Tempodacqua è il tema dell'edizione 2019 - Arsenali Repubblicani
Piazza Terzanaia / Via Bonanno Pisano 2 - Pisa
21 novembre / 1 dicembre 2019

Con il tema scelto per la Biennale di Architettura di Pisa, Tempodacqua, il direttore Alfonso Femia intende sviluppare una riflessione sul tema ambientale, non in termini generici e omnicomprensivi, ma scegliendo la specificità dell’acqua che ne rappresenta l’aspetto essenziale e fondativo. L’appello all’architettura e all’arte viene fatto per contribuire a “cambiare l’immaginario del cambiamento”. Un invito alla blue architecture.

Alfonso Femia, direttore designato per questa terza edizione da LP (Laboratorio Permanente per la Città), promotore della Biennale, ha proposto di mettere in evidenza la relazione tra acqua e tempo, gli effetti del cambiamento climatico sui territori, sia nelle situazioni di eccesso, sia in quelle di scarsità o assenza d’acqua e il ruolo che l’architettura ha il compito di assumere.

Scegliere il tema intorno al quale costruire una Biennale di architettura non significa soltanto selezionare in un ventaglio di alternative ampio, quello che è più attuale o più legato alle tendenze e ai dibattiti del momento. La scelta nasce dalla consapevolezza di una criticità che impatta sul territorio e sull’ambiente, sul costruito, sulle prospettive future e già sul presente.

La Biennale di Architettura di Pisa sarà l’occasione per sviluppare un’analisi e mettere in campo una serie di proposte e progetti, sollecitati da una Call to Action rivolta a studi di progettazione internazionali. Più di 130 professionisti, tra questi alcuni tra i nomi più rilevanti del panorama internazionale dell’architettura, hanno partecipato per dare la propria visione sul tema Tempodacqua.

Ricco e articolato il calendario: dieci giorni di eventi, talk, mostre dedicate all’architettura del Tempodacqua. Oggetto di un recente restauro filologico, gli Arsenali hanno recuperato l’originario aspetto trecentesco e sono ritornati a essere uno dei fulcri culturali della città. Gli spazi ospiteranno l’allestimento messo a punto da Atelier(s) Alfonso Femia, un’architettura dove l’acqua è materia di progetto. Sarà un continente, diventato isola, la Pangea, trasformato e trasformabile nel tempo, metafora della città di Pisa, prima lambita dal mare, ora attraversata dal fiume.

Una mostra personale di Alfonso Femia rappresenterà la miglior testimonianza di quanto il Tempodacqua appartenga alla sua esperienza e sensibilità. La sintesi del pensiero e la visione si riveleranno nella presentazione dei progetti d’acqua di Adrar nel deserto rosso in Algeria; dell’installazione Oasi Urbana e della Città Subacquatica di Marsiglia. A diverse scale, da quella infrastrutturale a quella urbana, l’architetto si è misurato con la materia acqua, interpretando temi geografici, territoriali, culturali e sociali, oltre che architettonici.

Paralleli allo svolgimento della Biennale, al Fortilizio Torre Guelfa si svolgerà la mostra Architetture d’avanguardia per metropoli antiche sul lavoro di Ivan Leonidov (Mosca) e Gianluca Polesello (Napoli, Danzica e Venezia) a cura del professor Luca Lanini (DESTeC, Università di Pisa) e del professora Gundula Rakowitz (IUAV, Venezia).

Presso gli Arsenali Repubblicani di Pisa sarà allestita la mostra dei progetti, esito della Call for Action rivolta agli studenti dell’Università di Pisa con il coinvolgimento dei Politecnici di Milano e di Torino e delle Università di Genova, Alghero, Palermo, Reggio Calabria, Sapienza Roma, Syracuse University, Cornell University, CalState e Ohio State University, IUAV, Tsinghua University, Woodbury University, Monash, Georgia Tech.

Laurenzi Consulting e PPAN promuovono un tour per raccontare a Biennale attraverso il cibo. Per tutta la durata della mostra, il coinvolgimento di alcuni ristoratori come partner tecnici permetterà di ordinare menù speciali a tema Tempodacqua.

Nella giornata di Sabato 23 novembre, ore 15,30/17,00, la rivista Interni presenta nella sezione Blue Design la lecture Time and Metamorphosis che vedrà protagonista Ico Migliore (Migliore+Servetto Architects Milano), introdotta da Silvia Chiara Lucchesini (Associazione Culturale LP) e moderata da Patrizia Catalano (giornalista di Interni). Il concetto di metamorfosi è il motore alla base dei comportamenti che tutti siamo chiamati ad attuare, nell'ottica di una ricerca della sostenibilità. Tema, legato al tempo e al modo di utilizzarlo, che ispira i progetti dello studio milanese. Il compito del design ambientale è di guidare verso una presa di consapevolezza delle nostre azioni, che deriva dall’esperienza di abitare un luogo. Questo, attraverso progetti che permettano all’uomo di recuperare il rapporto con il proprio tempo e di accrescere il senso di rispetto per il valore delle risorse naturali, e di quelle idriche in particolare.

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