Un’opera totale di architettura, design e arte ‘sbarca’ nella Pianura Padana. Una casa che rompe gli schemi, realizzata con materiali performanti di ultima generazione, per un nuovo concept di spazio abitativo

“Se le architetture del futuro saranno attive e dovranno produrre più energia di quanta ne consumino, con il solo utilizzo di fonti rinnovabili – un fatto di necessità – dal punto di vista formale e percettivo ci piacerebbe che fossero il più possibile vicine all’arte e a una dimensione estetica dell’anima. Quasi fossero tante opere in un museo a cielo aperto, il paesaggio”. Questa è la filosofia di Alessandro Lazzari (classe 1972), di Marco Mazzetto (classe 1973) e di Massimiliano Martignon (classe 1972), titolari di 3ndy Studio a Vigonovo in provincia di Venezia, gli autori del progetto di questa nuova casa a Ponzano Veneto (Treviso), costruita in un lotto residuale ai margini di un edificato residenziale piuttosto anonimo e tradizionale.


°
Marco Mazzetto, Alessandro Lazzari laureati presso la facoltà di Architettura di Venezia nel 1999, nel 2002 fondano il 3ndyStudio a Fossò in provincia di Venezia. Fin dall’inizio l’attività dello studio è legata alla ricerca in ambito progettuale e alla realizzazione di architetture a diverse scale di intervento, dall’oggetto, all’edificio, al progetto urbano, oltre alla partecipazione a concorsi di progettazione nazionali ed internazionali di architettura ottenendo riconoscimenti e premi. Il progetto 3ndyStudio+ nasce nel 2007 grazie alla collaborazione con Massimiliano Martignon laureato presso la facoltà di Architettura di Venezia. La collaborazione si esprime soprattutto a livello di sviluppo esecutivo e direttivo delle opere, rappresentando il trait d’union tra il disegno creativo degli architetti Mazzetto e Lazzari e la realizzazione in cantiere, con la ricerca delle soluzione più innovative e tecnologiche.

“Come architetti abbiamo consapevolezza della responsabilità etica delle nostre proposte. In un luogo ci sono radici da conservare, ma ci deve essere anche un’innovazione riconducibile ad altre chiavi di lettura. In questo intervento restano elementi di memoria fondativa e di inclusione della natura, quali il patio e l’albero di limoni intorno ai quali si struttura l’abitazione nel suo sviluppo in estensione a un solo piano. Ma sono speciali i materiali altamente performanti di ultima generazione, come il Solid Surface bianco e il Lapitec nero, con cui è stata plasmata per ottenere certi risultati estetici. Entrambi sono stati importanti per epurare la casa da tutte le superfetazioni tecnologiche che ne avrebbero disturbato la visione come scultura da abitare. Quali grondaie esterne o placche elettriche interne, quest’ultime customizzate e integrate nelle pareti, attivabili con comandi touch interattivi a sfioro”, continuano.

Sin dagli esordi nel 2002 lo Studio 3ndy ha sviluppato progetti dove le forme generano delle tensioni geometriche e percettive che dilatano e contraggono lo spazio creando così degli spazi inattesi che per molti aspetti ricordano alcune opere di Malevich. Nella fattispecie, la concettuale scatola è stata modellata, con gli strumenti della progettazione parametrica, in due prismi irregolari, che, ruotando, collidono in uno spazio gravitazionale ‘ibrido’. Questo genera una visione simultanea degli ambienti interni ed esterni, un passaggio del tutto fluido tra le zone giorno e notte della casa, così sottratte alla marginalità spesso banale dei corridoi distributivi.

Se le architetture del futuro saranno attive e dovranno produrre più energia di quanta ne consumino, con il solo utilizzo di fonti rinnovabili – un fatto di necessità – dal punto di vista formale e percettivo ci piacerebbe che fossero il più possibile vicine all’arte e a una dimensione estetica dell’anima."

Non solo. Una sequenza di brecce diamantate nelle monolitiche superfici perimetrali in Solid Surface bianco, intese come ulteriori dispositivi percettivi dinamici, disegnano altri sguardi privilegiati, potenziando la qualità di una luce proveniente da generose vetrate (affacciate sul patio) nonché da grandi lucernai a soffitto. E, al tempo stesso, la privacy degli ambienti. “Dalla camera da letto si può avere una visione di tutta la casa e della piscina indoor, senza però un rapporto biunivoco. Un concetto che vale ancora di più all’esterno, dove certe zone andavano protette da eventuali curiosità”, spiegano i progettisti.

La palette materico-cromatica selezionata ha chiuso il cerchio, infondendo ritmo ed estetiche inaspettate agli ambienti. Perché se, all’esterno, la forma dell’architettura richiama i tagli delle pietre preziose, integra la corte-patio, il giardino e l’albero di limoni, all’interno è la piscina rivestita in Lapitec®, una pietra sinterizzata a tutta massa disponibile in lastre di grandi formati, la protagonista dei giochi di luce e ombra che animano in modo mutevole la percezione delle superfici durante le ore del giorno.

Come architetti abbiamo consapevolezza della responsabilità etica delle nostre proposte. In un luogo ci sono radici da conservare, ma ci deve essere anche un’innovazione riconducibile ad altre chiavi di lettura. In questo intervento restano elementi di memoria fondativa e di inclusione della natura."

Impiegato in una raffinata colorazione Nero Assoluto finitura Vesuvio, questo materiale naturale (applicato poi nei bagni in virtù della resistenza e impermeabilità agli ambienti umidi che riduce scivolosità e accumulo dello sporco), si trova declinato sulla parete corta della piscina, dove regala il coup de théâtre di una misteriosa lastra incisa con un’opera di lettering firmata dall’artista piacentino Giorgio Milani. Una meravigliosa stele alta più di tre metri “scavata meccanicamente con una punta diamantata irrorata d’acqua, frutto di un lungo e paziente lavoro”, raccontano gli architetti, “che interpreta in poesia visiva una dedica del nonno ai nipoti. Come ricordo di momenti indelebili della loro storia di famiglia”.

Progetto di 3ndy Studio - Foto courtesy Fernando Guerra