Due nuove mostre temporanee al Museo Novecento di Firenze fino al 12 ottobre 2020 - Mario Mafai e a Francesca Banchelli: un dittico espositivo all’insegna del coraggio e della passione per l’arte

Mario Mafai. Opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione

“L’arte è un fatto etico prima che estetico” scriveva Mario Mafai, protagonista dell’arte italiana dopo gli anni 30, pittore amato da Aberto Della Ragione, collezionista e mecenate tra i maggiori del ventesimo secolo. La mostra al Museo Novecento di Firenze offre una selezione di opere provenienti della collezione permanente del museo che racconta i decenni centrali della carriera del pittore romano a cavallo del secondo conflitto mondiale, sottolineando il legame con Roma, la sua città natale, la ricorrenza di alcuni soggetti (come le nature morte e i paesaggi), il sodalizio con altri artisti (tra cui Scipione e Guttuso) e l’impegno politico e sociale in difesa dell’uomo in anni così difficili per l’Italia e l’Europa sotto la dittatura nazifascista.

Francesca Banchelli. I cani silenzosi se ne vanno via

“Il momento che viviamo è un serbatoio di nuovi orizzonti e riscoperte tanto per singoli quanto per la società. È vertiginoso ma anche affascinante vivere ed essere testimoni di come il cambiamento possa arrivare tutto a un tratto, uno scivolo che ti porta da un piano a un altro”. Una breve affermazione che racchiude le riflessioni condivise da Francesca Banchelli (Montevarchi, Arezzo 1981) con il direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti, curatore della mostra insieme a Eva Francioli. Il percorso espositivo nasce e si sviluppa attorno al dialogo con l’opera Apocalisse, dipinta da Scipione (Gino Bonichi) nel 1930 e selezionata da Banchelli prima che il mondo venisse travolto dalla pandemia. Come molti altri artisti della sua generazione, Banchelli lavora con materiali e tecniche diversi, dalle azioni performative, tra danza e teatro, ai video, al disegno, alla pittura, alla scultura e al suono. Tutte le opere esposte restituiscono in questo senso la poliedricità della sua attività e si legano a un progetto che l’artista porta avanti da diversi anni attorno al tema del fuggitivo.