Lavazza ridefinisce l’immagine dello storico Caffè Paradiso nei Giardini della Biennale di Venezia

Sbarcando dal vaporetto alla fermata dei Giardini della Biennale, la prima vista che si presenta è quella della palazzina che ospita la caffetteria e il ristorante Paradiso. Intorno ai suoi tavolini ogni anno si raduna una folla internazionale accomunata dalla passione per l’architettura, l’arte e per un luogo unico al mondo: Venezia.

Lavazza ha ridefinito l’immagine dello storico Caffè Paradiso attraverso un progetto di restauro affidato all’architetto Cino Zucchi e alla designer Elena Salmistraro.

Il nuovo bancone concepito come un piccolo caleidoscopio dove vengono riflesse le vicende quotidiane e la palette dei materiali utilizzati coniugano forme contemporanee a un riferimento profondo alle tecniche tradizionali dell’artigianato veneziano che generano risonanze inaspettate, dalle specchiere molate al costume di Arlecchino.

La storia del caffè Lavazza è ripresa dall’intervento grafico di Elena Salmistraro che, sintonia con l’opera di Cino Zucchi, evoca l’estetica veneziana. Le losanghe di Arlecchino creano delle orditure di sottofondo che fungano da accompagnamento alle grafiche, ottenute tramite scomposizione della pianta del caffè in tutte le sue forme e porzioni.

I nuovi soggetti diventano protagonisti e, come a teatro, danno vita allo spettacolo immaginario del paradiso del caffè, una sorta di nuovo eden.

 

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Francesca Lavazza, Elena Salmistra e Cino Zucchi