60 fotografie di Francesco Jodice disegnano un’installazione a cielo aperto a Rogoredo Santa Giulia: una narrazione visiva del paesaggio fisico e sociale

Qui è un progetto urbano, culturale e sociale a Rogoredo Santa Giulia.

60 fotografie d'autore realizzate da Francesco Jodice fanno parte di un’installazione a cielo aperto lunga oltre 300 metri che disegna un itinerario pubblico che si snoda intorno al cantiere di Spark One, il primo dei due building in costruzione nel nuovo business district che sta prendendo forma nella zona sud di Milano e che diventerà una delle aree terziarie più grandi della città.

Qui è una narrazione visiva del paesaggio fisico e sociale del territorio di Milano Santa Giulia-Rogoredo, ricostruita e interpretata dal fotografo Francesco Jodice con il coinvolgimento diretto dei cittadini che negli scorsi mesi hanno incontrato l’artista e messo a disposizione le proprie abitazioni, i propri racconti, le proprie testimonianze.

Circa 60 fotografie di grande formato compongono il grande allestimento urbano che personalizza le cesate del cantiere di Spark One che nei prossimi anni coinvolgerà il quartiere, restituendo le storie dei suoi cittadini agli abitanti e ai visitatori.

Le immagini si dividono in  sei sequenze che alternano esterni (architetture) agli interni (salotti e sale da pranzo), ritratti di gruppo (classi e squadre) a quelli individuali (ambientati), i dettagli (i citofoni come rappresentazione della diversità presente nel quartiere) alle visioni d’insieme (ampie panoramiche del quartiere), enfatizzando così il romanzo, ossia la lettura del progetto fotografico come un tutt’uno.

L’iniziativa culturale, promossa da Lendlease, gruppo internazionale di urban regeneration e da Risanamento, società italiana di riqualificazione e di sviluppo immobiliare, partner nello sviluppo di Milano Santa Giulia intende riscoprire la storia e valorizzare l’identità dei quartieri di Rogoredo e Milano Santa Giulia e delle sue persone, coinvolte nel progetto. La direzione artistica del progetto è stata co-curata da Sky Arte e ArtsFor.