A Padova, in un albergo fatiscente e inaccessibile, trenta artisti ‘ospiti’ creano installazioni che poi abbandonano per sempre. Solo quando l'edificio decadente sarà demolito, il progetto artistico vedrà il suo compimento

Precursore del tempo complicato che stiamo vivendo, Poetic Hotel è luogo ipnotico e disorientate visitabile soltanto on line fin dalla sua ideazione, prima del lockdown dovuto alla pandemia.

A Padova, un albergo abbandonato dal 1997 e riaperto per la prima volta nel 2019 è stato trasformato in uno spazio totale d'arte contemporanea.

I diversi ambienti, le stanze e i bagni dell'hotel sono stati lasciati come sono stati trovati, in uno stato di decadenza intessuto delle storie di chi quegli spazi li ha vissuti. Sono quindi diventati i luoghi che hanno ispirato, ‘contaminato’ e innescato la spontanea e intensa attività di trenta artisti che, in sinergia, hanno creato, e creeranno ancora, installazioni, pitture, sculture, fotografie, poesie e performance.

Nato da un’idea dell'artista Simone Berno, Poetic Hotel è un luogo speciale, custode di passioni dirompenti, chiuso al pubblico a tutela – e nel rispetto – degli spazi fatiscenti e pregni delle vite che li hanno abitati, così da preservarne il microclima che si è creato in 23 anni di abbandono.

Gli artisti – ‘ospiti’ dell’hotel – sono invitati ad accostarsi, con discrezione, al margine, di stanze, camere e ambienti un tempo pulsanti di vita, per lasciarsi ‘contaminare’ dalle storie di vita vissuta che hanno ospitato e reinterpretarlirianimandone senso e sostanza.

Unico vincolo, imprescindibile, alla libertà creativa è la contestualizzazione dell'opera con il luogo, impregnato dal passaggio delle centinaia di persone che nel tempo vi hanno alloggiato, come riportano gli archivi storici dell'albergo. Ogni persona ha lasciato una traccia del suo soggiorno. Gli amori e le angosce, le attese e le preoccupazioni, le suggestioni e le paure che li hanno animati sono stati captati dagli artisti, stanza per stanza, per essere resi espliciti attraverso le loro opere.

Le rielaborazioni, sotto forma di svariate espressioni artistiche e poetiche, si intrecciano tra loro, in un interscambio continuo che converge alla realizzazione in itinere del Poetic Hotel.

Ogni artista ha accesso al Poetic Hotel per un periodo limitato, il tempo sufficiente a permettere la creazione dell'installazione. Completata la performanca l’artista torna ad essere semplice spettatore.

Una volta interpretati e rielaborati gli spazi, ultimate le installazioni e le performance, avviene il Check-Out ovvero il distacco definitivo dalle opere da parte degli artisti, che le abbandonano intenzionalmente per conferirle al Poetic Hotel che diviene così una vera e propria entità artistica.

Le stanze dell’hotel diventano inaccessibili, al pubblico ma anche agli stessi artisti.

Le installazioni allestite nei diversi ambienti, destinate all’inesorabile usura del tempo, non potranno più essere ammirate dal vivo, da nessuno, fin quando lo stabile, non restaurabile, verrà abbattuto e insieme ad esso sarà distrutta l’intera collezione di opere. Solo allora sarà possibile recuperarle, tra le macerie.

Pazientemente si attende che il tempo faccia il suo corso affinchè l'opera totale veda il suo compimento.

L’opera performativa che si sviluppa all’interno dei locali diviene così accessibile soltanto sotto forma di video e foto, fruibili on line sul sito e sui social di Poetic Hotel. Dalla vetrina (fisica) dell'albergo si possono scorgere soltanto le proiezioni.

Nell'affascinante e fatiscente, progetto di Poetic Hotel l’espressione artistica si configura, prima ancora che come opera singola, come esperienza totale, immersiva – pur senza alcun contatto fisico  e disorientante.

Un'installazione a tutto tondo, senza alcun coinvolgimento diretto dello spettatore, dell'ospite e dell'osservatore.

Per permettere che il contaminazione artistica si realizzi, solo una parte dell'albergo continua ad essere accessibile: la Reception, visibile dalla vetrina su strada, il Pensatoio e lo Studio, aperti agli artisti e, in casi eccezionali, anche ad ospiti invitati a partecipare alle performance.

Lo spazio diventa così una officina creativa. Un laboratorio sperimentale artistico e culturale ma anche uno spazio di incontro, condivisione e comunicazione tra artisti, performer, scrittori, critici, curatori, musicisti e tutti coloro che sono sensibili alle molteplici espressioni poetiche dell’arte.

Poetic Hotel è una fucina di idee che instaura un costante dialogo mutante con l’ambiente esterno: si presenta come un interlocutore che continua a rinnovarsi integrato al tessuto urbano della città.

Il Poetic Hotel, grazie all’apporto di tutti gli artisti coinvolti, si presenta come un’entità unica e integrata, una persona artistica.

In quanto tale, è ciascuna e tutte le opere che lo compongono. Nessuna opera può essere eliminata o oggetto di compravendita essendo parte di un luogo pubblicamente inaccessibile, e dunque formalmente inesistente, se non nelle diverse forme della riproduzione digitale.

I giovani vivono il Poetic Hotel come un'installazione d'arte contemporanea, mentre gli anziani come un loro ricordo di gioventù: la festa, le bocce, gli amici, il vino...” ci racconta Simone Berno, l'ideatore del progetto “io lo vedo come tutto questo: una macchina del tempo, una poesia e il mio laboratorio, quindi una poesia molto funzionale, una poesia con il compressore”.

Tra le tante installazioni e performance ospitate, Simone ne ricorda in particolare due “I ragazzi del MeP - Movimento per l'emancipazione della Poesia, meravigliosi ventenni che sembrano arrivati da un altro Pianeta! Loro hanno ricoperto, letteralmente, una stanza dell'albergo con le loro poesie. E il lavoro di Massimiliano UsaiL’albergo a ore - Les amant d’un jour, al quale tengo particolarmente. Si tratta di un'installazione cianotipica su tessuto che racconta la storia di due giovani uomini trovati senza vita in un hotel, probabilmente una giovane coppia, un amore non accettato delle rispettive famiglie e da una società che si è autodeterminata ‘normale’. Durante il Check-Out, Roberto ha tenuto un micro concerto: la canzone raccontava la stessa storia custodita nella soffitta del Poetic Hotel e il lieto fine possibile se ci fossero stati amore e comprensione da parte dei loro congiunti”.

L’arte del Poetic Hotel è un invito a cambiare lo sguardo sul mondo dell’arte entrando a farne parte, in un affondo creativo ispirato più dall’immaginazione che dalla vista.

È il tempo che passa e che lascia i segni il vero protagonista del progetto.

Il tempo e la memoria dei luoghi, che vengono rispettati per essere reinterpretati a formare una sorta di stratificazione collettiva che, intrecciando passato e presente, genera scenari mutevoli, fruibili soltanto tramite interfacce di condivisione contemporanee, di cui gli stessi artisti divengono spettatori. Fino a quando l'albergo crollerà.