La piattaforma Open Edition Gallery permette di acquistare stampe fotografiche di svariati autori, dai più noti a giovani talenti emergenti. Visibilità e promozione ma anche sostegno, culturale e sociale, nella nuova iniziativa di Perimetro che propone un format inedito – accessibile e virtuoso. Per una fotografia sempre più fluida

Come una biblioteca, traboccante di volumi e narrazioni italiane, Open Edition Gallery cambia la prospettiva (ristretta) della fotografia, dona l'intramontabile fascino di possedere oggetti fotografici, sulla base della democratizzazione e, quindi, della divulgazione dell’arte. E della solidarietà.

La piattaforma www.openeditiongallery.com permette infatti di acquistare stampe fotografiche d'autore a prezzi contenuti e al contempo sostenere progetti benefici. Oltre a riscoprire il pregio e l'esclusività (inclusiva) della carta stampata – non solo in edizione limitata. Un valore innanzitutto emozionale che si instaura tra l'opera e chi la guarda. E chi, in quello scatto, ci legge una storia: un libro, appunto.

Open Edition Gallery nasce come evoluzione di un percorso iniziato nel 2018 con la prima edizione di Perimetro, un progetto pensato come editoriale ma in costante trasformazione che propone una narrazione fotografica corale, composta da sguardi diversi, per stile, formazione e focus, tutti dal forte impatto – visivo, concettuale, emozionale. Nato come racconto di Milano attraverso scatti d'autore, si sta espandendo’ per proporre, nella sua terza uscita come community magazine, progetti speciali, come quelli dedicati a Roma e Tokyo.

“Ci siamo resi conto che la fotografia stava attraversando un momento di trasformazione dei linguaggi e crossing professionali”, racconta Sebastiano Leddi, founder di Perimetro e di OEG.

La conferma, fortissima, è arrivata durante il lockdown, con l'iniziativa 100 Fotografi per Bergamo (leggi qui): la vendita di immagini, donate dagli autori, in edizione aperta a sostegno dell’Ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, in prima linea durante l’emergenza Covid. Alla rete di fotografi che già lavorano con Perimetro si sono aggiunti altri nomi grazie a una call internazionale, giovani emergenti ma anche nomi altisonanti, tra tutti Steve McCurry. La stessa modalità è stata ripetuta in Spagna e Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in India.

Il successo dell'esperienza – 727.600 euro raccolti in soli 10 giorni, 7.000 le stampe vendute  ha permesso di constatare che esiste un pubblico ampio, fluido e trasversale interessato all’acquisto della fotografia, spingendo a strutturare l’operazione da emergenziale’ e quindi episodica a stabile.

La raccolta di Open Edition Gallery ha una connotazione prettamente italiana, per non disperdere il contatto con il territorio, bensì valorizzandolo, principio fondamentale della base dei progetti di Perimetro. Al fine culturale, la promozione e il sostegno ai fotografi, affianca quello sociale: una parte dei ricavati di quest’anno, infatti, sarà destinato a progetti benefici a sostengo della lotta contro il razzismo in Italia.

“La fotografia è tradizionalmente un’opera riproducibile” ricorda Davide Monteleone, editor at large di OEG. “Sono state poi le gallerie ad adottare le edizioni limitate per farla accedere al mercato dell’arte: un salto di qualità di certo, ma la fotografia non è fatta solo di edizioni limitate. L’arte infatti non assume solo una valenza per il suo valore economico ma è un oggetto che trova un’affinità elettiva ed emozionale in chi lo compra”.

Per questa ragione, in Open Edition Gallery sono presenti autori, ad ora ben 181, che provengono da svariati ambiti, dall’arte alla cronaca, dalla moda al design e dall’architettura. Inoltre ogni mese un curatore diverso, proveniente da diversi ambiti della creatività, sarà invitato a selezionare, senza criteri predefiniti ma secondo il proprio gusto e sensibilità, trenta fotografie tra le immagini presenti sulla piattaforma. Uno sguardo dal taglio inedito, una lettura personale, un modo per coinvolgere un sempre più ampio e variegato pubblico, non solo di addetti ai lavori ma anche chi si scopre appassionato di fotografia in un momento storico così complicato. Anche per il settore della fotografia che in questo modo viene supportato.

“È come se fosse una biblioteca della fotografia”, prosegue Monteleone, “non è detto che tutti i libri vi piacciano ma potreste trovare un capolavoro per voi. Questo è lo spirito con cui vogliamo costruire OEG, non vogliamo imporre limitazioni. Se cominciate a raccogliere delle piccole stampe, ad un prezzo abbordabile, la vostra collezione potrebbe avere non solo un valore personale ma anche commerciale”.

Open Edition Gallery offre un servizio: una piattaforma capace di aprire a una comunità più ampia la possibilità e il piacere (fisico) di possedere progetti (oggetti) fotografici, sostenendo lo sforzo dei fotografi e inseguendo un principio di democratizzazione e divulgazione dell’arte. Non a caso i formati sono stati standardizzati, confermando lo stesso costo sia per autori emergenti che per quelli consolidati, ribadendo così la libertà di riproduzione della fotografia.

E come tutte le iniziative di Perimetro, anche OEG è un progetto in divenire: un percorso appena iniziato che si arricchirà nel tempo di nuove attività e inediti format, supportati dalla partecipazione (entusiastica) dei fotografi ma anche delle persone che, in un mondo dove a imporsi sembra essere l'istantaneità e l'immediatezza (instafriendly), stanno riscoprendo la forza tanto impattante quanto discreta e concettuale degli scatti (d'autore) e il valore della carta stampata. Che non gridano’ e non scaricano l’intero loro potenziale comunicativo in un unico colpo.