Una villa a Calco, in provincia di Lecco, recuperata dallo stato di rustico

Il nuovo edificio è stato modificato all’interno su richiesta dei proprietari, che volevano la possibilità di avere stanze separate per gli ospiti e una ampia zona living. La zona giorno è composta da un unico ambiente che raccoglie ingresso, soggiorno, zona pranzo e cucina. Punti focali di questo open space sono la grande controparete grigio scuro, effetto pietra, che contiene la Tv e un tavolo il cui piano è costituito da un unico pezzo ottenuto da un tronco d’albero.

Eliminando il tavolato che la divideva dal soggiorno, la scala è passata dall’essere una semplice elemento di servizio a punto focale della zona living. Ogni intervento è stato pensato per metterla in evidenza e integrarla all’ambiente: è stata appoggiata su una pedana illuminata da piccoli faretti, è stata dipinta con un effetto materico, i gradini sono monoliti in gres porcellanato effetto cemento e il corrimano, invisibile di giorno, diventa un fascio di luce continuo con il buio. I parapetti sono stati sostituiti da pannelli di vetro che vanno dal piano interrato fino al primo piano.

Colore dominante degli interni è il grigio, nelle sue varie tonalità, con qualche piccolo punto di colore per esaltare ulteriormente l'omogeneità. Tinte fredde con elementi di colore presenti in tutti gli ambienti che creano un senso di accoglienza.

L’illuminazione ha giocato un ruolo fondamentale per creare diversi mood nei vari ambienti. Il grande spazio living è stato dotato di proiettori puntuali in prossimità delle finestre, di luci indirette e soffuse nella zona Tv e di un elemento illuminante geometrico sulla grande parete di fronte alle vetrate. Per la cucina si è optato per una illuminazione più tecnica, con profili a soffitto che si nascondono quasi alla vista e piccoli faretti sul piano di lavoro.

Al piano primo si trovano le Luà di Icone. Serviva una luce indiretta che permettesse, con il fascio intenso ma allo stesso tempo morbido, di illuminare il tetto in legno sbiancato. La scelta è caduta su Luà in quanto caratterizzata da un disco piatto orientabile che ha permesso di indirizzare il fascio di luce nel modo più scenografico possibile. L’architetto ha riproposto Luà anche nel bagno padronale in quanto il punto luce era molto disallineato dal centro del locale, pertanto l’orientabilità di questo apparecchio è venuta ancora una volta in aiuto.

Queste lampade da parete sono pensate in diversi colori, ma in questo caso è stato scelto il total white. L’architetto voleva che la forma di questa lampada apparisse per differenza di luce, più che nel colore, e il total white dell’apparecchio, abbinato a quello delle pareti e del tetto, hanno permesso questo effetto.