Il progetto M9 nasce da un’idea e grazie alla volontà della Fondazione di Venezia, ente privato, senza finalità di lucro, che lavora per il miglioramento della qualità di vita e alla promozione sociale e culturale della collettività veneziana.

M9 è un coraggioso progetto di rigenerazione urbana ispirato alle più recenti esperienze internazionali, all’interno delle quali le istituzioni culturali operano come fattori d’identificazione comunitaria e strumenti di integrazione intergenerazionale ed etnica in contesti urbani di medie dimensioni colpiti da processi di deindustrializzazione, transizioni socio-demografiche e fenomeni migratori.

Sarà un centro in cui qualità architettonica, servizi innovativi e nuovi spazi collettivi coroneranno un’istituzione culturale di nuova concezione, capace di offrire un palinsesto culturale ricco, vario e attento alle istanze di pubblici differenti.

“Il progetto M9 è concepito per diventare parte integrante di Mestre. Quasi un organo vitale, che vive in rapporto simbiotico con la città e per la città. O meglio ancora per la collettività”, ha subito chiarito l’architetto tedesco Matthias Sauerbruch che condivide con Louisa Hutton, inglese, lo studio di progettazione internazionale Sauerbruch Hutton con sede a Berlino.

“La sua identità deriva proprio da uno stretto rapporto con il contesto urbano, con il quale si integra non solo da un punto di vista architettonico ma soprattutto da un punto di vista di pianificazione urbanistica, disegnando una nuova viabilità che attraversa il cuore del centro storico di Mestre. L’obiettivo è congiungere in modo nuovo parti di città che prima non dialogavano o che erano addirittura negate alla fruizione dei cittadini”, ha proseguito.

Fortemente voluto da Fondazione di Venezia, M9 occuperà un’area di 9 mila metri quadrati, che comprende anche un ex convento benedettino del XVI secolo – convertito in caserma e poi in distretto militare; la vecchia sede del locale Comando dei Carabinieri e un immobile sede di uffici e attività commerciali.

Al riguardo Fabio Achilli, direttore della Fondazione, ha detto: “M9 diventerà uno dei simboli della Mestre futura, una nuova fabbrica del sapere per contribuire alla costruzione di una vera e propria cittadella della cultura nel cuore di Mestre, all’affermazione dell’identità culturale della terraferma veneziana”.

Non solo. “M9 porterà una ventata di internazionalità”, ha precisato Guido Guerzoni, project manager di M9, “proponendosi come esperimento ambizioso di elaborazione di un nuovo standard museale, applicato ad un tema difficile e importante qual è quello del raccontare la storia del ‘900 del nostro Paese. Mi preme precisare però che la missione di M9 parte dalla conoscenza del passato (prossimo, ma non per questo meno negletto) per incoraggiare una più consapevole comprensione del presente e consolidare la fiducia nel futuro. Raccontare e ripercorrere la nostra storia recente è propedeutica a una lettura più lucida del tempo presente e allo sforzo di coraggio e immaginazione necessario per misurarsi col domani.”

“Questi tre obiettivi, che assieme contribuiscono a definire l’identità di M9 come luogo in cui sperimentare e riflettere sul concetto di tempo”, ha continuato Guerzoni,“trovano rispondenza nei tre principali spazi dell’edificio dedicato a ospitare il progetto culturale di M9: l’esposizione permanente dedicata alle grandi trasformazioni occorse in Italia nel XX secolo (conoscenza del passato); la mediateca, l’auditorium e le aule didattiche (indagine sul presente); lo spazio espositivo che ospiterà a rotazione mostre temporanee dedicate al futuro e alle frontiere dell’innovazione (che si apriranno come “finestre” su un futuro comprensibile e non distopico).”

“L’esposizione permanente” ha precisato infine Guerzoni ”sarà organizzata secondo otto sezioni tematiche che raccontano il ‘900. Ogni tema sarà poi sviluppato attraverso tre diversi livelli di lettura: informativo, narrativo ed emozionale. La sfida è offrire al visitatore non solo differenti percorsi di visita ma anche differenti, nonché trasversali, chiavi di interpretazione”.

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Il cantiere del progetto M9 a Mestre. Alessandra Chemollo© Fondazione di Venezia.
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Il cantiere del progetto M9 a Mestre. Alessandra Chemollo© Fondazione di Venezia.
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L'allestimento in facciata del cantiere.
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Il cantiere del progetto M9 a Mestre. Alessandra Chemollo© Fondazione di Venezia.
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Il cantiere del progetto M9 a Mestre. Alessandra Chemollo© Fondazione di Venezia.
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Il cantiere del progetto M9 a Mestre. Alessandra Chemollo© Fondazione di Venezia.
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L'architetto Matthias Sauerbruch in cantiere.
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L'architetto Matthias Sauerbruch con i suoi collaboratori in cantiere.
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Render del progetto.
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Plastico del progetto. Sauerbruch Hutton© Fondazione di Venezia.
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Render del progetto. Jan Bitter© Fondazione di Venezia.
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Render del progetto. Sauerbruch Hutton© Fondazione di Venezia. - ProEXR File Description =Attributes= cameraAperture (float): 36.000000 cameraFarClip (float): 1000.000000 cameraFarRange (float): 1000.000000 cameraFov (float): 94.910110 cameraNearClip (float): 0.000000 cameraNearRange (float): 0.000000 cameraProjection (int): 0 cameraTargetDistance (float): 200.000000 cameraTransform (m44f) channels (chlist) compression (compression): Zip16 dataWindow (box2i): [0, 0, 3999, 2999] displayWindow (box2i): [0, 0, 3999, 2999] gamma (float): 1.000000 lineOrder (lineOrder): Increasing Y pixelAspectRatio (float): 1.000000 screenWindowCenter (v2f): [0.000000, 0.000000] screenWindowWidth (float): 1.000000 =Channels= A (float) B (float) G (float) R (float)