Un variegato paesaggio di comfort che mescola funzione e desiderio di gioco

La vita è un paesaggio sempre più fluido, con sempre meno spazio per soluzioni e pensieri cristallizzati e fissi. Non a caso quello che ci piace, sempre di più, è il mix di opposti, la capacità di trarre ispirazione da qualcosa e dal suo diretto opposto. È in questo squisitamente contemporanea la collezione Taba di Alfredo Häberli per Moroso che coniuga le due aspirazioni del designer svizzero-argentino: da un lato quello razionale (attento all’ergonomia e alla funzione) e, dall’altro, quello ludico e poetico.

Taba è infatti il nome di un tradizionale gioco rurale dei campesinos, realizzato con un osso di mucca. Le forme della collezione sono dunque ispirate a queste ossa: linee rette e forme organiche si combinano per dare vita a otto tipologie di sedute. Un divano, due poltrone (fisse o girevoli), cinque ottoman. La conformazione degli elementi permette di realizzare un variegato paesaggio di comfort, individuale o collettivo, sia in ambito domestico che in aree pubbliche (anche grazie alla dotazione opzionale di una power-unit per i divani).

“Taba è l’interpretazione visivamente libera dell’ergonomia confortevole”, spiega il designer, che pone alla base della filosofia del progetto la sovrapposizione di diverse linee organiche e la morbidezza delle forme asimmetriche. Ogni elemento, per la sua conformazione che armonizza curve e piani, consente svariati stili di seduta e utilizzi multipli; le superfici orizzontali fungono contemporaneamente da sostegni occasionali, piani d’appoggio o spazi di lavoro. Interazione è la parola chiave: “quando si progettano divani e sedute”, conclude Häberli, “l'interazione tra le persone deve essere in primo piano. Ecco perché gioco con la precisione delle linee e la poetica della lingua organica.”

A colpo d'occhio

Che cos’è?
È una famiglia di sedute imbottite composta da otto pezzi: un divano (dotabile di power-unit), due poltrone (anche girevoli) e cinque ottoman. La collezione è adatta sia per le aree pubbliche sia per l’ambiente domestico, grazie alla varietà di usi e configurazioni.
Qual è il suo concept progettuale?
I prodotti sono pensati per essere multifunzione e promuovere l'interazione tra le persone. Le forme asimmetriche e la sovrapposizione di diverse linee e livelli determinano una versatilità̀ ergonomica per svariate possibilità di seduta e di utilizzo.
Come è fatto?
Le poltroncine sono prodotte tramite stampaggio a iniezione, in poliuretano schiumato a freddo ignifugo, con struttura interna in acciaio. Il divano e gli ottoman hanno struttura interna in legno, ricoperta da gommapiuma con diverse densità. Rivestimenti fissi in tessuto, dai più tradizionali in lana ai più tecnologicamente innovativi, elastici o sfumati.
Come viene prodotto e dove?
Taba, come tutti i prodotti dell’offerta Moroso (ad eccezione della collezione M'Afrique), viene prodotta in Italia, in provincia di Udine dove è stata fondata e tutt'oggi si trova la sede dell'azienda.
Come viene prodotto?
Le forme scultoree sono frutto di un perfetto mix di processi industriali (nella realizzazione della struttura, attraverso la tecnica dello stampaggio a iniezione) e lavorazioni artigianali, sartoriali quasi da haute couture (per la creazione delle fodere, che devono seguire le linee estremamente irregolari nel cucito per rimanere fedeli al concept pensato dal designer).
Cos’ha di speciale?
La multifunzionalità e la molteplicità di configurazioni possibili. L'asimmetria delle linee che offre diverse possibilità di seduta. Il fatto di essere dotate di power-unit, rende le sedute particolarmente adatte a spazi pubblici come ad esempio gli aeroporti o le lobby di alberghi o uffici.
Com’è?
Organica, multifunzione, giocosa
Come la racconta il designer?
“Il gioco che mi interessava sviluppare con Taba è l’intreccio tra forma e poesia. Tra ciò che è lineare e ciò che sfugge. Do spazio all’irrazionale, dando alla collezione la possibilità di vivere molte opportunità legate alla vita di tutti i giorni. In un’azienda come Moroso coltivare lo spunto dell’idea che sfugge alla regola mi viene facile”.