Quanto tempo è per sempre? Mostra personale di Paolo Scirpa - A cura di Sabino Maria Frassà - Spazio Gaggenau DesignElementi Hub di corso Magenta 2- Milano - Fino al 31 gennaio 2020

Attraverso le sue opere, Paolo Scirpa indaga l'infinito quale dimensione a cui l'uomo tende, sempre scevro dalla piena comprensione e dalla possibilità di possesso, senza però la pretesa o la presunzione di rappresentarlo.

“Quanto tempo è per sempre?” chiedeva Alice al Bianconiglio.

Guidandoci nel suo mondo anche Paolo Scirpa, come il Bianconiglio, sembra risponderci: “A volte, solo un secondo”.

La parola “sconfinare” sembra essere la chiave di comprensione e di accesso al Paese delle Meraviglie di Paolo Scirpa.

Solitamente sconfinare è usato in contesti geopolitici e ha un'accezione per lo più aggressiva, se non anche negativa. Per l'artista sconfinare, come per Luiss Carroll, è un percorso di libertà sia mentale sia fisica: senza lo sconfinamento non c'è progresso, non c'è evoluzione, ma autoreferenzialità e manierismo.

Bruno Munari coglieva nelle opere di Scirpa un aspetto ludico nell'accezione etimologica di esultanza, ovvero manifestazione libera e piena dell'immaginazione e della fantasia.

Questa dimensione è alla base di Sconfinamento che non nasce per essere una mostra, quanto un'esperienza emotiva, un viaggio nel Paese delle Meraviglie di Paolo Scirpa, in cui lo spettatore continua a perdersi ovunque posi gli occhi.

Complice la struttura stessa dello spazio di Gaggenau DesignElementi Hub, pensato per ricreare un'atmosfera di "lusso domestico", elegante, ma accogliente e inclusiva, l'artista riesce a donare un forte senso di sconfinamento ed estraniamento – positivo – allo spettatore.

A ogni angolo i ludoscopi – anche mobili – incantano e ipnotizzano lo spettatore che, giunto al centro della sala centrale, alzando gli occhi, è come inghiottito da uno stargate di luce: un ludoscopio bifacciale a soffitto realizzato appositamente per lo spazio.

Terminato il percorso immersivo tra le 15 opere – sculture, dipinti e fotografie , ideato dall'artista e dal curatore Sabino Maria Frassà, ogni spettatore penserà che nulla è impossibile e che basta un secondo per capire che l'infinito è solo l'inizio: “Perchè, sapete, in quegli ultimi tempi, le erano accadute tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che in realtà ben poche erano le cose impossibili”.

La mostra fa parte del ciclo In-Material, quando la materia si fa pensiero, progetto artistico e culturale ideato da Sabino Maria Frassà, direttore artistico di Cramum, e promosso da Gaggenau.

Le precedenti esposizioni sono state Trascendenza , Vitreus e ab – l'Essenza dell'Assenza.