e con chi lavorare secondo la logica del free seat, prenotando la propria postazione tramite un’apposita applicazione di Fastweb che riflette l’esigenza di spostare sul digitale e in mobilità una serie di servizi e attività dedicate ai dipendenti.

La qualità degli edifici che si insedieranno nell’area si esprimerà molto nella natura del loro rapporto con il suolo. I piani terra, spazi semi-pubblici, saranno disegnati e attrezzati in modo da offrire modalità d’uso inedite."

In tale modalità di lavoro, che può cambiare configurazione anche di giorno in giorno, sono scomparsi i telefoni fissi sulle scrivanie a favore di cuffie wi-fi e cellulari aziendali che seguono il diffuso paradigma del working anywhere. Nel complesso processo di progettazione, non ultimo emerge il fattore ‘partecipazione’: condivisione e co-design sono i concetti guida che l’azienda ha seguito nella creazione del nuovo headquarter, dove i dipendenti sono stati coinvolti nella configurazione dell’intero edificio tramite workshop, interviste e incontri-confronti con gli architetti incaricati.

 Progetto di Antonio Citterio Patricia Viel - Progetto del paesaggio Carlo Masera - Foto di Paolo Riolzi