Da Shanghai a Pechino, Oriente e Occidente, Cina e Italia, si incontrano nel numero di novembre, focalizzando le visioni di un progetto polifonico in evoluzione e interscambio costanti. A ciascuno il suo.

L’architetto italiano Mauro Lipparini disegna una casa sofisticata che riconosce l’alta qualità del made in Italy; lo studio Vudafieri Saverino lo spazio di quattro kindergarten come una pedagogica fiaba; Alberto Caiola, Andrea Caputo, Kokaistudios immaginano degli shopping mall (mix use) ‘contaminati’ con spazi culturali.

Invece, l’ultima generazione di progettisti cinesi, spesso formatasi all’estero, sembra più impegnata a stupire con effetti speciali un pubblico di millennials consapevoli. X+Living, Kyle Chan&Associates, Wutopia Lab, per esempio, sperimentano in librerie e ristoranti il trend del consumo come esperienza instagrammabile.

Il restauro delle facciate storiche, la riscoperta e la tutela dell’antico di Atelier Deshaus cambiano ancora la prospettiva: la rigenerazione di tessuti industriali abbandonati in spazi espositivi per mostre ed eventi temporanei rappresenta una svolta nell’identità della Shanghai contemporanea.

Come la rappresentano, nell’ambito del design, le soluzioni innovative che si accompagnano alla rielaborazione dei linguaggi tradizionali: altre opportunità per i brand locali con contenuti originali e soprattutto per quelli italiani, sempre più apprezzati per i valori progettuali.