Quali prospettive per un rinnovamento del design Made in Italy?

Moderati da una figura di spicco, il direttore del London Design Museum Deyan Sudjic, venerdì 20 settembre 2019 alla Saatchi Gallery di Londra, tre speaker eccellenti si sono confrontati sul rinnovato senso della qualità del Made in Italy.

I-Made, la mostra-evento curata da Giulio Cappellini sull'Italian Craftsmanship e sulle tecniche manifatturiere, durante il talk di cui Interni è stato parte attiva nella costruzione dei contenuti, ha visto dibattere Aldo Cibic, autore iconico del design italiano che coniuga le competenze sul prodotto fino a spingersi alla pianificazione urbana, con Claudio Lazzarini e Carl Pickering, studio basato a Roma con un attitudine taylor made su tutte le scale progettuali e Richard Woods, figura che ha fatto dell'approccio artistico il suo modo di fare progetto.

Filo conduttore del dibattito sono stati il modus operandi e una ricerca di modi sempre nuovi di rivedere le architetture degli spazi. Durante gli interventi, è emerso come temi apparentemente estranei al design siano entrati nell'ambito della disciplina. Ciò che chiamiamo design (e gli inglesi differenziano in Urban o Product o Art o Process Design) diventa sempre più presente come elemento di sintesi.

L'oggetto, frutto di nuove progettualità, non è più visto come una cosa in sé, ma come parte di un sistema di relazioni dinamiche e multi-funzionali.

Deyan Sudjic ha spiegato come “Il design connette e crea nuove sinergie”: le nuove generazioni di architetti e designer sono necessariamente stimolate a creare oggetti inseriti in uno spazio che è sempre più liquido con funzioni sempre più connesse tra loro.

Il dibattito sulla nuova qualità di ciò che design significa è aperto. Il futuro non è stato mai così presente. (Carlo Biasia)