Una scenografia abitabile di muri a secco e volumi puri nell’agrumeto, che dialogano con la macchia mediterranea, l’orizzonte aperto verso il mare, le luci e le ombre di Vendicari

Una casa di vacanze aperta, luminosa, saggiamente organizzata attraverso elementi architettonici semplici articolati in modo complesso, cercando sempre di trarre il massimo beneficio dalle relazioni che si tessono tra l’orizzontale e il verticale, tra l’interno e l’esterno, tra la luce e l’ombra, tra il ruvido e il lisco. Una casa pensata in termini di contrasti, con un’alternanza di aperture, scorci e traguardi, verso il paesaggio di Vendicari, e con le quinte massicce delle mura di pietra che racchiudono, come il baluardo di una cittadella fortificata, la costruzione bianca ed esatta della villa.


Marco Merendi
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Marco Merendi si è laureato in architettura nel 1996 presso la Facoltà di Architettura di Firenze con una tesi sul design industriale in collaborazione con il team di Formula 1 Minardi. Dopo la laurea, si trasferisce per un periodo ad Amsterdam, dove entra a far parte della ditta LITE Daglicht / Kunstlicht adviezen: lavora alla realizzazione di oggetti luminosi e alla progettazione illuminotecnica di grandi spazi. Vive e lavora a Milano, dove la sua ricerca e i suoi interessi spaziano tra architettura, design e comunicazione. Queste sono le parole chiave del suo lavoro: passione, sperimentazione e magia.

Opposizioni ma, anche, illusioni, perché il muro di recinzione, che verso la zona di arrivo segna un margine perentorio e continuo, sugli altri lati si spezza in frammenti separati, forti e soli come residui di un sito archeologico, lasciando che il confine tra il giardino e la campagna si confonda fino a perdersi. I muri grezzi, costruiti a secco in pietra locale, si affacciano sulla macchia di lentischi centenari, arbusti tipici della vegetazione mediterranea, che la nuova architettura ha voluto rispettare e mantenere. Gli orizzonti aperti sulla campagna sono una pausa poetica, che nel breve percorso ricurvo tra il parcheggio e la casa sintetizzano gli odori e i colori della natura siciliana.

Con questa breve traversata si raggiunge l’ingresso: un varco profondo, quasi una vaga reminiscenza micenea, che trapassa il forte spessore dei muri, piegati a “L” verso l’interno, e introduce nello spazio, piacevolmente ombroso, della casa. Da uno scenario dominato dai colori ocra del suolo arido e dal verde scuro della macchia, si passa, con una ritualità sottolineata dalla strozzatura del varco, a un ambiente di luce bianca, di pavimenti in cemento lucidato, dove le aperture a tutta altezza inquadrano le immagini del giardino ‘a corte’ definito dalle mura in pietra locale a secco: il verde brillante dell’aranceto, la penombra vibrante proiettata sul prato dalla pensilina brise-soleil, il riflesso di luce restituito dalla piscina a sfioro e, sullo sfondo, la luminosità piena e diffusa dell’oasi e del mare di Vendicari.

La sfida era di costruire una villa di poco più di cento metri quadri che però sembrasse grande, con un generoso spazio per living e cucina che diventasse il cuore della casa e che includesse l’esterno nell’ambiente domestico."

“Il progetto nasce dalla passione della mia famiglia per la Sicilia e per Vendicari”, racconta l’architetto Marco Merendi: “la luce, i profumi, la vista del mare sono gli elementi che ci hanno fatto innamorare di questo posto e ci hanno convinto a costruire questa casa per noi, per godere della Sicilia che amiamo”. Nonostante un’attività professionalmente basata a Milano, Merendi ha realizzato, in anni recenti, un altro progetto a Vendicari, nel 2015, in cui aveva già sperimentato la compresenza del muro di pietra a spacco e delle pareti bianche. In questo nuovo progetto “la sfida”, racconta Merendi, “era di costruire una villa di poco più di cento metri quadri che però sembrasse grande, con un generoso spazio per living e cucina che diventasse il cuore della casa e che includesse l’esterno nell’ambiente domestico”.

La Sicilia, quindi, dove la presenza così determinante della natura chiede all’architetto un impegno specifico per convertire la forza del paesaggio in bellezza e l’energia degli elementi in comfort. Così il controllo dell’irradiazione solare, che per molte ore, in estate, è troppo forte, diventa un tema che ispira quasi tutte le scelte progettuali: la forma degli ambienti, la disposizione delle aperture, le transizioni fra esterno e interno. L’esempio più eclatante, in questa partita tra l’architetto e i raggi del sole, è la pensilina protesa dal soggiorno verso lo spazio esterno che Merendi chiama il “giardino arabo”, e che in effetti ne assomma, quasi in miniatura, le componenti essenziali: l’ombra vibratile e leggera, proiettata dal traforo della pensilina, l’acqua, raccolta nella lunga vasca di pietra lavica, e poi le piante.

Il progetto nasce dalla passione della mia famiglia per la Sicilia e per Vendicari: la luce, i profumi, la vista del mare sono gli elementi che ci hanno fatto innamorare di questo posto e ci hanno convinto a costruire questa casa per noi, per godere della Sicilia che amiamo."

Come “la palma dattilifera”, spiega Merendi, “che è il simbolo della casa. Riprende la tradizione delle dimore signorili siciliane che ne piantavano sempre una, un unico esemplare, che permetteva di identificare la casa da grande distanza. Noi abbiamo voluto riprendere questa tradizione trasportandola dal palazzo siciliano allo spazio di un’architettura contemporanea”. Un altro esempio di questa attenzione ambientale rispetto all’irraggiamento, alla luce e alla temperatura è dato dai due bagni che si sviluppano anche in esterno, protetti da un alto muro in pietra locale a secco, creando una zona relax con doccia open air. Oltre la porta-finestra si viene così a formare un luogo intermedio di pausa, protetto ma a cielo aperto, dove si può fare una doccia oppure sedersi all’ombra, in uno spazio isolato e intimo che invita alla contemplazione del paesaggio. www.thethinkingtraveller.com.

 

Progetto Marco Merendi - Foto Alberto Ferrero