Le pietre naturali autentiche sono il trait d’union fra architettura e natura

La rete Pietra Naturale Autentica aggrega le aziende che estraggono e lavorano le pietre in Italia e nasce per fare un’opera di disseminazione culturale e di informazione. Al motto di: “No fakes” e con le parole di testimonial d’eccezione, raccontano il valore delle pietre naturali e le ragioni per sceglierle senza esitare. Non solo per l’architettura, mondo di cui la pietra è signora. Ma anche nel design di interni e di prodotto.

Marmo, botticino, pietre calcaree sono molto di più di materiali d’elezione per i progettisti. Sono il pretesto per immaginare un edificio che sopravvive al tempo, che diventa memoria e testimonianza di bellezza. Sono le materie intorno alle quali è nata la cultura, il vocabolario architettonico di molti paesi, non solo dell’Italia. Ma in Italia la storia stessa è incisa nei blocchi di pietra e rimane a distanza di secoli la voce delle radici e di un modus operandi unico al mondo.

Per difendere e promuovere le qualità delle pietre naturali la rete PNA ha chiesto l’opinione di firme importanti del progetto italiano che testimoniano la loro predilezione per le pietre autentiche, con un occhio di riguardo alla continuità fra territorio, paesaggio e la scelta di materie prime locali.

Ma è d’obbligo parlare anche di edifici storici, come il Duomo di Milano e il suo marmo di Candoglia, una pietra rosata che riflette in modo unico la luce. E ricordare anche la presenza della pietra negli edifici più moderni. Il Palazzo della Triennale, progettato da Pietro Muzio nel 1933, in cui botticino, marmo e mattoni creano un raro equilibrio estetico sia sulla facciata che negli interni.

La pietra ha un’anima, per questo è importante sceglierla. Quando usiamo le pietre ci sentiamo in un contatto profondo con la natura. "

Il ruolo centrale delle pietre è nella possibilità di lavorare con la natura viva. Una qualità che rende unica ogni superficie e che stimola una ricerca accurata. “È quello che cerco per dare unicità a ogni progetto”, spiega Antonio Iraci, che è autore di un’architettura palermitana in cui la pietra di Billiemi è protagonista. Del resto il buon design rifugge l’imitazione, la manipolazione visiva o il camouflage. È una questione di ordine e di intelligente utilizzo dei materiali. Un utilizzo che ha bisogno di conoscenza: questo è il ruolo più importante della rete PNA. Guidare i professionisti nelle scelte e nella scoperta. Perché la natura non è mai semplice o scontata, né prevedibile.

“La pietra ha un’anima, per questo per noi è importante sceglierla” sostiene Setsu Ito, architetto e designer giapponese e grande conoscitore di materiali. “Quando usiamo le pietre noi ci sentiamo in un contatto profondo con la natura”. E su questa relazione, fatta di rispetto e di pazienza, nasce un progetto come il tavolo Elic, un vero tributo alle qualità del marmo di Carrara. Una forma leggera e dinamica che sembra sfidare il rigore della pietra. E allo stesso tempo ne esalta i disegni e la grazia materica. Non è semplice creare una lastra di marmo di 20 millimetri che riesce a parlare di forza e leggerezza contemporaneamente. Il dialogo con gli scavatori e i trasformatori, che conoscono e amano le pietre, consente un uso veramente creativo delle pietre.

Infine la parola a Marco Piva, che alla pietra autentica affida la speranza di vedere il proprio lavoro proiettato in un futuro lontano. “Quando ho avuto la possibilità di esprimere la mia personalità nei progetti, ho scelto la pietra perché è archetipica, è l’architettura”. Marco Piva ha spesso lavorato a progetti per grandi alberghi, architetture che contengono una narrazione di lusso e di grandiosità. Niente come la pietra naturale riesce a dare queste qualità a un edificio o a un interno. “È la magia del colore. L’infinita immaginazione della natura riesce a rendere ogni mio design unico”, conclude l’architetto.