A cura di Alessandro Romanini - Fino al 30 Aprile 2020 - Marca Museo Delle Arti Di Catanzaro

La mostra rappresenta una tappa importante nella ricerca di Massimiliano Pelletti e offre al pubblico la possibilità di seguire un percorso scandito da circa trenta opere nella sua produzione più recente e vedere in anteprima la serie di sculture concepita appositamente per gli spazi del Museo delle Arti di Catanzaro.

La poetica di Massimiliano Pelletti si alimenta di un concetto di classico e tradizione, come ispirazione, attitudine e soprattutto fuoco che alimenta lo sviluppo creativo, come Gustav Mahler sentenzia “Tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco”.

Questo spirito ha portato Pelletti, nel corso degli ultimi anni, a indagare la produzione plastica delle civiltà extraeuropee e a focalizzare l’attenzione sulla scultura del continente africano e a interrogarsi sulla sua storia e sulla natura delle sue arti, consapevole dell’esistenza di un concetto di classicità anche in questi luoghi, spesso sviluppatasi in parallelo, o addirittura, prima della nostra.

La ricerca dell’artista toscano non si limita a uno stadio concettuale ma prende spazio anche dal punto di vista formale. Nel lavoro di Massimiliano Pelletti, la classicità assume una dimensione molto ampia anche grazie al rapporto con i materiali protagonisti delle sue opere. Raramente troviamo il marmo nella sua dimensione più pura, sempre più spesso sostituito da altri elementi naturali, nella maggior parte dei casi inesplorati dal mondo della scultura: la sfida è quella di scolpire quarzi, onici, calcari e altre pietre stratificate e casualmente combinate in natura, sfruttando ogni elemento che la natura stessa mette a disposizione e lasciando spazio alla ricerca e alla sorpresa.

L’idea di classico è un fil rouge che da sempre attraversa la poetica di Pelletti. La sua pratica artistica è ricca di colpi di scena, di tempi dilatati e di un costante effetto sorpresa: alcuni materiali oppongono grande resistenza, altri sono molto friabili, altri svelano delle cavità o degli innesti di terra, e la lavorazione richiede tempi che spesso la contemporaneità non è più disposta a concedere.