Giovani e intraprendenti, hanno avviato un piccolo laboratorio artigianale al nord, permeato da ispirazioni mediterranee che guardano (anche) a sud. La nuova realtà d’arte sperimentale Studio Terre crea pezzi unici – ancestrali, quotidiani, imperfetti – plasmando l'argilla con le mani

Vero, autentico e (quindi) imperfetto.

Nasce da questa consapevolezza, legata alle radici, alla terra e alla materia, la nuova realtà di arte sperimentale Studio Terre, fondata dalle artiste Eva Noemi Marchetti in arte Nino, Francesca Guarnone, alias Jufà, insieme a Riccardo Brunetti per creare pezzi che smarginano le definizioni. Tra artigianato, design e arte.

Dovremmo tornare alla consapevolezza che avevano i nostri nonni, secondo cui se un oggetto si è scalfito, o non è perfetto, non diventa automaticamente meno importate o pregiato: è il ricordo intrinseco ad esso che lo fa vivere” spiegano le giovani artiste. Siamo stati talmente bombardati dal perfetto e dal bello assoluto che ora cerchiamo il contrario. È sempre il vero che si ripropone a noi, l'autentico. Non si tratta di un’ode alla crepa, ma dell’accettazione cosciente e positiva dell’inesistenza della perfezione.

Attingono dalle tradizioni artigiane dell'Oltrepò Pavese, dove si trova il loro piccolo laboratorio – un home/studio aperto nel 2020 in tempi pandemici – ma le loro creazioni artistiche sono fortemente permeate da visioni, colori, sapori e odori mediterranei. C'è la Puglia, la Lucania e anche la Sardegna, le terre delle loro origini, nelle suggestioni da cui attingono. Suggestioni ancestrali e quotidiane, pregne di memoria e natura, gesti semplici e luoghi fuori dal tempo.
Plasmati a mano, nati da ispirazioni e gesti più che da progetti definiti in ogni dettaglio, vengono modellati complementi e arredi in argilla, lombarda o salentina. Materici, grezzi, imperfetti, sono oggetti senza tempo per la tavola e la casa: contenitori per le conserve, piccoli ed extra large, lumi e bugie, ma anche tavolini.

Conserva Madre, Lume, Convivio, Nucleo... esiste un rapporto di parentela e affinità tra gli elementi delle collezioni Conserve, Maxi e Ritorni, come in una famiglia.

Quello di Studio Terre, che realizza anche opere su commissione per poter offrire oggetti esclusivi creati ad hoc, è un progetto collettivo. Un progetto che vuole comunicare una visione  primordiale  fatta di gesti accurati e tempo prezioso. Un progetto che, nato durante la pandemia, non può che essere contemporaneo anche nella distribuzione: i pezzi sono in vendita sul sito.

Oggetti della memoria ma dal design contemporaneo. Pezzi scultorei autentici che con le loro imperfezioni comunicano una concezione insolita dell'arte ma anche un modo di vivere – il loro modo di vivere.

“Abbracciamo la filosofia dello slow design per allontanarci sempre di più dalla frenesia e dall'alienazione che la società di oggi ci impone velatamente. Cerchiamo di ritornare a ritmi più naturali” spiegano le artiste.

Studio Terre nasce da una visione manuale e ispirata, in corso d’opera.

“Facciamo arte istintiva: non progettiamo esattamente l’oggetto che realizzeremo” spiegano Nino, Jufà e Riccardo. “Pensiamo solamente al concetto che vogliamo esprimere e comunicare, non al prodotto finale”.

 

In apertura: l'artista Nino, co-founder di Studio Terre.