Un giardino pubblico di oltre 10.000 mq e una collezione d'arte permanente, tra cui tre opere di Mario Airò, Stefano Arienti e Loris Cecchini: così si rinnova la proposta di Monte Rosa 91, in un connubio di arte, natura e architettura

In occasione della giornata internazionale della luce, AXA IM Alts ha inaugurato presso Monte Rosa 91 Il Parco della Luce, un esteso giardino di oltre 10.000 mq sito all’interno del campus e accessibile a tutti i cittadini.

Con l'occasione, è stata presentata anche Prima Luce, un percorso permanente di opere d’arte site-specific, fruibili gratuitamente dai visitatori: il progetto, ideato e curato da Helga Marsala per Artribune Produzioni, si è sviluppato intorno al campus e in particolare all’area della collina artificiale, tra il Parco della Luce e l’attiguo edificio destinato ad attività professionali e servizi.

Monte Rosa 91 è un immobile gestito da AXA IM Alts per conto dei propri clienti e recentemente riqualificato da Renzo Piano Building Workshop: la sua vocazione sociale si rinnova, anche in questo caso, con l’impegno a diventare un punto di riferimento della comunità urbana implementando l’offerta del campus con due nuovi progetti.

“È un modello molto interessante - commenta l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi - di come uno spazio per uffici si apra alla città e arricchisca l'esperienza del lavoro, in un ambiente di qualità e accogliente, progettato dalla nostra più grande firma dell'architettura contemporanea.”

Il concept del progetto di riqualificazione dell’area verde, prima non accessibile e ora nominata “Parco della Luce”, è stato curato da AG&P greenscape ed è incentrato sulla riconnessione dei corridoi ecologici cittadini tramite la valorizzazione del patrimonio verde esistente e l’introduzione di nuovi elementi naturali per aumentarne la biodiversità e creare un ambiente naturale fruibile per chi lavora nell’edificio.

La grande corte e il bosco, che ora si fonde con il nuovo corpo uffici, sono diventati il trait d’union fra il complesso e la città e allo stesso tempo un’operazione di welfare aziendale di grande impatto.

In numeri, il progetto di riqualificazione del giardino ha visto il recupero di oltre 93 alberi già esistenti, 42 nuove alberature, 60 grandi arbusti e 13.800 fra piccoli arbusti e piante perenni. All’allestimento del giardino, inoltre, ha contribuito Cardex, leader nel campo dell’interior design e del contract che, con il proprio expertise, ha scelto Colos e Magis come partner dedicati a questo fine.

“Nell'ambito dell'architettura urbana contemporanea il landscape design riveste un ruolo cruciale nel plasmare i luoghi pubblici e privati in armonia con l'ambiente circostante. Oltre a conferire estetica e funzionalità agli spazi, il nostro intervento”, sottolinea Emanuele Bortolotti, founding partner di AG&P greenscape, “mira a creare esperienze multisensoriali e benessere diffuso per chi lavora in Monte Rosa 91 e per tutti i frequentatori del Parco della Luce, attraverso l'integrazione di elementi naturali come piante, alberi e materiali sostenibili, offrendo una connessione tangibile con la natura, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale e contribuendo così a definire il carattere distintivo di questo parco unico nel suo genere.”

Prima Luce è un progetto artistico curato da Helga Marsala, con la direzione progettuale di Artribune Produzioni, che ruota intorno a tre grandi opere d'arte site-specific di Mario Airò («Ottava d’oro, ottava di piombo», 2023), Stefano Arienti («Filari di pioppi», 2023) e Loris Cecchini («The orbital promenade, chorus of solstices», 2023).

Le installazioni si relazionano intimamente con l’architettura grazie a un percorso di ricerca nato dal confronto tra gli artisti, la direzione curatoriale e i progettisti del Renzo Piano Building Workshop.

Al centro c’è il tema della luce, intrecciato con quello della natura: un orizzonte complesso che è insieme scientifico, estetico, poetico, filosofico.

Declinate in chiave scultorea o pittorica, le opere generano una progressione luminosa: dagli spazi chiusi del pianterreno alla sommità della collina, dalle frequenze artificiali dei led fino alla luce del giorno, che all’interno filtra attraverso il soffitto a vetri.

Il progetto è il primo immobile riqualificato ad aver ottenuto in Italia la certificazione WiredScore, livello Platinum e punta ad ottenere anche le certificazioni Leed Core & Shell Gold e Leed Ebom Platinum e Breeam.