Il complesso del Vittoriale sul Garda, immaginato da Gabriele d'Annunzio, ha riacquisito lo splendore del progetto originale. Dopo quasi 70 anni dall'inaugurazione, i gradoni e la platea del teatro sono stati rivestiti con il sofisticato marmo Rosso Verona di Margraf

Il 4 luglio uno dei più grandi sogni di Gabriele d’Annunzio si è trasformato in realtà.

Grazie al sostegno e alla lungimiranza della Regione Lombardia e della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, in collaborazione con l'azienda di marmi Margraf, il teatro Una conca marmorea sotto le stelle che il poeta immaginava come luogo ideale per rappresentare i propri spettacoli nella splendida cornice del Vittoriale a Gardone Riviera, è diventato reale, come da progetto originale, immerso .

Nel 1931 il Vate affidò l’opera a Gian Carlo Maroni, architetto del Vittoriale, che mandò a Pompei perché progettasse la nuova realizzazione sull’esempio dell’anfiteatro romano più antico al mondo. I lavori iniziarono tra il ’34 e il ’35, ma vennero presto interrotti per difficoltà finanziarie, aggravate dalla morte di D'Annunzio e dall’inizio della guerra. Ripresi per volontà della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani nel ’52, terminarono l’anno successivo e l’8 agosto 1953 l’anfiteatro venne solennemente inaugurato con un concerto dell’Orchestra del Teatro alla Scala diretta dal Maestro Carlo Maria Giulini, benché le gradinate e la platea fossero rimaste in cemento.

Oggi il Parlaggio, come lo volle chiamare d’Annunzio, ha riacquistato lo splendore del progetto originale grazie a 1.500 mq di marmo Rosso Verona Margraf in finitura grezza, utilizzato come rivestimento dei gradoni della scalinata e della platea, al posto del triste cemento.

Numerose sono le iniziative che Margraf ha intrapreso nel campo dell’arte e della cultura, dalla partnership con il Padiglione Venezia alla Biennale d’Arte di Venezia alle Marble Stories, rassegna internazionale dedicata ad arte, design e architettura, fino a spingere la lavorazione della materia litica oltre i confini conosciuti, grazie ad avveniristiche tecniche di lavorazione che hanno portato alla realizzazione delle opere “sfida” quali l’Arcolitico e Ripple, visibili presso l’Area Margraf di Gambellara (Vicenza).