A Suzhou e a Shenzhen, in Cina, quattro architetture per l’infanzia firmate dallo studio italiano Vudafieri-Saverino Partners interpretano lo spazio con gli occhi dei bambini, per stimolarne la fantasia

“Tutti gli adulti sono stati bambini, ma solo alcuni se ne ricordano” scrive Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe. Se lo sono sicuramente rammentato Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino, alla guida dello studio Vudafieri Saverino Partners, di base a Milano e Shanghai, gli architetti italiani chiamati a progettare quattro scuole per l’infanzia in Cina – due nella città di Shenzhen e due a Suzhou – per Gymboree Play & Music.


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Lo studio Vudafieri Saverino Partners, che Tiziano Vudafieri ha fondato insieme a Claudio Saverino, da oltre dieci anni si occupa di concept e progettazione architettonica negli ambiti del retail e del lusso, dell'interior design e dell'architettura. Insieme ai due soci collaborano una quarantina tra architetti e designer. Lo studio ha realizzato in tutto il mondo più di una ventina di concept world per i prêt-à-porter del lusso per un totale di più di 500 negozi nel mondo. Inoltre progettano case private, ristoranti, alberghi, centri direzionali e social housing.

Quest’ultimo è un brand americano con oltre 700 centri in 40 Paesi del mondo, molto diffuso in Asia, che propone un metodo pedagogico per bambini fino a sei anni, mirato a svilupparne il potenziale creativo, le capacità cognitive e relazionali, mediante attività ludico-didattiche basate sull’ascolto di musica e lezioni d’arte e su momenti di gioco.

Concepire una scuola per l’infanzia come mero contenitore funzionale sarebbe stata un’idea sterile. Non è questa forse una delle prime case di transito di freudiana memoria?"

La scuola di Shenzhen Upper Hills – circa 3000 metri quadrati complessivi – tra aule, spazi comuni e di transito, articolati intorno a un giardino con zona giochi open air – ospita al piano superiore anche gli uffici del brand caratterizzato dal logo arancio, il colore declinato sulle facciate esterne dell’edificio; nonché altri spazi dedicati alle attività collaterali di intrattenimento dei genitori, come palestra, bar, cucina e ambienti per cooking classes.

Ciascuno dei quattro kindergarten su cui sono intervenuti Vudafieri e Saverino segue comunque un filo conduttore ricorrente negli spazi interni, mettendo in scena un singolare mondo immaginifico, immersivo ed esperienziale. “Nel design di ogni spazio, l’ispirazione è nata proprio immedesimandosi nei tempi esplorativi dei nuovi Peter Pan millennial”, spiegano.

“Ci siamo proposti di adottare i loro occhi, creando isole di forme e geometrie semplici, in materiali e colori soft, senza superfici e angoli duri, in modo da restituire sensazioni e curiosità piuttosto che immagini. Per lasciarli liberi di volare con la fantasia. L’immaginazione è infatti più importante della conoscenza, poiché quest’ultima è limitata, mentre la prima rappresenta la forza trainante del processo evolutivo di apprendimento, percepita come archetipa chiave di potenzialità e benessere”.

Nel design di ogni spazio, l’ispirazione è nata proprio immedesimandosi nei tempi esplorativi dei nuovi Peter Pan millennial. Ci siamo proposti di adottare i loro occhi, creando isole di forme e geometrie semplici, in materiali e colori soft, senza superfici e angoli duri, in modo da restituire sensazioni e curiosità piuttosto che immagini."

Ecco, allora, nell’isola che non c’è, l’oceano, la foresta, il deserto, l’artico, il canyon, costellazioni, scale e scalette, dedali e scivoli, dove si può immaginare di intraprendere ogni avventura alla scoperta di mondi sconosciuti, in modo indipendente e libero. D’altronde concepire una scuola per l’infanzia come mero contenitore funzionale sarebbe stata un’idea sterile. Non è questa forse una delle prime case di transito di freudiana memoria? Una sostituzione del ventre materno, “quella prima dimora che, con ogni probabilità, l’uomo non cessa di desiderare, giacché in essa egli si sentiva a proprio agio e al sicuro” (Sigmund Freud, Il disagio della civiltà, 1929).

Progetto di Vudafieri Saverino Partners - Design team Claudio Saverino, Tiziano Vudafieri, Anna Petrara, Stefano Piontini, Ana Arango, Iris Cai, Luke Lin