L'evento di Olivari che si svolto lo scorso 5 febbraio al Teatro Arsenale di Milano è stato l'occasione per una riflessione sulle virtuose peculiarità del modello produttivo italiano

In Olivari il lavoro è un patrimonio aziendale che richiede il rispetto di standard elevati e che garantisce il riconoscimento dei meriti e delle capacità di ciascuno.

Da questo punto di partenza della conversazione che si è svolta il 5 febbraio al Teatro Arsenale di Milano.

Coordinati da Anna Marino, giornalista, conduttrice e autrice di Radio24 ne hanno parlato: Maarten Lulof van Aalderen di The Telegraaf (Paesi Bassi), Ivan Carvalho, corrispondente di Monocle (UK), Colleen Barry  di Associated Press (USA).

Il bello e ben fatto’, come espresso nel rapporto elaborato dal Centro Studi di Confindustria Esportare la dolce vita, rappresenta una quota importante dell’export e quindi del PIL italiano, in particolare nei settori delle 3 F: Fashion, Furniture, FoodIn un clima di incertezza economica, le aziende italiane hanno continuato a rafforzarsi e a crescere anno dopo anno. 

La qualità dei materiali, l’accuratezza delle lavorazioni e il design ricercato sono gli aspetti che distinguono la manifattura italiana: peculiarità virtuose e su cui si è riflettuto in occasione dell’evento Fare bene. Fare insieme.  Un’opportunità importante per raccontare le caratteristiche delle PMI italiane, che sviluppano una produzione al 100% italiana e continuano a investire sul proprio territorio e sulle risorse umane.

Tra le eccellenze italiane che rappresentano il made in Italy  – simbolo di stile, bellezza e qualità in tutto il mondo – un posto particolare è riservato a Olivari, l’azienda fondata da Battista Olivari nel 1911 a Borgomanero, in provincia di Novara, dove ancora oggi si trovano gli stabilimenti e avviene l’intera produzione: partendo da barre in ottone, le maniglie vengono stampate, lavorate, smerigliate, lucidate, cromate e marchiate al laser.

Nei suoi cento anni di storia, la famiglia Olivari ha tramandato di generazione in generazione la passione per il lavoro, l’attenzione ai dettagli e la ricerca volta all'innovazione, affidandosi alla creatività dei migliori designer e architetti.

L’identità Olivari si è formata nel corso del tempo a partire dalla stretta collaborazione tra architetti e industria che ha fatto la storia del made in Italy: tra i tanti, Gio Ponti e Franco Albini, Ignazio Gardella e i BBPR; successivamente Enzo Mari, Rodolfo Dordoni, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Marcel Wanders sono alcuni dei designer che hanno collaborato con Olivari, insieme a grandi protagonisti dell’architettura contemporanea come Shigeru Ban, Steven Holl, Toyo Ito, Daniel Libeskind, Dominique Perrault, Jean Nouvel e Ben Van Berkel.

Ognuno di loro ha espresso un proprio linguaggio formale, creando maniglie minimali, scultoree, ergonomiche, ma anche ironiche.