Un Gesamtkunstwerk, un'opera d'arte totale – pittorica e tridimensionale, geometrica e giocosa. Coloratissima. Così si presenta la personale di Nathalie Du Pasquier al MACRO di Roma. Una “sinfonia silenziosa”, dalle pareti dipinte come fossero immense tele, che comprende oltre cento opere realizzate dall'artista e designer francese dagli anni Ottanta fino a oggi

 MACRO - Museo d'Arte Contemporanea di Roma, fino al 20 giugno 2021

All'interno della rubrica Solo/Multi, sezione di Museo per l’Immaginazione Preventiva dedicata a testare nuovi approcci alla mostra come medium, il MACRO ospita la prima grande personale di Nathalie Du Pasquier in un’istituzione museale italiana.

L’artista e designer francese, tra i fondatori del gruppo Memphis, ha concepito la mostra Campi di Marte come un Gesamtkunstwerk – “sinfonia silenziosa” nelle parole dell'artista e designer francese – che comprende un corpus di oltre cento opere realizzate dagli anni Ottanta fino a oggi.

Nathalie Du Pasquier guarda alla realtà come a un catalogo dal quale possiamo prendere tutto e ritrasformarlo in un mondo altro. È sempre stata incuriosita dal rapporto tra gli oggetti e lo spazio in cui si trovano. Un processo di indagine che ha preso corpo negli anni in dipinti, sculture, disegni, modelli, costruzioni, tappeti, libri e ceramiche – sempre in bilico tra rappresentazione e astrazione, bidimensionalità e volume.

La sua è una pittura espansa, che gioca poeticamente con complessi accordi di forme dando vita a oggetti inanimati senza imporre alcuna narrazione, lasciando l’interpretazione agli occhi dello spettatore. Una pittura che esiste rispettivamente come oggetto, spazio o ambiente, in cui ogni distinzione tra l’opera d’arte e la sua struttura espositiva viene annullata.

Per Nathalie Du Pasquier il dispositivo della mostra è infatti uno strumento dinamico che le permette di utilizzare i propri lavori come materia prima’ per costruire altre, nuove creazioni. La presentazione di opere dei decenni passati accostate ad elementi di periodi diversi consente così di evitare una mostra antologica convenzionale: quella che va in scena un’unica, grande installazione: un Gesamtkunstwerk, un'opera d'arte totale.

In contrasto con la vastità dello spazio espositivo, la mostra si svolge ad altezza d’uomo. Nathalie Du Pasquier ha infatti lavorato sulle pareti come fossero immense tele, dipingendole di colori diversi e plasmando la sala fino a trasformarla in uno scenario unico, dove il visitatore/esploratore può incontrare dipinti, disegni, stampe e costruzioni tridimensionali. Tutti gli elementi, accostati secondo logiche diverse, si ritrovano a suonare’ insieme come un ensemble in una colorata battaglia musicale che modifica la percezione dello spazio.

Campo di Marte è una delle otto mostre che avviano contemporaneamente tutte le sezioni di Museo per l’Immaginazione Preventiva, il programma ideato dal direttore artistico Luca Lo Pinto seguendo lo sviluppo di un palinsesto editoriale: progetti espositivi autonomi che, nel loro insieme, disvelano le rubriche di una rivista vivente, i cui contenuti si modificheranno nel tempo.