Arredi, lampade e accessori dei grandi autori italiani del secolo scorso sono sempre più oggetto di interesse per i collezionisti internazionali. La casa d’aste Wannenes apre la sua stagione di attività primaverile proprio partendo dal design del Novecento. 21-22 maggio, Palazzo del Melograno, Genova

Eppur si muove. Il mercato del design, si intende. Con le sue logiche e le sue strategie. A Genova nei giorni 21 e 22 maggio la casa d’aste Wannenes apre il suo ciclo di aste partendo proprio delle arti industriali. Un settore decisamente in salita per Wannenes, che lo scorso anno ha segnato un 16,5% in più di fatturato rispetto all’anno precedente (per l’esattezza 2.757.126 euro nel 2019 e 2.366.593 euro nel 2018), grazie a un mercato, soprattutto internazionale, Stati Uniti in testa seguiti da Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi e Germania, che risponde con entusiasmo ai pezzi d’antan firmati dai grandi maestri italiani.

Qualche esempio? Una lampada da terra di Ettore Sottsass realizzata da Arredoluce è stata aggiudicata lo scorso anno a 40.100 euro mentre sempre a firma di Sottsass, una credenza in legno laccato e ottone di Poltronova anni 50 è stata acquistata a 37.600 euro; un mobile bar del 1935 dell’architetto Pietro Chiesa prodotto da Fontana Arte ha chiuso l’asta a 32.600 euro. Le due giornate di maggio che portano il titolo “Design” e “Stile Italiano” propongono una ricca selezione di lotti e un totale di circa 900 pezzi tra cui spiccano alcuni arredi speciali a firma di noti autori italiani o pezzi ‘no name’, realizzati da importanti manifatture made in Italy.

Tra i protagonisti, ancora Ettore Sottsass con una lampada da soffitto dal design di ispirazione nordica, in metallo dipinto, perspex e ottone realizzata per Arredoluce nel 1957 circa, dove il designer imita stilizzandola la forma di una balena. Un buon numero di pezzi di Gio Ponti tra cui sarà presentata una coppa della serie “Le mie donne” in maiolica policroma realizzata da Richard Ginori nel 1925, di Franco Albini, Gianfranco Frattini, Ico Parisi, Angelo Mangiarotti e molti altri. Grande spazio anche all’arredo outdoor, in particolare una serie di sedute in midollino intrecciato e in bambù realizzati dalle storiche manifatture comasche attive a partire dal Dopoguerra tra cui spicca la mitica Vittorio Bonacina con sedie, poltrone, lettini e chiase longue a firma di Franco Albini, Tito Agnoli, Lorenzo Forges Davanzati.

Un oggetto particolarmente presente in catalogo è curiosamente lo specchio da parete da reintrodurre come un bell’elemento d’arredo nelle case contemporanee che troppo spesso lo relegano solo nella stanza da bagno o nel guardaroba. (Patrizia Catalano)